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22/05/2023

Parenti (Confagricoltura Lazio): “Interventi concreti per dare dignità al settore. Inflazione allontana i giovani”

(Antonio Parenti, presidente di Confagricoltura Lazio)

Il neoeletto presidente regionale di Confagricoltura Lazio a CUOREECONOMICO: “Serve personale qualificato, che risponda alle esigenze delle imprese. No preclusioni su carne coltivata, ma Italia non ne ha bisogno”

Nonostante le piogge che si sono riversate in questi ultimi giorni, l’agricoltura continua a patire la siccità. Un esempio riguarda la regione Lazio, che secondo l’ultimo studio di Anbi, ha perso circa 250 milioni di euro nei mesi precedenti caratterizzati dall’aumento delle temperature.

“Il Decreto Siccità rappresenta un intervento giusto, ma non è sufficiente perché i danni degli ultimi mesi hanno portato alla perdita di intere coltivazioni che necessitano di acqua come i cereali”, dice Antonio Parenti, neoeletto presidente di Confagricoltura Lazio.

Oltre alle piantagioni - continua - la siccità sta spingendo tanti agricoltori a lasciare terreni che potrebbero essere fertili”. 

Presidente, cosa pensa del Piano di Completamento per lo sviluppo rurale della Regione Lazio?

Attendiamo l’ultima parola da parte di Bruxelles e saremo disponibili a collaborare con la Regione per limare i vincoli sulle misure che verranno intraprese.

Con l’aumento dei fondi Psr sono stati effettuati tagli alle misure di redistribuzione previste dalla Pac e quindi ci aspettiamo provvedimenti che diano dignità al nostro settore”.

Restando sulle politiche della regione Lazio, la convince il Piano di Transizione enegetica?

Abbiamo collaborato con il Gse e il Ministero dell’Agricoltura per il primo bando sull’agrisolare che ha avuto un discreto successo.

Sicuramente le politiche per lo sviluppo del biometano per il biogas e per l’autonomia energetica vanno nella giusta direzione, però abbiamo bisogno di impianti anche per l’acqua e di norme più snelle per la costruzione di invasi e mi auguro che su questi fronti si concentrino i fondi del Pnrr”.

Come valuta la legge contro la carne coltivata?

Non abbiamo preclusioni verso la carne coltivata, anche perché non abbiamo la certezza per dire che con quel sistema avremo risultati migliori.

In Italia abbiamo allevamenti di carne sui quali vengono effettuati controlli e un sistema di importazioni di carne che funziona, quindi ad oggi non vedo la necessità di produrre carne con altri metodi”.

Il Decreto Flussi ha centrato i bisogno del vostro settore?

Si tratta di un provvedimento giusto, ma il problema riguarda la manodopera qualificata. Purtroppo la nostra formazione risulta deficitaria rispetto a quelle che sono le domande del mercato e occorre che le imprese, le scuole e università si uniscano per dare le giuste offerte a supporto degli agricoltori del futuro”.

L’aumento del costo del denaro sta scoraggiando i più giovani a avvicinarsi all’agricoltura?

Molto. Purtroppo l’accesso al credito rappresenta un punto critico di questa situazione che già si dimostrata pesante. Mi auguro che si possano semplificare le operazioni di accesso al credito perché è fondamentale per le nuove generazioni”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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