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17/11/2023

Stop a carne coltivata ora è legge, Prandini (Coldiretti): "Risultato storico". Via allo scontro

(Ettore Prandini, presidente di Coldiretti)

Il ministro Lollobrigida: "Porteremo questo voto in Europa: siamo il Parlamento italiano e normiamo per quanto riguarda il nostro popolo, l'unico soggetto cui riconosco dare risposte". Dove però sono già state espresse perplessità. Magi (+Europa): "Mossa antiscientifica, antieuropea e anti-italiana". Protesta anche il resto dell'opposizione

L'Aula della Camera ha dato il via libera definitivo al divieto di produrre e vendere carne coltivata in Italia, rendendo il paese il primo in Europa ad adottare una misura così radicale.

Con 159 voti favorevoli (tutta la maggioranza), 53 contrari (m5S, Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva, Azione, +Europa) e 34 astenuti (il Pd), il disegno di legge presentato dal Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ottenuto l'approvazione, proibendo la produzione e la commercializzazione di alimenti e mangimi ottenuti da colture cellulari o tessuti di animali vertebrati.

Le parole di Coldiretti

Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha celebrato il risultato come "storico" sottolineando l'importanza di normare la vendita di prodotti ottenuti in laboratorio.

"È un risultato storico, di grande importanza per il nostro Paese, il primo a livello mondiale ad aver normato il divieto di vendita e commercializzazione di prodotti fatti in laboratorio" ha dichiarato Prandini.

Con la nuova legge "si sostiene assolutamente la ricerca, nonostante quello che qualcuno afferma - ha aggiunto -. Dobbiamo ora portare il voto positivo del Parlamento italiano nel dibattito a livello europeo.

Una delle richieste che noi facciamo è quella di equiparare le autorizzazioni, laddove dovessero essere rilasciate, ai prodotti di carattere farmaceutico, e non ai novel food. La differenza è sostanziale, ma ne va di mezzo il futuro e la salute dei nostri cittadini".

Le parole del Ministro

Il Ministro della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha espresso la volontà di portare il voto positivo del Parlamento italiano al dibattito europeo.

"Siamo il Parlamento italiano e normiamo per quanto riguarda il nostro popolo, l'unico soggetto cui riconosco dare risposte" ha affermato Lollobrigida, aggiungendo che si auspica che altri paesi europei seguano l'esempio italiano.

"Mi conforta - ha aggiunto - che  tutti gli emendamenti sui cibi sintetici in Europa finora sono stati bocciati in maggioranza e con il voto abbastanza compatto dell'Italia, quindi spero che riusciremo nella nostra battaglia di avanguardia, come già fatto con gli Ogm".

Infine, Lollobrigida ha sottolineato: "Ci sono comuni e regioni che hanno votato atti per vietare il cibo sintetico. Intendiamo rispettare ogni tipo di principio europeo nel confronto con una comunità scientifica che è rappresentata da una serie di soggetti compreso il ministro della salute che è un tecnico e non solo da una singola senatrice".

L'opposizione e lo scontro

Dure prese di posizione invece dell'opposizione, con il segretario di +Europa, Riccardo Magi, definendo la mossa "antiscientifica, antieuropea e anti-italiana".

Magi ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità, sottolineando la mancanza di evidenze empiriche a sostegno del divieto e definendolo una "ingiustificata violazione della Costituzione". Parole di fuoco anche dal resto della minoranza.

Magi, insieme al collega di partito Benedetto Della Vedova è stato anche oggetto di uno scontro fisico col presidente di Coldiretti.La lite, sedata dalle forze dell’ordine, è scoppiata quando i due parlamentari hanno esposto i cartelli con la scritta «Coltivate ignoranza».

«Il divieto alla carne coltivata è antiscientifico e anti italiano» davanti al sit-in di Coldiretti a sostegno del «cibo naturale». «Tu sei un delinquente, un buffone», ha detto il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, spingendo Della Vedova.

Al termine dello scontro fisico, riferendosi a Prandini, i due parlamentari hanno sottolineato che il presidente di Coldiretti "è una persona che non dovrebbe ricoprire un ruolo del genere.

Adesso facciamo subito una bella denuncia perché si tratta di una aggressione". Solidarietà a Della Vedova è giunta anche dal ministro Lollobrigida che ha condannato la violenza, oltrechè da tutta l'opposizione.

Associazione Essere Animali e Alleanza per le proteine complementari

Negativo anche il giudizio dell'associazione Essere Animali: "Questa legge dice agli italiani cosa possono o non possono mangiare, soffoca l’innovazione e quasi sicuramente viola il diritto comunitario.

È davvero scoraggiante che l’Italia venga esclusa da una nuova industria che crea posti di lavoro e che venga impedito di vendere alimenti più rispettosi del clima.

Un tempo pioniera per innovazioni che hanno cambiato il mondo, come la radio, i microchip, le batterie, le automobili e la moda, i politici italiani scelgono ora di far tornare indietro l’Italia mentre il resto del mondo va avanti" ha commentato l’Alleanza Italiana per le Proteine Complementari, che riunisce imprese di settore, ricercatori e associazioni no profit.

"Con questa decisione l’Italia punta esclusivamente a tutelare un settore produttivo, la zootecnia, che contribuisce alla crisi climatica e causa gravi sofferenze negli animali.

Non sono solo le organizzazioni come Essere Animali a esprimere sgomento per questa decisione antiscientifica e ideologica, anche voci eminenti come quelle della scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo hanno preso posizione contro il disegno di legge, definendola “una legge-manifesto” inutile e “cara a Coldiretti”, a riprova della palese relazione privilegiata tra la maggioranza di governo e i portatori di interesse nell’industria zootecnica", dichiara Claudio Pomo, responsabile sviluppo di Essere Animali. 

Il dibattito ora si sposterà a livello europeo, con l'Italia che notificherà la norma. Resta da vedere come altre nazioni reagiranno a questa pionieristica decisione italiana e se si avvieranno processi di equiparazione delle normative europee, che hanno già sanzionato in questo senso l'Italia, costretta lo scorso ottobre a ritirare a notifica Tris di questo disegno di legge alla Commissione europea, una procedura prevista per tutte le norme che possono limitare il libero commercio delle merci.

Redazione Cuoreeconomico
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