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28/09/2020

Papalini (Confindustria Marche Nord): ’Al Governo chiediamo subito finanziamenti e crediti su innovazione ed export’

(Mauro Papalini, Presidente Confindustria Marche Nord)

L’internazionalizzazione è fondamentale. Dopo tre mesi di lockdown c’è stato un rimbalzo positivo. Credo che Pesaro in certi settori come la metalmeccanica e il mobile riesca a riprendersi con segnali positivi. Mentre il comparto moda, calzaturiero e tessile sono settori in sofferenza

C’è un rimorchiatore in grado di trainare l’economia del territorio pesarese fuori dalle secche e riprendersi fette di mercato messe in discussione dalla pandemia. Si chiama internazionalizzazione e noi di ‘CUOREECONOMICO’ ne abbiamo parlato con il presidente della territoriale Confindustria Marche Nord Mauro Papalini.

Presidente, qual è la fotografia dell'economia pesarese e marchigiana post covid? Di che cosa abbiamo bisogno?

«Dalla riapertura molti settori hanno avuto ordinativi più del previsto. C’era tanta incertezza ma le cose sono andate meglio del previsto. È evidente che non si riuscirà a recuperare tutto il perduto e i fatturati non potranno essere quelli degli anni scorsi. Abbiamo bisogno di un decreto sulla semplificazione vero, perché ad oggi quelli prodotti non hanno effetti positivi. L’impresa non è un problema ma una risorsa. È un vantaggio per tutti. Occorre dare incentivi a chi innova e chi esporta. Questo genera occupazione ed economia».

Negli ultimi anni l'export è stato un punto fermo per l'economia locale, in questa fase qual è il valore dell'internazionalizzazione per le imprese?

«L’internazionalizzazione è fondamentale. Dopo tre mesi di lockdown c’è stato un rimbalzo positivo. Credo che Pesaro in certi settori come la metalmeccanica e il mobile riesca a riprendersi con segnali positivi. Mentre il comparto moda, calzaturiero e tessile sono settori in sofferenza. A luglio e agosto il turismo è andato bene, ma troverà difficoltà nel resto dell’anno. Basti vedere come grandi città come Milano, Firenze e Roma siano ferme. In questo senso bisogna sempre di più affacciarsi ai mercati esteri».

E quelle meno strutturate come possono affrontare i mercati?

«L’obiettivo è aggregarsi, fare rete, fare gruppo e cercare collaborazioni di filiera. Questo porterà inevitabilmente a una crescita dei terzisti locali che possono allargarsi e guardare oltre frontiera».

Confindustria sta pensando a progetti e iniziative sull'internazionalizzazione?

«Da sempre seguiamo il tema dell’export. Abbiamo sempre investito su questo aspetto per consolidarsi anche oltre all’Europa. Organizziamo b2b, stiamo dando supporto per le vendite on line e sulla massima valorizzazione dei prodotti locali nei motori di ricerca internazionali. Forniamo supporti legislativi e avviamo rapporti internazionali. Il nostro obiettivo è quello di mettere in rete le piccole imprese con le grandi in modo da ragionare in ottica di filiera. Pesaro ha grandi potenzialità grazie ai suoi prodotti di qualità. Dobbiamo spingere».

Quale scenario avremo in autunno con la fine del decreto anti licenziamento?

«Sarà uno scenario difficile, si perderanno posti di lavoro. È stato fatto poco per il rilancio dell’economia. Tutti i fondi elargiti non sono stati investiti nello sviluppo, ma nella tenuta e nella cassa integrazione. Sarà un autunno molto caldo. Ora servono finanziamenti e crediti su innovazione ed export. Il governo deve avviare questa strategia».

Il territorio, sempre dinamico, come supererà questa crisi?  

«Supereremo anche questa crisi. Abbiamo imprenditori reattivi e sempre pronti a nuove sfide. Assisteremo a nuove riorganizzazioni e innovazioni. Confido nella qualità e nello sviluppo di prodotto. Siamo gente che non demorde e che sa fare squadra. C’è chi sta già cercando opportunità diverse per proporsi ai mercati del dopo covid. La sfida è lanciata».

DI Luigi Benelli

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