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21/05/2020

Pettinari (Unicam) lancia il suo grido di allarme alla politica: non dimenticate la gente della montagna soprattutto in questo momento difficilissimo!

Rettore dell’Università di Camerino dal novembre 2017, Claudio Pettinari è il classico uomo del ‘sapere’ che si muove fra la gente, fra i suoi studenti, fra i cittadini di questo splendido borgo, Camerino, sede dell’Ateneo, che come altri piccoli paesini è stato ‘straziato’ dal recente terremoto che ha colpito il centro-Italia.

Uomo dai grandi valori umani, ha frequentato spesso i nostri Forum, apportando nelle sue puntuali relazioni anche quel senso di umanità e di semplicità che fanno la differenza. Laureato in Chimica nel 1989, autore di oltre 350 pubblicazioni su riviste internazionali, 5 brevetti e 4 libri e relatore a decine di congressi nazionali ed internazionali, Pettinari ha risposto alla nostra richiesta di ‘conversazione’ con ‘cuoreeconomico’ rivelando il suo stile inconfondibile: pacato ma al contempo diretto e pungente.

La consapevolezza delle difficoltà che lo attendono nei prossimi mesi o forse anni e che il Covid-19 ha soltanto aggravato, lo rendono consapevole delle responsabilità verso il suo territorio e soprattutto nei confronti dei suoi studenti.

Pettinari, la pandemia ha praticamente colpito in modo violentissimo l’Italia e ha aggravato la situazione nelle zone terremotate delle Marche e del centro-Italia. Da dove ricominciare?

‘Non ricominciamo ma continuiamo, proseguiamo quel percorso che abbiamo intrapreso, convinti che qui nelle zone terremotate delle Marche e del Centro-Italia, dove è nata l’Italia, dove la religione cristiana si è consolidata, dove la cultura e l’arte si sono sviluppate, dove la scienza e l’economia sono sempre andate a braccetto, si possa continuare a far crescere educare e maturare i nostri giovani, si possa continuare a studiare, a fare impresa, a diventare donne e uomini di valore. La nostra forza è sempre stata quella che pur vivendo in un territorio di piccole dimensioni, scarsamente popolato e logisticamente lontano dai grandi centri e dalle grandi vie di comunicazione, tuttavia le relazioni tra le persone potevano essere – ed effettivamente sono –  il valore aggiunto che ci rende ‘unici’.

In questo territorio l’imprenditore non ha difficoltà a relazionarsi con lo scienziato, il giovane con l’anziano, il commerciante con lo studente, il produttore con il consumatore. Qui donne e uomini provenienti da nazioni diverse, con religioni diverse e di diversa cultura possono integrarsi con facilità, collaborare e sostenersi a vicenda. Questo è un territorio dove si può sperimentare la multidisciplinarietà, la transdisciplinarietà, l’interdisciplinarietà, l’intersettorialità, la cooperazione, la filiera, soprattutto in un momento come questo in cui ci siamo accorti che distretti monotematici e altamente specializzati possono essere i primi ad andare in crisi. Bisogna forse ricominciare con la formazione, non solo degli studenti, ma delle persone, quella formazione che ci rende migliori e sicuramente competitivi’.

Claudio Pettinari, Rettore UNICAM e Giovanni Giorgetti, Presidente ESG89 Group durante il Glocal Economic Forum

Regole e burocrazia… il male vecchio dell’Italia, riusciremo finalmente a darci un taglio cogliendo l’opportunità del Covid-19? 

‘La mia risposta, quella che sento nel profondo del cuore è no. Abbiamo sicuramente bisogno di dare un taglio alla burocrazia, più volte ho detto che solo con procedure snelle, anche se rigide, ma snelle potremo dare risposte a quei giovani che chiedono lavoro, potremo garantire assistenza e vicinanza a tutti, anche alle persone fragili che vivono tra queste montagne. Purtroppo quando veniamo chiamati a mettere una pezza su cose vecchie non andate a buon fine, la tentazione è sempre quella di aggiungere e non togliere norme, legiferare in aggiunta e non semplificare. Ovviamente il rischio che la corruzione e le mafie possano imperversare in situazioni come quelle che stiamo vivendo, è elevato, perché le mafie sono quelle più attrezzate per aggirare le norme superare vincoli e lacciuoli. Io credo comunque che più che di un sistema normativo complesso e complicato abbiamo bisogno di autonomia, semplificazione, responsabilizzazione e controlli ferrei.

I ragazzi, gli studenti, come stanno affrontando questo momento così difficile e particolare nel suo Ateneo? 

‘I ragazzi del nostro ateneo e quelli del nostro territorio sono stati meravigliosi. Hanno rispettato le regole, stanno cercando di perdere meno tempo possibile e stanno arricchendo le nostre caselle di posta elettronica con le loro idee.

Per loro gli strumenti informatici non hanno segreti e riescono ad essere efficaci e preparati molto di più di quanto ci saremmo attesi. Hanno anche consapevolezza che il pianeta vada protetto, che l’ambiente debba essere tutelato, che la sostenibilità sarà quello su cui si giocheranno il loro futuro e li ho visti incredibilmente disponibili a lavorare insieme su quegli obiettivi di sviluppo sostenibile presenti in Agenda 2030.

Cosa si sente di chiedere a livello regionale alla Giunta Ceriscioli che sta terminando il mandato? 

‘Di credere di più in questa gente di montagna, gente silenziosa, operosa, che accetta le decisioni anche non condivise, ma che sempre lavora per il bene comune. Di investire di più nelle nostre aree: la nostra costituzione sancisce un diritto alla scuola, alla salute, al lavoro che vale anche per l’abitante di un paesino sperduto sui Sibillini. Dal lavoro di quell’abitante può dipendere la salute dell’intero Paese, lì potrà nascere un nuovo Strampelli che magari risolverà un giorno il problema dei virus o delle resistenze ai batteri, lì potrà nascere un imprenditore illuminato che magari darà  lavoro ad altre 1000 persone.

Non può essere abbandonato, non possiamo abbandonare il territorio montano, le prime terre a soffrirne saranno quelle lungo la costa!’