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28/07/2020

Sciurpa (Sviluppumbria): “La mia esperienza di donna imprenditrice al servizio delle aziende umbre”

I RITARDI DELL’UMBRIA, LA CRISI INNESCATA DAL COVID E GLI OBIETTIVI DELLA REGIONE PER IL RILANCIO ECONOMICO MESSAGGIO OLTRE I CONFINI REGIONALI E NAZIONALI: “IN UMBRIA OGGI SI PUO’ TORNARE AD INVESTIRE IN MANIERA SICURA”  

Modi gentili. Piglio pragmatico, da imprenditrice. Michela Sciurpa accetta di concedere la sua prima intervista da neo-amministratore unico di Sviluppumbria in una calda domenica di fine luglio proprio a CUOREECONOMICO. Del resto, da quando è stata indicata alla guida dell’agenzia umbra per lo sviluppo economico, le sue giornate sono state un susseguirsi di riunioni e incontri, per conoscere la struttura e calarsi subito, operativamente, nei progetti avviati e in quelli da programmare nell’immediato. La crisi economica innescata dalla pandemia Covid-19 ha aumentato le aspettative di tante imprese negli strumenti pubblici in grado di sostenerle (o addirittura salvarle) in un momento così difficile. E ancora di più in una regione dove, già prima del Coronavirus, gli indici economici, in quasi tutti i settori, risultavano preoccupanti. Nata a Roma, ma ormai umbra doc e mamma. Già un importante curriculum accademico, professionale e associativa all’interno di Confindustria. E una notevole conoscenza dei mercati esteri, analizzati da studiosa e testati da imprenditrice.   

Michela Sciurpa alla guida di Sviluppumbria. Donna, imprenditrice con particolare esperienza nell’internazionalizzazione, esponente di Fratelli d’Italia. Quale di questi tre aspetti le sembra il più innovativo nella scelta fatta dalla Regione e dagli altri soci?  

“La presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, che ringrazio sentitamente per la fiducia accordatami, in condivisione con tutta la Giunta regionale ha presentato il mio nominativo all’Assemblea dei soci di Sviluppumbria, sottoponendolo alla loro accettazione dopo un’attenta selezione fra i molti curricula pervenuti per ricoprire questo importantissimo ruolo. La presidente mi ha espressamente indicata per le competenze che ho potuto acquisire attraverso la mia formazione, la mia esperienza imprenditoriale e associativa, in particolare in ambito internazionale. Innovativo è il fatto che questo incarico venga affidato per la prima volta nella storia di Sviluppumbria ad una donna. Scelta avvalorata dal merito che mi è stato riconosciuto. Ciò che oggi sono è la sommatoria di tante esperienze significative che intendo mettere a disposizione di tutta la comunità regionale”.

In effetti, pur in una Regione dove le ultime tre presidenti sono appunto donne, alla guida di strutture tecniche c’è stata una netta predominanza maschile. Ritiene che l’essere donna imprenditrice possa portare qualche elemento ulteriore oppure il genere, in questi ruoli, non incidente affatto?

“Nel momento in cui si accetta di amministrare un Ente strumentale regionale di così grande importanza ogni caratteristica personale che risulti oggettivamente utile al suo corretto funzionamento va assolutamente impiegata. Nel mio caso il fatto di essere imprenditrice mi dà la possibilità di comprendere che le aumentate complessità di gestione interne ed esterne all’attività imprenditoriale odierna necessitino di un serrato dialogo con le istituzioni atte a supportare strategicamente le condizioni di sviluppo economico regionale, nazionale e internazionale. Intendo quindi personalmente favorire questo dialogo. Il fatto di essere donna è probabilmente funzionale nel perseguimento di questo importante obiettivo, poiché gli strumenti che vorrò impiegare saranno la sensibilità verso le necessità altrui, la capacità di ascolto, la dedizione e la determinazione al raggiungimento degli obiettivi attraverso qualità di tipo organizzativo, che sono tipiche di gran parte del genere femminile. Ci sono donne in particolare che sono per me grandi esempi, sia a livello regionale, come la stessa presidente Tesei, che a livello nazionale, come la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni”.

