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Post Covid19 rilancio dell’Italia, per Andrea Sasso occorrerà puntare su heritage culturale e sull’innovazione delle forme e dei contenuti

Andrea Sasso, 54 anni, marchigiano Doc, dal maggio 2020 Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo IDB – Italian Design Brands, nonché Consigliere di Amministrazione, Membro del Comitato Strategico e Membro del Comitato di Remunerazione di UmbraGroup dal Maggio 2016.

Ha iniziato giovanissimo nel Gruppo Merloni-Elettrodomestici-Indesit Company, e poi tantissime esperienze di rilievo; Pirelli Tyre, Gruppo Elica, Gruppo Marazzi, Teuco, Gruppo FIMAG, iGuzzini illuminazione e infine AB Fagerhult.

Cuoreeconomico’ ha pensato di conversare liberamente con Andrea Sasso proprio partendo dal Covid-19 per arrivare a ‘disegnare’ una visione di politica industriale nuova per il futuro del nostro Paese. Un’Italia così tanto amata da Andrea Sasso perché la ritiene in grado di esprimere tantissime capacità imprenditoriali. Un’Italia che, però, dovrà adeguarsi velocemente a quei cambiamenti che la pandemia ha ovviamente accelerato.

Il COVID-19 può essere paragonabile ad un incidente in autostrada: improvviso e pericoloso. Sasso, come e in quanto tempo se ne uscirà?

‘Se ne uscirà solo quando sarà disponibile un vaccino, per cui da adesso in poi saremo costretti a convivere con il virus con tutte le difficoltà che ne conseguono, siamo in una situazione di “new normal” con conseguenze sia sulla nostra vita privata sia sulla vita economica delle imprese e non solo. Quanto durerà è difficile dirlo adesso, per il come la crisi pandemica da Covid19 ha sicuramente obbligato molte aziende ad affrontare scenari con cambiamenti talmente veloci a cui nessuno era abituato: dalle chiusure della produzione alla riapertura con nuove regole da rispettare, lockdown ancora presente in molti paesi di destinazione dei prodotti etc.

Se vogliamo indicare un effetto positivo possiamo certamente parlare di accelerazione nei processi di digitalizzazione, processi che sarebbero comunque avvenuti, ma che tutti abbiamo dovuto effettuare con un salto in avanti di almeno qualche anno: sono convinto che le aziende che usciranno rafforzate e vincenti da questa crisi saranno sicuramente quelle che, tra le altre cose, hanno cavalcato questo trend’.


Lei è un manager di lungo corso, spesso alla guida di grandi gruppi e da qualche mese ha iniziato una nuova avventura in IDB Spa. 
Il ‘Made in’ post Covid-19 riuscirà ad essere sempre vincente sui mercati internazionali?

‘Assolutamente si, credo che bisognerà continuare a puntare sui valori che hanno sempre contraddistinto le nostre proposte nel mondo: il bello ben fatto, l’heritage culturale e di significato, l’innovazione nelle forme e nei contenuti. Sarà tuttavia necessario imparare a comunicare questi valori anche con mezzi diversi, e quindi con contenuti adatti, ad esempio, ai media digitali o alle videoconferenze, più che alle presentazioni in store tramite venditori o in fiere ed eventi.

Così come rafforzare ulteriormente le partnership con i clienti ed i fornitori nel mondo, magari aiutandoli con una adeguata formazione, per portare assieme questi messaggi, in modo coerente e simultaneo sia nel mondo digitale sia in quello reale’.

Management, innovazione ed equity: questi sono i fattori strategici e vincenti per l’industria del futuro?

‘L’innovazione è nel nostro DNA e dovrà continuare ad esserlo anche nel futuro, l’equity lo è invece un po’ meno, ma sappiamo quanto sia importante l’apporto di equity alle imprese italiane ed il reperimento delle risorse connesse, soprattutto in questo momento e di fronte ad un sistema di aziende in larga parte sottocapitalizzate; pertanto l’occasione attuale può consentire di restringere il gap esistente.

Riguardo ad un’entrata diretta nel capitale delle imprese, specie piccole e medie, da parte dello Stato o enti pubblici sono da sempre scettico ma esistono strumenti dove ad esempio lo Stato entra nel capitale solo in accompagnamento ad investitori privati, oppure come il progetto Italian Design Brands in cui, in presenza di solo capitale privato, si sta creando un polo del design italiano di alta qualità realizzando un contesto virtuoso per aziende eccellenti nel mondo dell’arredo.  

Questa situazione che vede la combinazione di imprenditori bravissimi nel loro settore di appartenenza insieme all’entrata di competenze manageriali può aiutare le imprese a realizzare e a accelerare i tanti progetti già avviati: dalla definizione dei fabbisogni organizzativi alla ricerca dei talenti necessari; dai programmi di trasformazione digitale alla ricerca dei partners con cui realizzarli; dallo sviluppo di nuovi mercati e continuando con l’attività di m&a che è parte integrante del piano di sviluppo. Credo che il Paese abbia un grandissimo bisogno di iniziative di questo genere’.

Da ultimo, Sasso, che voto si sente di dare al Governo attuale per come ha affrontato la crisi economica e la pandemia sanitaria?

‘E’ una domanda molto difficile; premetto che guidare il Paese in una situazione come quella attuale è davvero un compito arduo e complicatissimo, sono state fatte anche delle cose buone ma gli errori a mio giudizio sono stati in alcuni casi davvero clamorosi, soprattutto il non aver messo in condizioni di sicurezza medici, infermieri e tutto il personale sanitario è qualcosa che non avrei mai voluto vedere. Queste persone sono state e sono ancora i nostri angeli a rischio della loro stessa vita e non dovremo mai smettere di ringraziarli’.

Gruppo IDB – Italian Design Brands Spa