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22/10/2020

Lupi (Confcommercio Terni): "Terziario in difficoltà, subito un sostegno. Ast va difesa ma serve un tavolo per nuovi modelli di sviluppo"

(Stefano Lupi, presidente Confcommercio Terni)

Il presidente dell'associazione di categoria a Cuoreeconomico: "Le istituzioni facciano una assunzione di responsabilità: uniamo le forze per programmare un rilancio della città che vada anche oltre la siderurgia"

Il settore terziario della provincia di Terni e la sua situazione dopo il lockdown, i timori per un futuro incerto, la vendita di Ast e i nuovi modelli di sviluppo. Tutti argomenti chiave per il futuro dell’economia e del mercato a Terni. 'CUOREECONOMICO' ne parla con Stefano Lupi, presidente di Confcommercio Terni

Il settore del commercio e tutte le realtà ad esso connesse stanno provando a ripartire dopo la serrata, ma all’orizzonte ce n’è un’altra che spaventa. Facciamo il punto della situazione.

Il quadro in provincia di Terni è molto difficile: andando in crisi le attività primarie, anche il terziario ne risente perché c’è un calo nella capacità di acquisto. Il lockdown è stato un acceleratore di processo perché ha evidenziato i sintomi di malessere di tutto il comparto, vale a dire commercio, turismo, servizi, horeca e così via. Questo comporta una grande perdita a livello occupazionale, acuita anche da una diminuzione di attrattiva dei negozi di prossimità per via della proliferazione dei centri commerciali e del commercio elettronico. Nel turismo il lockdown ha dato una mazzata: chiediamo politiche certe e risorse altrettanto certe per superare la crisi ed una attenzione a tutti i lavoratori del settore, che in molti casi gestiscono a le attività a livello familiare. Una nuova fermata darebbe la mazzata definitiva a tutto il comparto, già profondamente provato’.

Cosa si attende dal Governo in questa fase delicatissima per l’economia, non solo per il suo settore?

Mi aspetto una politica fiscale del Governo, ma non solo, che possa sollevare le aziende da alcuni tributi, in ragione del momento difficile. Il mondo del commercio ne ha profondamente bisogno per ripartire. Ritengo che sia indispensabile una manleva su tasse e tributi, mi aspetto che dai comuni ci sia una attenzione sui tributi locali, andando verso la riduzione. Ed ovviamente, mi aspetto fondi che possano ristorare il comparto: se saranno quelli dell’Europa meglio ancora’.

Dalla vendita di Ast passerà necessariamente un pezzo importante del rilancio economico della città. Qual è la sua posizione?

Noi dobbiamo assolutamente difendere la nostra azienda principale. Ma anche in contemporanea – cosa che non è stata fatta negli anni precedenti – creare le condizioni per uno sviluppo che vada oltre la semplice manifattura siderurgica. Certamente è fondamentale difendere con i denti l’esistente e quindi chiedere che il sito continui ad essere valorizzato, ma bisogna creare le condizioni anche per generare altro sviluppo. La  dipendenza dalle multinazionali ci obbliga a questo: ad oggi non sappiamo cosa farà del sito chi lo prenderà’.

Parla di nuovi modelli di sviluppo: Confcommercio da tempo si sta facendo promotore di una iniziativa…

Le istituzioni a tutti i livelli hanno un ruolo fondamentale, devono fare una assunzione di responsabilità e prendersi un impegno per creare nuovi drivers di sviluppo, altrimenti il nostro territorio – non parlo solo della città di Terni ma di tutto il ternano – è destinato ad impoverirsi ulteriormente. Come Confcommercio Terni ci stiamo battendo da due anni per avere una conferenza programmatica di territorio, alla quale devono prendere parte tutti gli attori istituzionali ed economici, che consenta di ripensare lo sviluppo locale e ricercare le condizioni per un nuovo modello di rilancio. Se non abbiamo neanche l’idea di dove vogliamo andare saremo nudi ed indifesi alle intemperie occupazionali e produttive’.  

Di Emanuele Lombardini

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