Del lavoro nell’azienda di famiglia, la Vitakraft Italia Spa dove ha ricoperto diversi incarichi, cosa vuole portare in Sviluppumbria?

“L’azienda e la famiglia da cui ho la grande fortuna di provenire sono per me un altro esempio fondamentale, che desidero tenere ben presente. Dal 1998 attraverso l’ingresso nella società di un partner strategico straniero, che oggi detiene la maggioranza delle quote, mio padre Claudio Sciurpa AD di Vitakraft Italia Spa ha permesso un miglioramento esponenziale della capacità dell’azienda di competere sul mercato nazionale e una crescita del personale in termini di managerialità. Questo caso può essere d’esempio per altre imprese umbre che vogliono attrarre investimenti diretti da partner internazionali. Oggi per l’Umbria è fondamentale mettere in campo strumenti per riattivare l’internazionalizzazione delle imprese, ma anche l’attrazione di investimenti diretti esteri e all’interno di Sviluppumbria. Vigilerò sul perseguimento di tali obiettivi, in piena condivisione con le indicazioni strategiche dell’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni”.

In molti hanno notato che appena subito dopo la sua nomina, nel suo stato Facebook ha scritto “inizio del nuovo lavoro presso Sviluppumbria. Un ruolo che evidentemente ha preso molto seriamente, come suo primo lavoro, appunto. Anche perché ci risulta che si è subito messa all’opera, con continue riunioni per conoscere la struttura e programmare le attività da fare nell’immediato. Del resto, quest’intervista concessa di domenica a CUOREECONOMICO lo dimostra…

“Quello che lei dice è vero e la ringrazio per averlo notato. Non potrei fare diversamente, sono abituata ad impegnarmi e a dedicarmi molto alle cose in cui credo, a maggior ragione di fronte alla responsabilità che mi è stata affidata. La macchina organizzativa di Sviluppumbria è molto complessa e richiede uno studio approfondito di tutte le componenti per poter cercare di portare nel tempo il proprio contributo. Ad oggi sono soltanto due giorni e mezzo effettivi dalla nomina, ma il segnale di cambiamento era doveroso nonché assolutamente necessario. Il mio impegno è massimo, perché ho veramente a cuore lo sviluppo socio-economico della nostra Umbria che ha tutte le potenzialità per raggiungerlo”.

Il suo incarico alla guida di una società pubblica di promozione economica arriva in un momento molto complesso per l’economia italiana e mondiale, alle prese con i segni lasciati dall’emergenza Covid. E con un futuro ancora molto incerto, anche sulla base dell’evoluzione della pandemia. L’Italia potrà contare su importanti risorse dall’Unione europea. Pensate di strutturare in modo differente gli uffici di Sviluppumbria per aiutare le imprese umbre a cogliere questa opportunità, magari con un’apposita task force?

“L’evoluzione della pandemia ci preoccupa indubbiamente ed è un’incognita di fronte alla quale siamo tutti chiamati ad utilizzare il massimo del raziocinio per poter evitare che possano presentarsi nuove emergenze sanitarie che mettono in ginocchio l’economia. L’Unione Europea ha messo a disposizione ingenti fondi per il nostro Paese, che mi auguro il Governo nazionale sarà in grado di ben impiegare, preferibilmente concertando le scelte strategiche anche con l’opposizione. Queste decisioni avranno un sicuro impatto regionale e quindi probabilmente Sviluppumbria si troverà a dover attuare ulteriori nuovi obiettivi. Saranno impiegati strumenti adatti al fine di poter garantire alle imprese di non perdere alcuna opportunità messa a disposizione dall’Europa”.

Anche se immagino sia presto per ipotizzare delle “rivoluzioni, ha in mente di apportare comunque delle modifiche nell’organizzazione della struttura? Ad esempio nel dividere in maniera ancora più marcata gli uffici che si occupano dei tavoli di crisi da quelli che sostengono progetti di sviluppo?

“Il mandato che Sviluppumbria ha ricevuto attraverso la mia nomina da parte del Governo regionale è molto chiaro: entro il 31 dicembre 2021 occorre completare il percorso di riforma in termini di governance e di individuazione della nuova mission, rivedendo nel complesso tutte le attività che Sviluppumbria svolge per la Regione. Ci sarà molto lavoro da fare”.

