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03/09/2020

Manzotti (Cisl Umbria): ’Sui dati Svimez per l’Umbria siamo molto preoccupati. La Regione istituisca un ‘tavolo’ per decidere le future priorità’

‘A preoccupare il sindacato c’è anche l’aspettativa dei soggetti economici e dei lavoratori: la stragrande maggioranza delle aziende ha una dimensione piccola o piccolissima e sono poco internazionalizzate. La questione che si apre riguarda
la tenuta di queste realtà nel medio e lungo periodo e la loro capacità di
riconvertirsi a un mercato che risente delle povertà, delle nuove
povertà, e che sta vivendo un forte mutamento’

L’ultimo report dello Svimez, secondo il quale il Pil della nostra regione crollerà nel 2020 dell’11,1 per cento, non può che preoccupare la Cisl Umbria. Questo dato se da una parte è conseguenza di un’inaspettata pandemia, che ha caratterizzato questo periodo facendoci rincorrere prima l’emergenza sanitaria e poi quella economica, dall’altra risente di questioni strutturali irrisolte, che in questi mesi si sono manifestate in tutta la loro complessità e che negli anni hanno già causato perdite di Pil a due cifre.

Sappiamo bene che l’Umbria è una regione con una popolazione anziana e questo, oltre ad avere incidenza sociale, sanitaria ed economica in un contesto di normalità, diventa un problema aggiuntivo nella straordinarietà del momento. Con la concertazione con i comuni, il sindacato ormai da tempo sta lavorando per mantenere i servizi e limitare un aggravio dei costi per la popolazione.

La nostra regione si trova a dover fronteggiare un’annosa questione, che rimane ancora aperta e irrisolta: quella delle infrastrutture. La questione dell’isolamento della nostra regione non riguarda solo la rete viaria. Con lo smart working infatti si sono evidenziati, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne, limiti nei collegamenti a internet. Strumento oggi necessario per le aziende e per sviluppare un’area, anche dal punto di vista turistico. Settore che nella nostra regione deve essere considerato volano di sviluppo, soprattutto se collegato alle filiere agroalimentari.

A preoccupare il sindacato c’è anche l’aspettativa dei soggetti economici e dei lavoratori: la stragrande maggioranza delle aziende ha una dimensione piccola o piccolissima e sono poco internazionalizzate. La questione che si apre riguarda la tenuta di queste realtà nel medio e lungo periodo e la loro capacità di riconvertirsi a un mercato che risente delle povertà, delle nuove povertà, e che sta vivendo un forte mutamento. Per fronteggiare il momento bisogna investire in formazione e non sottovalutare la partita della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ciò anche e soprattutto in quelle aree che non devono essere dimenticate: i comuni del cratere, colpiti dal sisma del 2016, attendono ancora di avere risposte concrete sia in termini abitativi che occupazionali.

In questo scenario, alle istituzioni, in primis alla Regione, chiediamo di riunire la politica, l’università, le parti sociali e datoriali per non sprecare l’opportunità delle risorse che verranno destinate alla nostra regione. Opportunità che devono essere colte attraverso l’elaborazione di progetti condivisi che ci permettano di arginare la caduta del Pil e in prospettiva cominciare a lavorare ad un nuovo modello di sviluppo che deve basarsi sul lavoro e la persona.

Angelo Manzotti
Segretario Generale regionale Cisl Umbria

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