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Scarpe con stampanti 3d, fibre di soia e un brevetto depositato: dal disegno al prototipo in poche ore

La Hoc Lab Tech sta spingendo su materiali innovativi e sostenibili come lana di alpaca, caffè e fibre con l’idea di creare modelli di calzature senza uno stampo

Prototipi di scarpe con stampanti 3d, materiali riciclabili, fibre di soia, lana di alpaca. Tecnologie avanzate, un brevetto in arrivo e innovazione per lanciare i nuovi campionari fashion.

Loro sono Vito Loverre, 30 anni e il socio Raffaele 32, titolari della Hoc Lab Tech, azienda di Fano che nel 2017 è nata come start up con l’idea di cambiare il paradigma nel concetto di design dei campionari calzaturieri.

«Siamo partiti con una consulenza per delle scarpe customizzate per un cliente giapponese. Abbiamo subito capito che la prima cosa da fare era avere all’interno dell’azienda uno spazio per l’innovazione e ricerca perché volevamo stravolgere il concetto di realizzazione dei campionari. Non siamo dei produttori, ma ideatori».

I brand internazionali e i designer bussano alla porta. «I direttori di grandi marchi e aziende di qualità arrivano, scelgono e sono pronti a immettere sul mercato le collezioni, per poi avviare la loro produzione.

Abbiamo macchine tessili per realizzare tessuti innovativi, stampanti 3D che ci permettono di stampare suole e vari componenti evitando la realizzazione di stampi. Il tutto combinato a macchine per calzature ci permette la realizzazione del campionario.

Noi generiamo il file sul modello che si vuole realizzare e in poche ore abbiamo il prototipo della suola e della intera scarpa per il cliente».

L’innovazione di processo si accompagna ai materiali, ricercati e innovativi. «Utilizziamo lana di alpaca, filamenti di bambù, fibre della soia, caffè, lino, polpa di legno lyocell, poliesteri riciclati dagli scarti della plastica, materiale termo sensitivo.

Ma anche fibra di polietilene e carbonio. L’innovazione, tramite la 3d tecnology, sta nel combinare le proprietà dei filati a contatto della pelle con le parti esterne».

Il mercato del calzaturiero, nonostante una contrazione del 30% per via della pandemia, è in ripresa e guarda alla sostenibilità.

«C’è grande attenzione all’aspetto ecologico. Tante aziende e grandi brand si stanno riconvertendo ai materiali riciclati: un processo da raggiungere tra il 2025 e il 2035.

L’attenzione è alta e i brand cercano tecnologie nuove per ottimizzare gli sprechi e gli scarti. La nostra ricerca è tarata su una stampante che produce il prototipo su misura al cartamodello, senza sprechi. In Italia sono in pochi a farlo».

Vito e Raffaele vendono soprattutto all’estero, il 90% del fatturato. «Quello che facciamo è creare dei concept di collezione. Lavoriamo con marchi americani, inglesi, giapponesi, francesi, spagnoli, olandesi. Sia per scarpe lifestyle che per performance. Abbiamo lavorato per Adidas, Puma, Pinko, Ralfh Lauren».

Ma l’innovazione non si ferma, tanto che la Hoc Lab Tech ha un brevetto depositato. «L’idea è di unire il tessuto alla stampante 3d per creare un nuovo materiale con alte prestazioni e completamente riciclabile, senza necessità di uno stampo».

Di Luigi Benelli

Info per GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 - SOSTENIBILITA' ENERGETICA E DEI MATERIALI in programma il 17 giugno

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