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Le banche scelgono la via della ESG digital governance

(Fabrizio Fiocchi, Ceo di EsGeo)

 Nel 2020 è aumentato esponenzialmente il numero di istituti di credito
che si sono dotati di ESGeo, la piattaforma integrata per il monitoraggio e la gestione dei dati non finanziari.
Obiettivo: rafforzare i processi di monitoraggio e gestione degli impatti

Crescono i contagi da Covid in tutto il mondo, si moltiplica il ricorso allo smartworking, cambiano i modelli di business e, di conseguenza, l’organizzazione del lavoro all’interno delle aziende. Questa fase di trasformazione ha accelerato l’attenzione ai processi di monitoraggio e gestione dei propri indicatori di sostenibilità ambientale, sociale e di governance aziendale. 

Questi indicatori stanno assumendo una propria identità giuridica nei processi di valutazione degli investimenti, dei finanziamenti o più semplicemente nella selezione dei propri fornitori. Questo cambia radicalmente il ruolo della informazione ESG che, da mera informativa sui propositi aziendali, diviene metrica di valutazione per scelte finanziarie e variabile usata per ottenere un vantaggio competitivo.  A tal proposito, le autorità di vigilanza, in primis Consob, hanno sottolineato come l’utilizzo di queste informazioni possa impattare sui corsi azionari con tutte le conseguenze del caso sulla tracciabilità e correttezza di tale informativa.

Le Banche, conoscendo molto bene i rischi connessi alla gestione e divulgazione di dati che influenzano scelte finanziarie, si muovono ora compatte per dotarsi di strumenti in grado di gestire in modo sicuro, ricostruibile e certificato la divulgazione dei propri impatti.

Nel 2020, infatti, 5 primari gruppi bancari nazionali hanno scelto EsGeo, la piattaforma integrata in cloud realizzata da Techedge, in grado di misurare e gestire i dati di sostenibilità non finanziari e certificata dai GRI Standards.

In sostanza si tratta di uno strumento per gestire i KPI non finanziari in modo efficace e sicuro in un’unica piattaforma aziendale coerente con i principali standards e la tassonomia Europea integrato con i sistemi aziendali. L’applicazione è dotata di un modulo di disclosure in grado di redigere i report di sostenibilità accedendo direttamente ai dati qualitative e quantitativi della data collection.

“Gestire i dati della sostenibilità in modo sicuro e sottoposto a workflow e Audit è l’unico modo per trasmettere il valore dei propri impegni ESG e minimizzare i rischi di controversie non finanziare – sottolinea Fabrizio Fiocchi, Ceo di EsGeo. Non è un caso che i grandi gruppi bancari si stiano attrezzando proprio in questo momento, dotandosi di piattaforme uniche in grado di monitorare e gestire questi dati. Il Recovery Fund avrà l’effetto di catalizzare l’attenzione e le risorse sui processi di digitalizzazione e della sostenibilità. Le aziende oggi hanno bisogno proprio di iniziare dalla governance digitale dei GPI della sostenibilità. Solo in questo modo saranno credibili sul mercato e potranno coinvolgere il management sugli obiettivi non finanziari”.

“In Italia c’è molta attenzione in questo momento – aggiunge Fiocchi – ma meno del 20% delle aziende che redigono la DNF oggi si è dotata di piattaforma unica e integrata per gestire questi dati. ESGeo è lo strumento tecnologico in grado di colmare il gap in 2/3 settimane. Infatti, il nostro approccio è quello di personalizzare e rappresentare i dati in un framework standard certificato secondo i principi dei GRI ma allo stesso tempo personalizzabile per accogliere le peculiarità aziendali nella disclosure”.

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