Seguici su:

10/11/2020

Sciarrini: “La pandemia sta cambiando la mentalità della gente, senza aiuti prolungati i centri sportivi non sopravviveranno”

(Maurizio Sciarrini, titolare San Valentino Sporting Club)

L’imprenditore ternano titolare del San Valentino Sporting Club, il secondo centro cittadino, si sfoga con Cuoreeconomico: “Iscritti già calati del 40%, ma il settore viene considerato non essenziale, che non necessità di sostegno: le mance una tantum non bastano. Chi ci farà rientrare dei soldi spesi per adeguarci alle normative di sicurezza?”

Più del danno economico, il vero danno è che stanno cambiando le abitudini delle persone. Questa cosa condizionerà moltissimo il nostro fatturato anche quando riapriremo. Ecco perché ‘le mance’ non servono”. Maurizio Sciarrini è uno degli imprenditori e dirigenti sportivi più in vista di Terni. Imprenditore edile, titolare del San Valentino Sporting Club, il secondo centro sportivo della città, che ha rivitalizzato una periferia in crisi e degradata, è presidente della Polisportiva Ternana, che ha sede presso lo stesso centro e della Fipeb (Federazione Italiana Pilates e Benessere Psicofisico).

Come tutti, ha dovuto chiudere il centro sportivo in ossequio al nuovo Dpcm e nonostante una serie di interventi massicci per l’adeguamento alle normative di sicurezza. Dal lockdown della prima fase ha avuto una idea: realizzare nell’area esterna del suo centro uno spazio di 300 metri quadrati per l’area funzionale ed il fitness ed è per questo che anche nei  giorni di chiusura ha ancora un leggero afflusso di persone, ma l’incremento del 30% degli iscritti rispetto allo scorso anno fatto registrare a livello generale e la buona ripartenza dopo il primo stop rischiano di essere vanificati da questa seconda serrata.

INCRONGRUENZE E RABBIA. C’è la pandemia e nessuno sottovaluta il problema – spiega – La questione quindi non è tanto la chiusura, che è un danno sicuramente ma che con questo quadro epidemiologico era una situazione prevedibile, quanto l’entità dei ristori. Non possono essere ristori ‘da fame’, né per gli operatori – anche se dovessero salire ad 800 euro mensili sono troppo pochi per chi vive soltanto di sport – che per gli imprenditori e per chi gestisce un centro sportivo”.

Di recente, insieme ai gestori delle altre strutture ternane, aveva scritto sia al Governo che alla presidente della Regione per chiedere soldi a fondo perduto (fino ad 800 euro per ogni giorno di chiusura, per ciascun impianto) affinchè le strutture riuscissero a sopravvivere e potessero continuare a pagare sia le utenze che i collaboratori: “I controlli svolti dai NAS in questi giorni, nei centri fitness della nostra città, certificano la bontà delle nostre azioni per il contenimento del virus; nessun focolaio si è verificato nelle palestre ma solo casi sporadici. Venire tacciati come “untori”, o, peggio, come persone superficiali che non attuano in modo preciso le disposizioni delle autorità governative ferisce in primis la nostra professionalità e dignità di uomini", avevano scritto i centri sportivi cittadini.

Lo sfogo di Sciarrini è forte: “Leggo l’ultimo Dpcm e questo dice che ‘i centri sportivi’ restano aperti: per cosa, esattamente visto che il fitness non lo possono fare, la scuola calcio nemmeno, la pallavolo neanche, le arti marziali nemmeno, il tennis nella tensostruttura neanche, perché viene equiparata alle strutture chiuse?. Ci sono incongruenze che non so se siano create ad arte per venire meno alla necessità di ristorare i gestori”.

CAMBIA LA MENTALITA’. Oltre al danno economico, che è enorme, il danno maggiore è che questa situazione sta cambiando le abitudini delle persone: “Le stanno abituando a restare sul divano – spiega –oppure ad allenarsi a casa. Ci sono persone che non torneranno più in palestra perché sceglieranno di andare a correre, a fare passeggiate, altre che avranno paura.

Il dato di settembre fa registrare un calo del 40% degli iscritti su base nazionale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Se ci dicessero di riaprire a dicembre, o gennaio, lo faremmo per pochi coraggiosi…non ha senso. Ecco perché dico che il danno è enorme ed i ristori sono troppo esigui. Per assurdo, è meglio ripartire ad anno nuovo, quando la situazione mentale ed il clima della gente saranno migliorati, anche magari grazie ad un vaccino. Ci vorranno anni per far tornare la gente nei centri sportivi, dare una mancia o aiuti per un anno non basta: per tenere in piedi le strutture, per farle trovare pronte per il ritorno alla normalità, servono aiuti prolungati”.

SETTORE DIMENTICATO. Ancora una volta l’indice è puntato sulla malcelata opinione del Governo di considerare questo settore come ‘non essenziale’. I soldi stanziati con la prima serrata sono arrivati molto tardi, ma non è solo questo: “Veniamo considerati come un settore minore, che non ha bisogno di aiuto. Nella stessa situazione ci sono la ristorazione, e l’hotelerie in generale. I soldi non compensano mai il danno che hanno avuto, ma questa cosa non si comprende. Anche nei fondi europei stanziati per la crisi post pandemia, non prevedono alcun aiuto per questo settore. Questa cosa ci fa paura. Penso alla mia struttura: col credito di imposta non ci facciamo niente, siamo una Asd quindi siamo già detassati. E comunque ne possiamo beneficiare l’anno prossimo, dopo aver pagato un affitto: è una presa in giro”.

Una situazione che vanifica gli sforzi di tanti: “Il mio centro  ha avuto una crescita enorme negli ultimi cinque anni, da quando io sono tornato a gestirlo in prima persona in un momento che stava quasi fallendo – conclude Sciarrini – e a giugno eravamo ripartiti bene, grazie alla professionalità dei nostri operatori ed alla serietà della struttura. Cosa succederà adesso, quando riapriremo, non si sa”.

GLOBAL SPORT. Nel frattempo, in attesa di capire in che modo il suo centro sportivo ripartirà, ha deciso di mettere al servizio di altri imprenditori la sua esperienza nell’impiantistica sportiva: ha da poco fondato la Global Sport, che si occupa della costruzione di campi sportivi, ma anche di consulenza, pratiche di finanziamento, progettazione, studi di fattibilità, business plan e piani economico-finanziari.

Di Emanuele Lombardini

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
Per Info, Contatti e Collaborazioni, scrivere a: risorse@esg89.com
OPPURE https://www.esg89.it/it/opportunities.php