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21/10/2022

Mammuccini (Federbio): “I giovani spingono il biologico, ma la crisi energetica non fermi il Pnrr”

(Maria Grazia Mammuccini, presidente Federbio)

A colloquio con la presidente della Federazione Agricoltura Biologica e Biodinamica: “C’è voglia di cibo bio ma l’inflazione frena le famiglie. Vola l’export. Il caro-energia comincia a rendere difficoltosa la produzione anche per noi”

Il biologico continua la sua crescita in un momento in cui l’Italia, come il resto d’Europa sta affrontando grandi cambiamenti anche sul fronte degli stili di vita. Ma quali sono le sfide che adesso si presentano davanti?

CUOREECONOMICO ne parla con Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio, la federazione dell’agricoltura biologica e biodinamica

L'agricoltura biologica e biodinamica è in grande crescita, anche sul fronte dell'export. Come è arrivato a questa seconda parte del 2022? 

Fino a questo momento si confermano le tendenze di Luglio-Agosto 2022, quindi una grande crescita dell’export di 11% con un trend molto alto per alcuni settori, come il vino, arrivati al 19%.

Quindi il Made in Italy bio si conferma come dato strutturale all’estero, anche grazie alla qualità dei prodotti, alla loro provenienza territoriale e quindi legato ad un metodo di produzione sicuramente più sano”.

Un altro dato che si conferma è la crescita della ristorazione fuori casa, sia come HoReCa che agriturismi, con una crescita del 58% certamente in parte dovuta alle precedenti chiusure pandemiche.

Il biologico in generale è più presente anche nei negozi. Riscontriamo invece una difficoltà nel consumo familiare, legato ovviamente al prezzo più alto ed è chiaro che in questa fase delicata dal punto di vista economico, può essere un problema.

Le famiglie hanno meno possibilità di spesa in generale e l’inflazione aggrava la situazione: l’indice di questa situazione è che se gli acquisti scendono nei supermercati, crescono invece nei discount”.

Mangiare bio sta diventando sempre più diffuso anche in Italia. Frutto di una maggiore consapevolezza o solo voglia di seguire una moda?

Credo che in alcuni ambiti possa anche essere un fatto dovuto ad un trend temporaneo, ma nella maggior parte dei casi c’è maggiore consapevolezza, soprattutto da parte dei giovani, che quando scelgono un cibo, scelgono anche un modello di agricoltura. Su questa scelta incidono l’impatto sulla salute ma anche a livello ambientale e climatico”.

Quello che manca e che serve è una forte campagna di informazione che spieghi bene cosa vuol dire produrre biologico.

La cura del suolo e l’uso solo di sostanza organica, senza pesticidi, porta ad una crescita della fertilità del suolo, fondamentale per contrastare il cambiamento climatico ma anche per trattenere acqua e quindi prevenire fenomeni come quelli a cui abbiamo assistito.

Se lavoriamo su questo, possiamo crescere ancora: la sensibilità su questi argomenti sta diventando forte soprattutto nei giovani.

Dopo la tragedia della Marmolada, la siccità del Po e l’alluvione nelle Marche, quanto altro tempo dobbiamo attendere ancora?”.

Quanto vi preoccupano il caro-energia ed il caro-materie prime?

Ovviamente ci preoccupano tanto, perché anche le nostre sono aziende energivore. Sicuramente, se penso che per l’agricoltura la difficoltà maggiore è quella dei prezzi saliti alle stelle di concimi chimici ed anti-parassitari, qui siamo avvantaggiati, abbiamo una resilienza maggiore, perché non ne facciamo uso ed abbiamo; però ci mancano alcune materie prime e paghiamo comunque il rincaro di tutto.

Faccio il caso della mia azienda che produce e vende vino: imbottigliarlo è diventato più caro, l’energia è triplicata.

Quindi sicuramente siamo preoccupati e per alcuni piccoli negozi questa situazione può portare anche alla chiusura delle aziende. Serve un intervento strategico in questa fase delicatissima o rischiamo di perdere un patrimonio”.

Nel Pnrr c’è una grande attenzione alla sostenibilità. Avete timori che l’attuale situazione possa far fare passi indietro su questo fronte, dato che c’è la necessità di drenare denaro verso l’emergenza bollette? Quali sono le vostre richieste al nuovo Governo?

E’ chiaro che in questo momento c’è bisogno di un intervento per evitare la chiusura delle imprese ed aiutare le famiglie a pagare le bollette, ma bisogna comunque evitare che questo vada a scapito della transizione ecologica che è assolutamente necessaria.

Giusto e sacrosanto adesso intervenire per salvare economia e famiglie, ma gli investimenti strategici del Pnrr sono fondamentali e bisogna proseguire.

Nel caso dell’agricoltura sostenibile parliamo di filiere bio e distretti biologici: sono strumenti fondamentali e ci auguriamo che si possa andare avanti.

Ma pensiamo anche che bisogna investire con forza nell’energia rinnovabile: il mondo del biologico deve spingere le aziende anche su questo fronte.

Investire sull’autosufficienza a livello di cibo ed energia: comunità energetiche e del cibo, approvvigionamento nei gruppi locali sono strumenti fondamentali per far fronte alle fragilità che questa crisi ci ha mostrato”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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