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31/07/2020

Post covid-19 - Sassetti (Silvano Sassetti):’È necessario che si sostengano le realtà imprenditoriali forti che ora possono essere anche in difficoltà ma che hanno qualcosa da dire e da rappresentare’

‘Credo che, come le Marche, l’Umbria e l’Italia intera, viviamo di cose vere, non finte e raccontate per far bella figura. Siamo in grado di raccontare quello che realmente facciamo, non quello che saremmo in grado di fare. A questo si aggiungono l’arte e la cultura che ci danno la forza di proseguire sul nostro territorio’

Marche e Umbria sempre più all’unisono: a dimostrarlo la presenza di imprenditori e rappresentanti di associazioni di categoria delle due regioni al NORCIA 2020 ECONOMIC FORUM ESG89, legati dalla voglia di fare e dalla resilienza a seguito degli eventi sismici che hanno vissuto. Soddisfatto l’imprenditore Fermano, Silvano Sassetti, dell’omonima storica azienda di calzature che affonda le proprie radici in una terra da sempre caratterizzata da questo tipo di imprese. La sua azienda vanta 43 anni di storia e conta 42 dipendenti, mantenendo comunque la filosofia di una impresa familiare. “Quella del NORCIA 2020 ECONOMIC FORUM ESG89 è stata una serata fantastica - commenta Sassetti -. Gli argomenti trattati sono stati di altissimo livello. Quello che ho notato è che le argomentazioni sono state di pura analisi, aldilà delle influenze politiche che pensano solo a dare risposte per avere un sostegno elettorale”.

Sostenibilità, resilienza ed heritage culturale i temi cardine della serata. Quale la sua posizione in merito a queste tre riflessioni?

‘La sostenibilità non è un tema nuovo per me e per la mia azienda. Lavoriamo sul naturale, guido una macchina elettrica, in azienda abbiamo l’impianto fotovoltaico: quindi è qualcosa che respiro da tempo.  Non possiamo fare a meno di non andare in quella direzione, sarebbe da pazzi. Un tema che tutte le aziende e tutti i cittadini dovrebbero prendere più seriamente guardando al futuro. In quanto alla resilienza siamo tutti convinti che questa pandemia ha fatto un solco sul punto dove eravamo arrivati e da cui ora ripartiamo perché questo ciclo si è esaurito. Anche se il virus non fosse arrivato bisognava ripartire. Credo sia sbagliato pensare di pretendere che le cose migliorino subito, per ogni cosa ci vuole del tempo e la resilienza va vista in tal senso. In merito al patrimonio culturale io sono marchigiano e per me è un valore da sottolineare. Quando arrivano le delegazioni dall’estero in azienda io porto sempre avanti le mie radici: mi piace parlare delle nostre colline, dei nostri vini, del mare. Anche a livello enogastronomico abbiamo motivi di vanto perché i prodotti ci rappresentano. Credo che, come le Marche, l’Umbria e l’Italia intera, viviamo di cose vere, non finte e raccontate per far bella figura, siamo in grado di raccontare quello che realmente facciamo, non quello che saremmo in grado di fare. A questo si aggiungono l’arte e la cultura che ci danno la forza di proseguire sul nostro territorio'.

Come avete vissuto il momento del Covid?  

‘Noi imprenditori siamo abituati a controllare e programmare per vivere il futuro. Il virus è stato qualcosa di nuovo che io, inizialmente, immaginavo si sarebbe risolto in poco tempo.  Al principio non ho compreso la drammaticità della situazione quindi è stata una corsa contro il tempo per capire cosa poteva accadere. Siamo stati per cinque settimane fermi e questo ci ha fatto cambiare il modo di vedere la realtà e il mondo del lavoro. Abbiamo corso per preparare le forniture e poi abbiamo trovato i negozi chiusi anche negli Stati Uniti. È stato in quel momento che ho avuto la consapevolezza che davanti ad una pandemia siamo tutti uguali, anche il ‘sogno americano’ la nazione che sembrava invincibile, alla fine ha combattuto il virus e ne è uscita come noi. Davanti al virus siamo stati tutti uguali ed è ovvio che economicamente è stata una perdita, ma sono fortemente positivo per il futuro’.

Anche dopo le riflessioni del NORCIA 2020 ECONOMIC FORUM ESG89, come valuta, oggi, il rapporto tra le aziende ed il sistema bancario?

‘La banca è una azienda e di conseguenza concede denaro a chi è in grado di fornire garanzie. Se poi parliamo della gestione del denaro che viene erogato dall’Europa e dall’Italia anche in quel caso si opera a macchia di leopardo. Secondo la mia esperienza le banche che sono fortemente radicate sul territorio sono quelle più vicine alla realtà economica delle aziende, perché in questo momento hanno bisogno di liquidità. Una liquidità che non solo dovrebbe arrivare dalla banca ma anche dallo Stato. Non ritengo poi giusto aiutare le aziende che stavano comunque morendo. È necessario che ci sia vicinanza alle realtà imprenditoriali forti che ora sono in difficoltà ma che hanno ancora qualcosa da dire e da rappresentare. Bisogna lasciare il posto alle aziende sane’.  

A settembre le Marche andranno al voto. Su quali temi deve concentrarsi il nuovo esecutivo?  

‘Una delle questioni principali da affrontare è la ricostruzione perché abbiamo capito che i soldi ci sono, devono solo trovare il modo di spenderli ed evitare che i fondi che arrivano dall’Europa tornino indietro perché non sono stati in grado di usarli. Bisogna avere il termometro della realtà piuttosto che continuare a parlare di teorie. Non si può far politica solo per piacere all’elettorato, bisogna fare una politica giusta e funzionale ai problemi della Regione e dei Comuni. Abbiamo bisogno di concretezza non di chiacchiere'.

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