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14/03/2021

RIFORMA PA - Boschetto (Confartigianato): “Bene Piano Brunetta: non rimanga sulla carta”

La riforma della Pubblica amministrazione e l’azzeramento delle complessità burocratiche a carico delle imprese sono condizione fondamentale per il rilancio dello sviluppo del nostro Paese.

Il Piano varato dal Ministro Renato Brunetta e il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico non rimangano sulla carta, ma siano la vera svolta per una buona amministrazione alleata degli imprenditori”. Lo sottolinea Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto.

L’Italia – afferma – è al 23° posto tra i 27 Paesi dell’Unione europea per l’eccesso di complicazioni amministrative e al 58° posto tra 190 Paesi nel mondo per la facilità di fare impresa.

Per realizzare un appalto in Italia servono 7 mesi in più rispetto alla media europea, a causa dei numerosi passaggi burocratici che incidono per il 54,3% sui tempi complessivi per completare le opere.

Anche l’utilizzo del superbonus 110% è frenato dalla burocrazia: il 52% delle imprese segnala ritardi nell’inizio delle attività a causa di problemi burocratici e il 42,5% lamenta le mancate risposte di uffici comunali e pubbliche amministrazioni.

Per uscire dalla crisi e utilizzare al meglio la straordinaria opportunità offerta dal Recovery Plan, Confartigianato ritiene indispensabile imprimere una svolta nelle politiche di semplificazione secondo tre direttrici: digitalizzazione estesa del rapporto tra PA e imprese, soprattutto attraverso il dialogo tra le banche dati pubbliche; standardizzazione dei procedimenti e della modulistica; riorganizzazione delle competenze e riduzione del numero di enti pubblici coinvolti nel medesimo procedimento.

In questo modo si creeranno le condizioni per applicare finalmente il principio dell’’once only’, in base al quale le pubbliche amministrazioni non possono chiedere all’impresa i dati già in loro possesso.

Va sfatato un mito - prosegue Boschetto -: la burocrazia non è il male assoluto. Pensare di poterne fare a meno ci porta a norme impraticabili. La burocrazia è ciò che serve per gestire la complessità e far sì che non si scarichi su cittadini, su imprese: dovrebbe essere il luogo che da certezza.

Invece spesso non è così. Dobbiamo pretendere una burocrazia in grado di semplificare, di anticipare i problemi.

E per questo serve investire anche sulla qualità delle persone e su chiarezza di competenze e ruolo tra politica e amministrazione. È fondamentale visti gli impegni di gestione delle risorse economiche del piano nazionale di ripresa e resilienza.

L’impresa deve poter contare su norme chiare, senza doversi assumere la responsabilità di interpretazioni incerte, rischiando di essere sanzionata a seguito di controlli da parte di soggetti diversi, non coordinati, o che interpretano in maniera differente la medesima normativa.

In sintesi, le imprese chiedono che il rapporto con la Pa si semplifichi con una sola istanza, una sola piattaforma informatica, una sola risposta ed un solo controllo.

Fondamentale, - conclude -, il monitoraggio delle semplificazioni già introdotte, ed evitare l’emanazione continua di nuove norme che modificano le precedenti, complicando ulteriormente la vita delle imprese”.

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