mar 28 apr 2026

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RINNOVABILI. Il Veneto punta a diversificazione energetica e ottimizzazione dei consumi. Marcato: “Necessarie soluzioni a breve termine”

(Roberto Marcato, assessore allo Sviluppo Economico ed Energia della Regione Veneto)

Diversificazione energetica, ottimizzazione dei consumi, ma soprattutto soluzioni a breve termine. L’assessore allo Sviluppo Economico ed Energia Regione Veneto, Roberto Marcato, spiega in una intervista esclusiva a CUOREECONOMICO l’importanza del Nuovo Piano Energetico Regionale che prevede oltre 8 miliardi di investimenti pubblici, con ricadute positive in termini di crescita economica, occupazione e competitività del tessuto produttivo.

L’impatto del nucleare di nuova generazione sui territori italiani e più in particolare nella sua regione risulta molto complesso. Riguarda aspetti ambientali, economici e sociali molto delicati.  Può, secondo lei, essere una tecnologia da prendere in considerazione nell’immediato?

Il Nuovo Piano Energetico Regionale del Veneto, approvato nel 2025, punta a una profonda trasformazione del sistema energetico al 2030. Abbiamo valutato tutte le fonti ed i vettori energetici che presentano interessanti potenzialità, non prevedendo lo sviluppo di nuove centrali nucleari nel territorio regionale, peraltro escluse dal contesto normativo di riferimento, perchè abbiamo necessità di soluzioni energetiche a breve termine, mentre il nucleare di ultima generazione è ancora in fase di sviluppo. Riteniamo che ogni considerazione in merito alla nuova strategia energetica dovrà necessariamente basarsi su valutazioni tecniche di fattibilità, con il coinvolgimento dei massimi esperti di settore, tenendo conto dei tempi non certo contenuti di realizzazione, delle migliori tecnologie disponibili (anche in una logica di filiera), nonché dei possibili impatti sociali e ambientali connessi.

Quale è la sua opinione a riguardo e come riuscire a sviluppare un equilibrio energetico duraturo per cittadini e imprese?

Il Nuovo Piano Energetico Regionale del Veneto, approvato nel 2025, punta alla diversificazione energetica (anche mediante l’idrogeno verde) e l’ottimizzazione dei consumi. Uno degli obiettivi è una maggiore autonomia, riducendo la dipendenza da energia importata dal 50% al 34% entro il 2030. Abbiamo valutato tutte le fonti ed i vettori energetici in un’ottica di complessiva sostenibilità (economica, ambientale e sociale) e, soprattutto, condivisione con il territorio.

Il Piano prevede oltre 8 miliardi di investimenti pubblici, con ricadute positive in termini di crescita economica, occupazione e competitività del tessuto produttivo. Fondamentale è il coinvolgimento delle imprese e degli attori locali, con un processo partecipativo che ha accolto l’84% delle osservazioni territoriali. La formazione specialistica e l’innovazione tecnologica diventano strumenti chiave per garantire un equilibrio duraturo tra sviluppo economico e transizione green, favorendo la nascita di nuove competenze e opportunità condivise in un contesto di sostenibilità diffusa.

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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