Una delle funzioni principali di Sviluppumbria, in questi anni, è stata la promozione turistica integrata. Un campo dove però spesso ci sono state sovrapposizioni tra vari Enti e non sempre con i risultati sperati

“L’attrazione di turisti sul nostro territorio è strategica, sia per il comparto turistico che per l’indotto generato in termini economici. La Regione sta dando chiare indicazioni in tal senso, attraverso investimenti importanti in diverse infrastrutture, fra cui quelle di cui Sviluppumbria è socia, come per esempio nella società SASE che gestisce l’Aeroporto San Francesco d’Assisi e attraverso iniziative di promozione turistica integrata. Sviluppumbria sarà a disposizione dell’assessore Paola Agabiti con delega al turismo per individuare di concerto le strategie migliori affinché siano evitate sovrapposizioni, anche involontarie, al fine di utilizzare efficacemente le risorse in dotazione”.

Ma se l’Umbria comunque, nonostante criticità come ad esempio il terremoto, si è mantenuta attrattiva per i turisti, non si può certo dire così per gli imprenditori stranieri o comunque provenienti da fuori regione. Come spiega questa difficoltà di attrarre investitori?

“Per questo occorre riconquistare la fiducia degli investitori nazionali e internazionali da parte delle istituzioni. Il messaggio è chiaro: in Umbria oggi si può tornare ad investire in maniera sicura. Il Governo regionale sarà al fianco degli investitori che sceglieranno la nostra splendida terra e conseguentemente Sviluppumbria sarà il braccio operativo per favorire questo cambiamento che è già in atto”.

Lei, per esperienze maturate in ambito accademico e lavorativo, conosce bene i mercati esteri. A suo giudizio gli imprenditori umbri che sono riusciti ad internazionalizzare la propria impresa l’hanno fatto più grazie ai propri sforzi o hanno ottenuto il giusto sostegno da parte delle istituzioni? E nel caso questo sostegno non sia stato adeguatamente fornito, quale pensa possa essere il ruolo di Sviluppumbria?

“Caratteristica degli imprenditori italiani, e quindi anche di quelli umbri, è stata quella di rimboccarsi le maniche e spesso andare ad affrontare i mercati esteri senza grande supporto da parte delle istituzioni. Ciò fa degli imprenditori del Made in Italy uomini e donne dalle grandi qualità, ma la carenza di supporto istituzionale deve essere segnalata. Spesso si parla di difficoltà in termini di strumenti istituzionali efficaci e della capacità di fare sistema fra pubblico e privato. In riferimento all’Umbria, con la nuova Giunta regionale sono certa che questi elementi sono già stati presi in considerazione e che sarà fatto tutto il possibile per dare un nuovo corso allo sviluppo dell’economia regionale, anche attraverso nuovi strumenti che incentivino l’internazionalizzazione tramite l’attività di Sviluppumbria. Non sono in grado di giudicare, dopo neanche 3 pochi giorni da quando mi sono insediata, l’effettiva efficacia degli strumenti messi in campo da Sviluppumbria in passato. Sicuramente ci saranno alcune buone pratiche che potranno essere portate avanti, ma ci sarà anche tanto da migliorare”.

Con le nomine in sanità la Giunta Tesei ha dichiarato di puntare molto sulla sinergia tra le varie Aziende. Questa volontà di fare maggiormente squadra c’è anche tra le agenzie di sviluppo economico della Regione, a cominciare da Sviluppumbria e Gepafin?

“Direi proprio di sì. Sarà necessario il massimo coordinamento tra la Regione e le varie agenzie regionali, anche attraverso tavoli permanenti tra assessorato, Sviluppumbria, Gepafin, 3A Parco Tecnologico, Umbria Digitale, AUR, Villa Umbra etc. Questo permetterà di evitare superate logiche di primazia e sovrapposizioni, al fine di cooperare per favorire l’obiettivo comune che è lo sviluppo economico dell’Umbria”.

Di Massimo Sbardella

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