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02/11/2020

Roberta Corvari: ’Il mio obiettivo? Portare i brand esteri a produrre in Italia e nelle mie Marche!’

(Roberta Corvari, Studio Corvari)

A me piace pensare, quando mi confronto con amiche, colleghe, conoscenti, di poter trasmettere con la mia esperienza l’amore per il mio territorio e la passione e la costanza che ci vogliono per vincere le proprie sfide. Se questo può essere di ispirazione sono felice…

Se per la maggior parte delle persone il cosiddetto ‘sogno americano’ rappresenta il desiderio di successo e avanguardia oltreoceano, per Roberta Corvari, sin da giovanissima, è stato la chiave per valorizzare la sua terra.

Ho sempre avuto come obiettivo – confida a CUOREECONOMICOquello di portare le aziende estere a produrre in Italia, soprattutto nelle mie Marche”.

E c’è riuscita! Figlia d’arte nel settore calzaturiero, nata e cresciuta in quella parte della sua Regione nota nel mondo per essere la patria delle calzature: Montegranaro, Roberta Corvari ha in sé la grinta e la determinazione di chi, nel mondo del lavoro, sa farsi spazio e dimostrare il proprio valore.

Il suo obiettivo è stato sempre chiaro e ha saputo raggiungerlo passo dopo passo, senza farsi distrarre. Dopo la maturità scientifica, la laurea in Scienze Politiche.

Ho scelto una facoltà in grado di darmi strumenti di cultura generale – racconta – apparentemente può sembrare un percorso diverso rispetto a quello della moda invece mi è stato molto utile perché mi ha consentito di approfondire temi che poi ho ritrovato nel mio lavoro.

Contemporaneamente, durante il periodo universitario, ho dato una mano a mio padre, modellista di calzature e ho frequentato anche corsi specifici di settore, da quelli pratici a quelli per il management aziendale.

Subito dopo la laurea – confida – sono stata chiamata da diversi istituti di credito pronti ad assumermi ma, per quanto mi riguardava, pur nella consapevolezza che si trattava di occasioni importanti, sentivo che l’Università aveva svolto il compito di formarmi ma, soprattutto, avevo la forte consapevolezza che fosse  il mio ‘sogno americano’ la strada  giusta da intraprendere".

Con entusiasmo e convinzione, quindi, Roberta Corvari fonda la sua azienda di design e development consulting services.

Ho iniziato nel 2002 con un brand calzaturiero di Los Angeles – ci racconta – la Taryn Rose, per la quale la mia realtà ha svolto attività di backoffice in Italia; poi ho proseguito con Aquatalia, marchio canadese con sede a New York.

In questo momento sono impegnata con altri brand che scelgono l’Italia e le Marche per produrre. Posso dire che il primo sogno che avevo si è realizzato.

Questo non significa che mi sento arrivata, anzi. La motivazione di fare ancora e di più è sempre forte”.

I marchigiani non amano celebrarsi. Sono gente pratica, avvezza al fare più che a dire. E Roberta Corvari non fa eccezione.

Quel che per me conta più di tutto – confida – è essere riuscita nel mio piccolo a promuovere il valore del mio territorio facendo conoscere oltre oceano, coinvolgendo nel mio lavoro, diverse realtà imprenditoriali”.

E l’internazionalizzazione, tema caro a ESG89 che proprio il 13 novembre ci ha organizzato il tradizionale GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 in DIGITALEVENT, è quindi la base su cui la Corvari ha fondato la sua attività: “Si tratta di un modello che ho visto funzionare in Toscana e che quindi ho voluto replicare, interpretandolo a modo mio, nelle Marche.

L’internazionalizzazione per il mondo del fashion è importante. So bene che la crisi è generale, ma è fondamentale che tutte le aziende cerchino di promuovere la propria realtà.

Bisogna sfruttare la contingenza e gli strumenti che ci vengono forniti per comunicare il proprio know how e il modo di fare business”.

Siamo dentro la seconda ondata della pandemia: come lo sta affrontando la sua attività?

E’ una grande sfida quella a cui siamo chiamati, tutti. Siamo smarriti e impauriti. Ma non dobbiamo farci travolgere da questi sentimenti, pur se comprensibili.

La prima cosa che ho fatto è stata capire come affrontare, nel mio lavoro, questa scossa. Paradossalmente ho ritrovato maggiori motivazioni, perché in questo momento tutti dobbiamo tirare fuori il doppio dell’energia.

Ho cercato di capire come ottimizzare le risorse, dai collaboratori alle spese aziendali. Pondero il doppio ogni decisione, del resto è innegabile che la domanda sia diminuita perché anche nel mio mercato di riferimento, quello degli Stati Uniti, si è registrato un calo nel settore calzaturiero”.

Dal suo punto di vista, il mondo del fashion, inteso a livello globale, in che modo è condizionato da questo delicato momento?

E’ un tempo di grande cambiamento. La forte incertezza si nota. Per esempio, dalla volontà di creare nuovi marchi o sperimentare nuovi prodotti. Gli imprenditori stanno cercando di capire quale sia la giusta strada commerciale da intraprendere.

Tutti cercano strategie di vendita innovative, perché per combattere questa crisi bisogna cercare di innovarsi e trasmettere l’anima del prodotto e le caratteristiche che l’azienda racchiude.

Le aziende con cui lavoro si stanno proiettando sul web: per la presentazione delle collezioni si sono organizzate con piattaforme online che permettono di rendere le produzioni appetibili e vive. Anche il nostro mondo, quindi, si sta adattando al cambiamento”.

Il sistema Italia, in questo momento, a livello governativo, regionale e nazionale, sta supportando le aziende?

Difficile rispondere in un periodo come questo. Di sicuro se la linea teorica fosse seguita da maggiori e più veloci azioni pratiche sarebbe molto meglio e soprattutto più efficace”.

Quali le previsioni per il 2021?

Si prospetta un anno duro perché c’è molta incertezza. La mia natura, positiva, mi porta però a non avere paura . E’ una nuova sfida e non voglio sottrarmi”.

Una caratteristica, la forza dell’ottimismo, prettamente femminile. Come riesce, da donna, a coniugare vita privata e lavoro? E soprattutto, da donna in un mondo imprenditoriale ancora maschile, si sente di essere da esempio per altre giovani donne? 

Riesco a conciliare tante cose nella mia vita, in maniera sempre più equilibrata. C’è voluto del tempo per farlo, ma crescendo ho imparato e sto imparando anche questo.

L’esperienza, i giorni in salita, gli errori, anche questa pandemia, ogni giorno di più ti porta a capire come trovare il punto di equilibrio tra vita privata e quella lavorativa.

In questo mi ha aiutato moltissimo lo yoga: per me è diventata una disciplina fondamentale. Non so se sono un esempio. Dipende che si intende per “esempio”.

A me piace pensare, quando mi confronto con amiche, colleghe, conoscenti, di poter trasmettere con la mia esperienza l’amore per il mio territorio e la passione e la costanza che ci vogliono per vincere le proprie sfide. Se questo può essere di ispirazione sono felice”.

Di Giulia Sancricca

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