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07/01/2021

Pettinari (Unicam): ’Puntiamo fortemente sulle infrastrutture della ricerca’

(Claudio Pettinari, Unicam)

Il futuro del nostro paese si giocherà sicuramente sull’investimento significativo in ricerca e capitale umano. Non c’è sviluppo senza innovazione, non c’è innovazione senza ricerca

Da quello che ho ascoltato in questi giorni sono circa 13 i miliardi nell’ambito del Recovery Fund per la filiera relativa a Ricerca e Industria, ricerca biomedica e Formazione.

Ad essi si potranno aggiungere anche risorse derivate dai fondi di coesione regionale. E’ estremamente importante che queste risorse non vadano sprecate come giustamente ha detto il Presidente Mattarella nel suo intervento di fine anno.

Innanzitutto è fondamentale costruire nuove e potenziare le vecchie infrastrutture di ricerca nelle quali i ricercatori avranno piacere e possibilità di lavorare con strumentazioni all’avanguardia in ambienti idonei.

Per anni abbiamo preparato i migliori ricercatori al mondo “esportandoli” oltre quello che è la normale mobilità di uno scienziato.

Dovremo intervenire sui salari, ma soprattutto sulle risorse che consentiranno di competere con le strutture di ricerca dell’Est asiatico.

Conosciamo bene le sfide che l’Europa si è data e che devono essere affrontate da un paese come il nostro: emergenza climatica, energie rinnovabili, economia circolare, intelligenza artificiale, acqua (mari, oceani), città dinamiche e sostenibili, salute e benessere (cancro, batteri e virus, ma anche corretta alimentazione). 

Negli ultimi anni abbiamo trascurato nel nostro paese le ricerche su quella che è definita economia dell’idrogeno, sulla green e blue economy, le ricerche sulla cattura della CO2, non abbiamo investito nella prevenzione al dissesto idrogeologico che si sta rivelando sempre di più una spesa troppo elevata per il nostro paese.

La transizione al digitale ha rallentato negli ultimi due anni e solamente il COVID ha accelerato alcuni processi. Dovremo investire su formazione continua per tutte le categorie e soprattutto per quelle fragili.

Senza adeguata formazione non sarà possibile l’utilizzo di strumenti come quelli che metterà a disposizione, ad esempio, la telemedicina.

Sicuramente dobbiamo investire in quei settori che renderanno competitive le nostre aziende, perché i loro prodotti continuino ad essere i migliori e i più ambiti, perché sappiano coniugare, come hanno fatto in passato, stile, efficienza e capacità di risolvere i problemi.  

Di Claudio Pettinari (Unicam)

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