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Next Generation EU, mettiamoci al lavoro!

(Anna Fasano, Presidente Banca Etica)

Servono progetti “popolari” non quelli che raccolgono il consenso disinformato, ma quelli che sono in grado di generare il cambiamento dello stile di vite di migliaia di cittadine e cittadini e di tante aziende

C’è la possibilità di costruire una nuova Europa, attraverso percorsi di rigenerazione nazionale ed europea.

I fondi che l’Italia riceverà - gli ormai famosi 209 miliardi (196 di Recovery fund e la parte restante derivante da altri programmi Ue) rappresentano per noi una duplice sfida: - la necessaria costruzione di meccanismi di intervento e gestione efficace: la realizzazione delle grandi opere deve avvenire in 6 anni (il tempo medio per l’Italia è più del doppio) - l’intervento sulle distorsioni economiche del nostro paese portandolo ad un’economia green e circolare e rimettendo al centro i diritti delle persone come la salute.

Servono progetti “popolari” non quelli che raccolgono il consenso disinformato, ma quelli che sono in grado di generare il cambiamento dello stile di vite di migliaia di cittadine e cittadini e di tante aziende.

Serve il protagonismo di tutti gli attori, delle istituzioni pubbliche, del mondo imprenditoriale e sopratutto delle comunità.

Il rischio è quello di investire poco sulle parti innovative cercando di coprire gap che ci stiamo trascinando da tempo, basti pensare al tema dell’inquinamento per cui siamo stati condannati dalla Corte di Giustizia europea.

Che fare? Attività economiche da rigenerare e priorità da ripensare ma soprattutto liberare il potenziale inespresso dei giovani investendo su loro e quindi lavorando con loro.

Dobbiamo costruire percorsi volti a garantire un futuro!  

Di Anna Fasano (Presidente Banca Etica)

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