mer 28 gen 2026

Seguici su:

Maccazzola (Cia Lombardia): “Sostenibilità ineludibile, ma niente posizioni ideologiche”

(Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia)

Il presidente di Cia Lombardia a CUOREECONOMICO: "Stop a carne sintetica è un bene, si preserva davvero l’ambiente. Preoccupa molto l’inflazione: il settore agricolo lombardo da sempre si contraddistingue per la sua dinamicità, per la sua produzione di eccellenza e per la  sua imprenditorialità di successo, ma ora il timore è che si verifichi un calo degli investimenti"

Gli effetti dell’aumento del costo del denaro sugli investimenti del settore agricolo. Il grande impegno del comparto a portare avanti percorsi di transizione ecologica e digitale, nonostante le difficoltà dell’attuale scenario economico.

La soddisfazione per l’approvazione della legge che vieta il commercio e la produzione nel nostro Paese di carne e altri alimenti ottenuti in laboratorio.

Di questi temi abbiamo parlato con Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia, che ha spiegato a CUOREECONOMICO come il comparti agro-alimentare lombardo sia da sempre in prima linea sui temi della sostenibilità ambientale e come, in questa fase complessa, l’aumento dei tassi di interessi desti non pochi timori per gli operatori del settore.

Partiamo dall’attualità. Qual è la sua posizione sull’approvazione della legge che introduce il divieto di produzione e vendita della carne coltivata in laboratorio?

Abbiamo accolto il provvedimento in modo positivo. E’ importantissimo affrontare questi temi.

Spesso si sottolinea l’impatto negativo degli allevamenti sull’ambiente, ma questa posizione non tiene adeguatamente conto del ruolo chiave che il settore agro - alimentare riveste per la tenuta del territorio e per la sua tutela ambientale.

L’ attività agricola ha infatti una valenza fondamentale per preservare l’equilibrio dell’ambiente e il suo abbandono a favore della produzione di cibo sintetico avrebbe effetti negativi inimmaginabili in termini di dissesto idrogeologico.

Il tutto con dei costi ambientali elevati che non vanno assolutamente trascurati nel momento in cui si mettono sull’ago della bilancia da un lato l’impatto degli allevamenti e dall’altro i possibili vantaggi di una diffusione del cibo sintetico”.

Qual è dunque l’approccio più efficace a questo tema?

Bisogna sganciarsi da posizioni stereotipate e mettere al centro la scienza, i dati e una valutazione oggettiva e non ideologica.

La sostenibilità ambientale è infatti un presupposto ineludibile per il settore agroalimentare, legato a doppio filo alla qualità e alla salubrità dei prodotti.

Di questo gli agricoltori italiani sono ben  consapevoli. La tutela dell’ambiente è considerata un valore primario da rispettare. Quindi è inutile creare contrapposizioni basate su posizioni precostituite. 

Detto questo, la sfida è affrontare la questione del cibo sintetico in uno scenario europeo, perché si tratta di ambiti normati a livello Ue.

E’ in questo contesto che il nostro Paese deve giocare la partita su questi temi per portare avanti le sue posizioni e ottenere risultati concreti, grazie al ricorso a dati e valutazioni di tipo oggettivo. Il tutto valorizzando e tutelando le filiere italiane ed evitando che possano risultare penalizzate sui mercati esteri”.

Cambiamo argomento. Potrebbe invece darci un quadro di come il  settore agricolo lombardo sta affrontando questa fase complessa che ha visto susseguirsi prima la pandemia, poi l’emergenza energetica e ora l’aumento vertiginoso del costo del denaro?

Il settore agricolo lombardo è stato sicuramente molto penalizzato dall’aumento del costo del denaro perché da sempre investe molto in soluzioni per  l’innovazione e la sostenibilità ambientale.

Tutti gli investimenti realizzati dalle nostre imprese - che hanno avuto una spinta importante grazie a strumenti come Industria 4.0 -  implicano infatti un certo grado di esposizione al rischio. In questo contesto un tasso di interesse che incomincia a pesare in modo rilevante, va inevitabilmente a erodere quello la redditività delle aziende agricole.

Questa situazione desta non poche preoccupazioni, perché ad esempio il mondo zootecnico deve fare investimenti molto importanti per andare incontro a target ambientali sempre più sfidanti e l’aumento del costo del denaro potrebbe rappresentare un ostacolo.

Solo per fare un esempio, gli allevatori che hanno realizzato  i biodigestori e hanno investito ingenti capitali, devono fronteggiare una situazione in cui i tassi di interesse sono cresciuti in maniera vertiginosa.

Ciò penalizza il settore agricolo lombardo che da sempre si contraddistingue per la sua dinamicità, per la sua produzione di eccellenza e per la  sua imprenditorialità di successo.

Innovare ed essere all’avanguardia sul fronte della sostenibilità vuol dire infatti destinare ingenti risorse in questi ambiti e quindi avere un forte intervento bancario nel settore”.

Tuttavia, nonostante difficoltà, le imprese agricole lombarde continuano a considerare la transizione ecologica e digitale due settori di primaria importanza, portando avanti i loro percorsi virtuosi …

Assolutamente sì. Quella dell’innovazione digitale e della sostenibilità è una strada ormai segnata da un duplice punto di vista.

Da una parte infatti c’è un percorso normativo che sta procedendo in maniera spedita a livello europeo e italiano, dall’altro c’è il forte slancio degli agricoltori lombardi, che hanno ben introiettato la necessità di investire in questi ambiti.

Come dicevo prima però l’aumento del costo del denaro sta erodendo redditività e ciò sicuramente sta rallentando un po’ gli investimenti”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com