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Multiverso: realtà virtuale e occhiali interconnessi per prevenire infortuni e migliorare la qualità del lavoro

Dai caschi che simulano situazioni di pericolo ad app per velocizzare manutenzione, logistica e controlli. Dentro lo spinoff aziendale ternano, parla l'ad Gianluca Perissinotto

Aiutare il mondo del lavoro, attraverso l’automatizzazione di processi che normalmente richiedono tempo e denaro, come lo studio delle performance aziendali, la manutenzione e la sicurezza sul lavoro.

Sfide saldamente ancorate all’attualità che la società ternana Multiverso ha messo in pratica sfruttando l’ampio ventaglio di esperienze di Euromedia, storica officina digitale cittadina, unendole in sinergia con altre professionalità.

(Gianluca Perissinotto, AD Multiverso)

L’amministratore delegato è Gianluca Perissinotto, che di Euromedia è uno dei soci: con lui l’altro socio Paolo Luchetti e la loro stessa società (per un totale del 50%).

Uno schema, quello che mette insieme persone fisiche e società che si replica per l’altra metà delle quote, divise fra Paolo Ranieri, Marco Boschetti, la loro X3 Solutions (che si occupa di sofitare) ed un socio veneto, Sbettega.

IL NOME SOCIOLOGICO

Per capire la strategia che sta dietro a Multiverso bisogna partire dal nome, che non è scelto a casa: «Il sociologo cileno Humberto Maturana – dice Gianluca Perissinottodefiniva con quel termine la continua generazione di un mondo attraverso il processo della vita. Multiverso dunque genera sempre nuovi input che forniscono molteplici prospettive partendo da una realtà esistente».

In questo caso la realtà esistente è appunto la società Euromedia: «Multiverso è una startup nata da un settore di quella azienda che si occupa di formazione e studio delle performances aziendali a distanza.

Spesso lo abbiamo fatto applicando a questo settore la realtà virtuale e da qui ci è venuta l’idea di farne una costola dell’azienda che potesse viaggiare in maniera autonoma sul mercato.

Abbiamo partecipato ad un bando della Regione e la società è stata accettata e finanziata», sottolinea Perissinotto.

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REALTA’ VIRTUALE CONTRO GLI INFORTUNI

In pochi anni, Multiverso ha già intrecciato rapporti con grandi realtà nazionali e multinazionali: «Principalmente – spiega – ci occupiamo di alta formazione alle grandi aziende, offrendo piattaforme piattaforme che attraverso processi di valutazione con sistemi digitali, studiano  le competenze del personale che le aziende devono qualificare oppure orientare all’interno delle loro aziende.

Unendo a questo la tradizione di Euromedia sul fronte digitale proviamo ad offrire tutta una serie di servizi per questo obiettivo. Ci siamo resi conto che la realtà virtuale era lo strumento più adeguato».

Fra le collaborazioni di maggior successo c’è quella con Faurecia, multinazionale francese di componentistica per automobili che ha proprio a Terni una delle sue maggiori sedi: «Siamo stati contattati da loro perché registravano una forte incidenza di infortuni causati da mulettisti che per sbaglio investono operai.

C’è una segnaletica adeguata, in azienda, così come i muletti percepiscono il rischio a distanza, ma spesso non basta perché magari c’è da fare i conti con la distrazione o con cause impreviste.

Attraverso un casco specifico, il mulettista e l’operaio ‘pedone’ vedono riprodotta in realtà virtuale la situazione dell’incidente, ciascuno dal proprio punto di vista.

Abbiamo verificato che questa cosa li ha scossi perché si sono resi conto che la mancanza di attenzione può portare a rischiare la vita».

MANUTENZIONE E CONTROLLI A DISTANZA

Un occhiale speciale, già realizzato in prototipo, è invece la sfida di Multiverso sul fronte della manutenzione: «In questo caso si unisce la realtà vera ad informazioni da remoto.

L’esempio più classico è un tecnico che deve riparare una caldaia: attraverso gli occhiali avrà un assistente da remoto, che davanti al pc vede il quadro e saprà indirizzarlo magari per situazioni specifiche, lasciandogli le mani libere per lavorare. 

Oppure che può far arrivare un pezzo di ricambio direttamente dal magazzino al luogo della riparazione senza che il tecnico si muova».

Occhiali similari sono utilizzati, tramite app specifiche, per il controllo qualità a distanza: «Uno ci è stato richiesto dalla cassa edile – conclude Perissinotto – per le verifiche sui cantieri, un altro da una società di riciclo plastica per il controllo delle ecoballe».

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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