mer 28 gen 2026

Seguici su:

18/02/2024

Tassi e stop a superbonus frenano il Pil: Italia maglia nera Eurozona

Previsioni al ribasso della Commissione Ue. Gentiloni: "I mercati si aspettano che la Bce inizi a tagliare i tassi prima e con maggiore forza di quanto previsto lo scorso autunno". Replica di Lagarde: "Troppo presto, niente decisioni affrettate"

La Commissione europea stima che il Pil reale dell'Italia sia cresciuto dello 0,6 percento nel 2023, leggermente al di sotto delle previsioni dell'autunno scorso (si attendeva un + 0,7), poiché i consumi privati sono calati e gli investimenti hanno subito un notevole rallentamento a causa dell'aumento dei costi di finanziamento e della graduale eliminazione dei crediti d'imposta per la ristrutturazione delle abitazioni, il cosiddetto Superbonus. È quanto si legge nelle previsioni economiche d'inverno della Commissione europea.

Un dato sicuramente importante perchè secondo le stime, l'Italia è all'ultimo posto per crescita insieme alla Germania: la stima è infatti che il Pil cresca dello 0,7 percento nel 2024 (invece che dello 0,9 calcolato a novembre) e viene confermata una crescita dell'1,2 percento per il 2025.

Per l'eurozona la stima è dello 0,8 per il 2024 (rivisto dall'1,2 percento dell'autunno) e dell'1,5 per il 2025 (rispetto al +1,6).

Dopo essere diminuito dello 0,3 percento nel secondo trimestre, il Pil è aumentato nel terzo e nel quarto trimestre, fornendo un effetto marginale positivo nel 2024.

Si prevede che la produzione economica continuerà a crescere lentamente nel 2024, con il potere d'acquisto delle famiglie che dovrebbe beneficiare della disinflazione e dell'aumento dei salari, in un contesto di mercato del lavoro resiliente, evidenziano i tecnici di Bruxelles.

"Gli investimenti sono destinati a riprendersi, guidati da progetti infrastrutturali finanziati dal governo e dal Pnrr che compensano il freno derivante dalla minore spesa per la costruzione di case".

LEGGI GLI ARTICOLI SU ECONOMIA

Investimenti cresceranno nel 2025

L'esecutivo europeo prevede inoltre che gli investimenti accelereranno nel 2025, man mano che l'attuazione dei progetti sostenuti dal Recovery fund accelera, stimolando sia la spesa per le infrastrutture che l'acquisto di beni materiali e immateriali delle imprese, che si prevede trarranno vantaggio anche dal miglioramento delle condizioni finanziarie.

L'impennata della spesa in conto capitale è destinata a tradursi in una crescita più forte delle importazioni, al di sopra delle prospettive leggermente in miglioramento per le esportazioni.

L'inflazione, invece  è prevista al 2 percento nel 2024 e al 2,3 nel 2025, sulla scia di una prevista ripresa dei salari, guidata dal settore pubblico. Rispetto all'autunno, il dato viene rivisto al ribasso per il 2024 (2 percento invece del 2,7) ma rimane invariato per il 2025 al 2,3.

Botta e risposta Gentiloni-Lagarde

Gentiloni, mercati si aspettano che Bce tagli i tassi

"La Bce ha mantenuto invariati i principali tassi di politica monetaria dall'autunno e ha respinto le speculazioni su imminenti tagli dei tassi.

Tuttavia, grazie al rapido calo dell'inflazione, i mercati si aspettano che la Bce inizi a tagliare i tassi prima e con maggiore forza di quanto previsto lo scorso autunno. Di conseguenza, le condizioni finanziarie sono ora un po' più allentate rispetto all'autunno", dice il commissario Ue all'economia Paolo Gentiloni.

Ma la presidente Bce Lagarde frena: "Il traguardo del 2 percento è più vicino ma il quadro inflattivo non è ancora del tutto stabile, ogni imprudenza potrebbe costare cara - dice parlando agli europarlamentari - l'ultima cosa che voglio è assumere decisioni avventate per poi vedere rimbalzare l'inflazione e dover tornare indietro Continueremo a seguire un approccio dipendente dai dati per determinare il livello e la durata appropriati della restrizioni".

Lagarde è tornata a difendere l'azione di innalzamento dei tassi messa in campo dalla Bce, ha confermato che il processo di disinflazione continuerà nel 2024, ma ha anche sottolineato alcune variabili che rendono il quadro più incerto.

Innanzitutto il fatto che i prezzi dell'energia restano "poco prevedibili". In secondo luogo la persistenza di un livello alto di inflazione nel settore dei servizi.

"La crescita delle retribuzioni continua ad essere forte, ci si attende che diventi un fattore più rilevante delle dinamiche inflazionistiche nei prossimi trimestri", ha spiegato la presidente di Eurotower, evitando di dare indizi sul quando l'atteso annuncio del primo taglio ai tassi si concretizzerà, se in tarda primavera o in estate.

La linea della cautela ha comunque sortito un effetto positivo sulle Borse europee. Anche perché, nel suo intervento al Pe, "non ho mai detto che non abbiamo intenzione di ridurre i tassi", ha precisato la stessa Lagarde.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com