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11/09/2020

Sostenibilità ambientale, struttura industriale e internazionalizzazione: per Carlini (Fondazione CRT) sono i punti cardine per far ripartire l’economia del territorio

(Luigi Carlini, Presidente Fondazione Carit)

Come Fondazione non possiamo ovviamente sostenere direttamente le imprese e quindi questo era l’unico modo per essere presenti:  supportare tutte le azioni che possano andare nel senso desiderato. Il progetto è l’emblema di come sia possibile a livello territoriale creare una rete di imprese capaci di riconvertirsi nella green economy mantenendo comunque prospettive di sviluppo

La Fondazione Carit ha avuto un ruolo chiave nella realizzazione del progetto di rigenerazione urbana che ha coinvolto otto imprese multinazionali del territorio, visto che ha finanziato la fase di start up. Col Presidente Luigi Carlini, presente alla presentazione e ad una delle ultime uscite pubbliche prima della ormai imminente scadenza del mandato, è l’occasione per fare il punto su questa ed altre situazioni riguardanti l’economia locale.

Noi abbiamo fortissimamente voluto questo progetto, perché crediamo molto che attraverso la sostenibilità ambientale a partire dalla struttura industriale può rendere il territorio più attrattivo anche da un punto di vista del progetto di vita. Una conca ternana attenta alla sostenibilità ambientale può diventare, per esempio, una destinazione alternativa per coloro che vogliono allontanarsi dalle grandi città e vivere in un posto più a misura d’uomo. Grazie a questo progetto sulla Urban rigeneration fra l’altro abbiamo ricevuto una citazione fra i progetti delle fondazioni bancarie a livello nazionale. Quello che noi speriamo è che tutto questo venga messo a sistema per creare un eco sistema ambientale più vasto, a partire dalla conca ternana, che è il nostro territorio di riferimento”.

Il finanziamento della Fondazione nella fase di start up è servito a dare il via alla serie di progetti. “Come Fondazione non possiamo ovviamente sostenere direttamente le imprese – spiega Carlini – e quindi questo era l’unico modo per essere presenti:  supportare tutte le azioni che possano andare nel senso desiderato. Il progetto è l’emblema di come sia possibile a livello territoriale creare una rete di imprese capaci di riconvertirsi nella green economy mantenendo comunque prospettive di sviluppo”.

L’economia circolare sarà la base anche per l’internazionalizzazione: “Noi possiamo essere sicuramente un sostegno, anche se ovviamente il ruolo primario è degli imprenditori – conclude Carlini – ci interessa un welfare sociale, lo sviluppo locale ma è chiaro che è importante aprirsi all’estero anche attraverso questo concetto nuovo, per far vedere come oltre all’industria di vecchio tipo, siamo stati anche capaci di proporre un nuovo modello di economia”.

di Emanuele Lombardini


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