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05/10/2020

Golinelli (Farmacentro): 'Le chiusure fanno male all'economia. Noi farmacisti siamo pronti e auspichiamo un rapporto franco con la nuova Giunta, come lo era in passato'

(Stefano Golinelli, Presidente Farmacentro)

La partita dei vaccini anti influenzali e le richieste alla giunta marchigiana. Farmacentro Servizi e Logistica è pronta ad affrontare la stagione autunno-invernale puntando sulla prevenzione perchè le chiusure fanno male all’economia

Farmacentro rappresenta una cooperativa di farmacie e ha l’obiettivo di essere un punto di riferimento per i cittadini. Visto l’aumento dei contagi da covid-19 e la stretta del governo all’uso delle mascherine, potrebbe essere una stagione di fuoco. Noi di CUOREECONOMICO ne abbiamo parlato con il presidente Golinelli.

Presidente il comparto farmaceutico come si sta organizzando?

«Diciamo ci siamo già passati e abbiamo lavorato in piena emergenza garantendo il servizio. Siamo stati a disposizione per dispensare consigli, fornire dpi e quindi tutti hanno capito il valore della farmacia come primo presidio sanitario sul territorio. Ci siamo organizzati per lavorare in sicurezza per il personale e per i cittadini rispettando le norme grazie al plexiglass, i percorsi per il distanziamento e la sanificazione. Nessuno si è contagiato in farmacia».

Cosa vi aspettare per questo inverno?

«Siamo pronti ad affrontare l’emergenza, non sarà come l’anno scorso. Il virus ora lo conosciamo di più, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Attenzione massima. Sapremo dare consigli su come muoversi e fornire tutti i dispositivi di sicurezza richiesti, dalle mascherine ai gel sanificanti».

Si va verso una stretta del Governo, almeno sul fronte delle mascherine obbligatorie e degli orari dei locali, temete nuove chiusure?

«Le chiusure fanno male all’economia. Noi di Farmacentro siamo per le aperture condizionate a comportamenti corretti. La prevenzione sostiene l’economia, le chiusure portano tutti sul lastrico. Sappiamo come affrontare l’emergenza e dobbiamo convivere con il virus. Non è sostenibile un altro stop, da nessun punto di vista».

Altra partita per voi, quella dei vaccini anti-influenzali. Una partita che si è spostata sulle asl e i medici di famiglia. Cosa non funziona?

«La situazione è poco chiara. Ne dovranno arrivare 13 a farmacia che sono più che insufficienti. Mediamente ne vendevamo dagli 80 ai 100 a stagione. Ma abbiamo richieste per 300 e oltre. Questo scontenterebbe tante persone. Chiediamo più dosi e chiediamo alla Regione di intervenire come organo sanitario per farci avere più flaconi. Non ci sono certezze e non sappiamo quando ci consegneranno le dosi. La speranza è che si riescano a reperire in giusta quantità».

Le Marche hanno una nuova giunta e un nuovo ‘colore politico’, cosa chiedete?

«Il rapporto di collaborazione con le istituzioni è sempre stato positivo. Vogliamo dare un contributo di idee e organizzativo, per sottolineare il valore della capillarità sul territorio. Le farmacie sono una propaggine del sistema sanitario regionale. Pensiamo al servizio del Cup, la prenotazione di visite mediche. Sta funzionando e riscuote successo perché consente alle persone di prenotare le visite in farmacia davanti a professionisti preparati. L’obiettivo è quello di avere un confronto costruttivo. La nostra mission è quella di mantenere le farmacie un presidio efficace per il cittadino. Con la Regione abbiamo costruito delle virtuosità anche in relazione alla spesa e all’abbattimento degli sprechi. Ci auspichiamo un rapporto franco con la nuova Giunta, come lo era stato con le precedenti».

Di Luigi Benelli

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