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12/06/2020

Lucca (Assiteca):’Ora c’è l’urgente bisogno di far ripartire la macchina supportando le imprese, soprattutto le PMI che caratterizzano l’ossatura economica del nostro Paese’

Luciano Lucca, Presidente di Assiteca Spa con sede a Milano, ha iniziato a lavorare nel campo assicurativo nel lontano 1966 come agente assicurativo per la compagnia Toro Assicurazioni, divenendo in seguito assistente al Direttore Commerciale del Direzione Toro Assicurazioni a Milano.

Una carriera tutta incentrata nel brokeraggio assicurativo fino ad arrivare al 1982 anno in cui è tra i fondatori di una nuova società di brokeraggio assicurativo, ASSITECA S.p.A., della quale assume la carica di Amministratore Delegato e, dal 1992, anche quella di Presidente. Dal 2005 Luciano Lucca è Vice Presidente dell’Associazione di Categoria dei broker assicurativi ACB.

Abbiamo deciso di ‘conversare’ su ‘CUOREECONOMICO proprio con il Presidente di un grande gruppo di brokeraggio assicurativo, in quanto riteniamo che proprio in questo momento sia sempre più necessario un approccio professionale e consulenziale nella risoluzione delle problematiche aziendali post Covid-19.

Presidente Lucca, siamo oramai entrati nella Fase2 con tutte le incertezze del caso. Ora al centro sono le scelte strategiche per tamponare le falle dell’economia. Da dove riparte il Paese?

‘Come è stato detto fin dall’inizio, gli impatti di questa pandemia oltre a pesare da un punto di vista sanitario, pesano e peseranno sull’economia. L’Italia purtroppo non partiva da una situazione ottimale e la ripresa in corso a inizio anno ha subito un blocco forzato di mesi. Ora c’è l’urgente bisogno di far ripartire la macchina supportando concretamente le imprese, soprattutto le PMI che caratterizzano l’ossatura economica del nostro Paese. Di misure il Governo ne ha varate molte, forse fin troppe, ma mancano ancora i decreti attuativi e i ritardi della burocrazia sono pesanti. ASSITECA ha fatto la sua parte, sollecitando il mercato assicurativo e le istituzioni a dare risposte chiare e concrete alle imprese, il collega Valentino Olivanti della nostra sede di Ancona ha avuto modo di parlarne proprio sulle pagine del vostro sito (/assiteca-supporto-alle-imprese-per-uscire-dallemergenza-post-covid-19/). Ovviamente continueremo a far sentire la nostra voce e a dare il nostro supporto alle imprese.

Un tema che ci sta particolarmente a cuore è la formazione, specialmente quella universitaria. Da più parti, anche a causa del Covid19, si sollecita una ‘visione’ nuova nelle frontiere della formazione universitaria che possa prendere in considerazione anche il ‘digitale’ che offre evidentemente opportunità formative anche di docenze internazionali.

Quale è la sua opinione da Presidente di un gruppo innovativo nei servizi professionali che probabilmente si attende ragazzi pronti e preparati per il suo Gruppo?

‘Rispetto ai miei esordi nel mondo del brokeraggio assicurativo, ormai quasi cinquant’anni fa, la professione del broker è fortemente cambiata. Per soddisfare le nuove esigenze delle imprese, e quelle future, i broker non possono più essere soltanto degli intermediari. E’ necessario presentarsi come consulenti per la gestione integrata dei rischi e quindi acquisire competenze specialistiche. Il servizio offerto deve partire dall’analisi e profilazione del rischio, per poi definire le corrette misure di prevenzione e mitigazione e quindi, solo alla fine di questo processo, trasferire il rischio residuo al mercato assicurativo cercando soluzioni personalizzate in base alle peculiarità dell’azienda.

Se lei dovesse consigliare ad un giovane diplomato le ‘discipline’ su cui orientarsi, su quali orienterebbe le scelte?

‘Per diventare broker assicurativo è necessario avere una formazione poliedrica. I percorsi universitari più corretti sono nei rami di Economia, Ingegneria, Giurisprudenza, poi ci sono molti corsi e master post universitari indirizzati ad acquisire competenze di risk management. Importantissime però sono anche le cosiddette soft skills: un bravo broker, che abbiamo detto deve essere soprattutto un bravo consulente, deve avere ottime doti relazionali, di comunicazione e di organizzazione. Deve saper entrare in sintonia con il cliente, capire le sue necessità e saper offrire le soluzioni giuste per lui. Insomma deve essere un ottimo commerciale!’

 

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