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Pedini S.p.A. apre il capitale al nuovo socio cinese per favorire la crescita

(Nicholas Vaschieri, NV Consulting, all'interno di una cucina Pedini modello Quadra)

Pedini non solo entrerà nel mercato asiatico dalle porte principali e quindi beneficiarne in materia di ordinativi, ma si pone l'obiettivo di migliorare ogni processo interno e rendere più efficiente ogni ambito aziendale oltre che nei prossimi mesi completare il percorso, già iniziato, nell'implementazione della propria gamma di prodotti e servizi offerti sia tramite accordi puramente commerciali, sia tramite future operazioni straordinarie

L’azienda fanese annuncia che Demiray Italy holding S.r.l., branch italiana del gruppo cinese Hua Wei Furniture guidato dall’imprenditore di successo Mr. Wang Hongkun (gruppo leader nella produzione e commercializzazione di arredi personalizzati per la casa con forti relazioni con i principali sviluppatori immobiliari cinesi ed internazionali), è entrata nel capitale sociale con una quota del 60% dopo mesi di trattative che hanno consentito alle parti di curarne e definirne minuziosamente tutti i termini.

Noi di ‘CUOREECONOMICO’, in vista del GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 – RESTART MARCHE! del prossimo gennaio 2021, ne abbiamo parlato con chi da oltre un anno e mezzo ha assistito sia Pedini S.p.A. nella sua riorganizzazione sia Radifin S.r.l. nell’operazione: l’advisor Nicholas Vaschieri (NV Consulting) a partire dalla causa della transazione.

«La strategica cooperazione nata attraverso l’operazione di M&A mira a consolidare, sviluppare e valorizzare la presenza di Pedini nei mercati asiatici e nordamericani tramite le sinergie da attuare con il nuovo socio oltre che ad accrescere la visibilità del brand ed espandere il network commerciale a livello mondiale.

La scelta di aprire il capitale ad un investitore industriale non è assolutamente dettata da questioni finanziarie, ma ha natura esclusiva di agevolare e accelerare e il percorso di crescita e valorizzare nel mondo la qualità artigiana "Made in Italy".

Infatti, nonostante i numeri negativi del 2019 che sono solo il risultato posticipato di isolate scelte commerciali prese in anni antecedenti, i fondamentali dell'azienda sono solidi».

Quali sono le prospettive e gli orizzonti di mercato?

«Il gruppo Hua Wei Furniture, a seguito dell’acquisizione amplierà da subito la propria offerta di prodotti d’arredo di fascia alta e di lusso, arricchendola con quelli disegnati e realizzati da Pedini S.p.a. con i più alti standard estetici e qualitativi che da sempre contraddistinguono la tradizione manifatturiera “made in italy”.

L’alleanza strategica ha un interesse esclusivamente industriale con una visione di lungo periodo e non è per nulla paragonabile alle operazioni con finalità finanziarie focalizzate a ritorni di breve periodo».

Dunque una vision strategica sull’export?

«L’obiettivo è penetrare mercati così difficili quali quelli asiatici che nei prossimi anni rappresentano le maggiori opportunità. Ciò richiede uno sforzo immane e risorse che le aziende meno strutturate non si potrebbero permettere.

Pedini non solo entrerà nel mercato asiatico dalle porte principali e quindi beneficiarne in materia di ordinativi, ma si pone l'obiettivo di migliorare ogni processo interno e rendere più efficiente ogni ambito aziendale oltre che nei prossimi mesi completare il percorso, già iniziato, nell'implementazione della propria gamma di prodotti e servizi offerti sia tramite accordi puramente commerciali, sia tramite future operazioni straordinarie».

Il legame con il territorio pesarese è garantito?

«Per rimarcare ulteriormente al mercato il segno di continuità, Daniele Radi Temelini resta in carica quale Ceo e detiene tutt’ora il 40% del capitale sociale di Pedini s.p.a. in qualità di azionista rilevante tramite la Holding Radifin S.r.l.

Restano immutati anche i valori come la cura del dettaglio, senza compromessi, in tutte le sue forme, quali la ricerca e sviluppo stilistico innovativo, la scelta di materie prime di assoluto pregio, l’estrema qualità nei processi di manifattura. Il nuovo corso ha l’ambizione, condivisa tra i soci, di triplicare gli attuali ricavi annuali nei prossimi tre esercizi, con una distribuzione globale».

Il primo obiettivo?

«Entro la fine di gennaio il nuovo socio ultimerà e aprirà un imponente showroom di oltre 1000 mq, completamente a marchio Pedini, nel cuore di Pechino dove sarà esposta l’intera gamma prodotti con oltre 20 ambientazioni e a ciò seguiranno nuove e importanti iniziative».

Parliamo di un nuovo corso quindi…

«Pedini si pone l'obiettivo di essere fonte di ispirazione per trainare la rinascita del post-pandemia del "Made in italy" con rinnovate strategie e aprendosi al mondo che verrà con progettualità espansionistica.

Siamo infatti consapevoli che ci siano decine di aziende italiane medio-piccole con un enorme potenziale ancora inespresso e che, se avranno la lungimiranza e lucidità di scrollarsi di dosso i preconcetti protezionistici e/o non più al passo coi tempi che stiamo vivendo e che vivremo, potranno cogliere opportunità ancora inesplorate e forse nemmeno immaginate.

Saper cambiare per migliorarsi e attualizzarsi è essenziale per non estinguersi, ma per iniziare un processo di cambiamento ci vuole prima il coraggio di deviare da quelle che per anni sono state le proprie inamovibili convinzioni.

A tal proposito vorrei chiudere complimentandomi con Radi che, non solo 30 anni fa ha salvato l'azienda da una situazione compromessa, ma con questa operazione ne ha garantito sviluppo e longevità».

Di Luigi Benelli

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