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14/09/2020

Marcantonini (MCT Italy):’ Il Covid-19 ha accelerato i nostri programmi di sviluppo su digitale e internazionalizzazione’

(Andrea Marcantonini, MCT Italy)

L’internazionalizzazione è sempre stata nel nostro Dna, sin dagli inizi della storia aziendale. Da dieci anni a questa parte, dopo la crisi del 2008, abbiamo dovuto cambiare tutto: siamo passati da un fatturato diviso fra Italia che pesava per il 70% e il restante in Europa, a quasi tutto nei Paesi extra UE

Alle porte di quello che economicamente può essere definito un inverno ‘caldo’ la Marcantonini Concrete Technology guarda al futuro con ottimismo. Gli oltre 50 anni di esperienza nel campo degli impianti di betonaggio per sistemi di produzione e distribuzione del calcestruzzo ha infatti portato l’azienda perugina ad adattare il cambiamento alle proprie esigenze, per continuare ad andare avanti nonostante gli imprevisti come quello della pandemia mondiale.  

Abbiamo un ciclo molto lungo per quello che riguarda i nostri prodotti - dice il direttore Andrea Marcantonini - . Ad oggi abbiamo ordini fino a metà del 2021. Stiamo producendo normalmente e per ora non abbiamo ravvisato cali, se non nel primo semestre in cui, viste le 8 settimane di chiusura, abbiamo rallentato la produzione, ma stiamo comunque cercando di recuperare. Molti ordini risalgono al 2019 - precisa - e alcuni fanno invece riferimento all’anno corrente. Il fatto che i nostri agenti commerciali non abbiano quasi più viaggiato negli ultimi sei mesi ha ridotto certamente le trattative, ma dobbiamo essere bravi a cogliere le opportunità e a continuare a fare fatturato anche secon meno trattative. Dalla nostra parte, abbiamoil fatto di avere molti partner mondiali che possono lavorare e per questo abbiamo continuato a vendere anche nel periodo di fermo utilizzando le piattaforme digitali”. 

Dall’emergenza l’azienda che conta oltre 80 dipendenti ha quindi saputo tirar fuori le opportunità che ora, se viste pensando al futuro, possono diventare veri e propri progetti innovativi: “Nel periodo di lockdown - prosegue Marcantonini - ci siamo orientati sempre di più verso l’assistenza ai clienti senza far viaggiare il nostro personale. Abbiamo spinto la progettazione affinché le macchine siano facilmente riassemblabili. Siamo stati obbligati, per necessità, a fare assistenza e collaudo da remoto, collegati via web con il cliente: un esperimento riuscito la prima volta con un cliente koreano e che abbiamo ripetuto per altri clienti. Questo, nel futuro, ci consentirà di mandare per meno tempo i nostri tecnici fuori sede”.  

La MCT conta un fatturato di 16 milioni di euro annui, di cui solo il 6-7% provengono dall’Italia. Si tratta quindi di una azienda che ha da sempre avuto una vocazione per l’internazionalizzazione, tema centrale del Glocal Economic Forum organizzato da ESG89 per il prossimo 13 novembre.  “L’internazionalizzazione – prosegue Marcantonini - è sempre stata nel nostro Dna, sin dagli inizi della storia aziendale. Da dieci anni a questa parte, dopo la crisi del 2008, abbiamo dovuto cambiare tutto: siamo passati da un fatturato diviso fra Italia che pesava per il 70% e il restante in Europa, a quasi tutto nei Paesi extra UE. Siamo stati costretti ad un cambiamento repentino e quindi da diversi anni stiamo lavorando solo con l’estero. Ora, guardando al futuro, l’obiettivo è quello di realizzare sedi più stabili nei mercati dove stiamo lavorando di più per poter prestare in maniera più snella i servizi post vendita”.  

Ma nel futuro dell’azienda c’è anche il digitale: “Proprio l’altro ieri - confida - abbiamo avuto una riunione interna per decidere di acquistare uno spazio su cloud che metteremo a disposizione dei clienti per lo scambio di dati dai loro impianti al nostro sistema centrale e per facilitare le manutenzioni e il servizio ‘after sales’. Si tratta di un progetto che avevamo in mente da tempo ma che la pandemia ha di certo accelerato”.

Un progetto che, purtroppo, secondo il direttore dell’azienda non trova riscontro positivo in un Paese come l’Italia: “Stiamo cercando finanziamenti per la ricerca e l’internazionalizzazione - dice - ma riusciamo difficilmente a trovarli. Non sappiamo se dipende da noi o dal sistema Italia, resta il fatto che abbiamo sempre avuto una certa difficoltà”. Difficoltà che non scalfiscono comunque la visione aziendale che dagli ostacoli ha saputo guardare al lato positivo della medaglia: “Ora stiamo lavorando con diversi istituti di credito per cercare di avere maggiori disponibilità finanziare per poter ‘comprare tempo’ nel caso che la crisi perduri”.  

Di Giulia Sancricca  


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Si ringraziano i partner che hanno creduto nel progetto