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10/09/2020

Terni, Narni e l’Umbria come modello italiano per l’economia circolare e la sostenibilità ambientale

  Valorizzare il territorio e renderlo ancora più attrattivo attraverso una rigenerazione urbana che coniughi crescita industriale e salvaguardia del territorio. Un tema tornato prepotentemente al centro delle politiche nazionali ed internazionali perché l’investimento nella green economy è uno dei passaggi fondamentali ed obbligatori nel piano di rilancio che il Governo dovrà presentare alla Unione Europea per accedere al recovery fund

L’imprenditoria ternana e narnese ha fatto in questo senso da battistrada con un progetto pilota che ha coinvolto otto grandi multinazionali, coordinato da Confindustria e finanziato dalla Fondazione Carit. La fase di start up del progetto è stata sintetizzata in un documento presentato alla sede ternana di Confindustria dal presidente Giammarco Urbani.

All’evento, introdotto dal numero uno regionale Antonio Alunni, sono intervenuti il sindaco di Terni Leonardo Latini, la presidente di regione Donatella Tesei, il presidente della Fondazione Carit Luigi Carlini e il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani. Oltre ovviamente a diverse altre presenze istituzionali (tra queste il sindaco di Narni Francesco De Rebotti ed il prefetto Emilio Dario Sensi) e i rappresentanti delle otto aziende coinvolte, vale a dire: Acciai Speciali Terni, Beaulieu Fibres International, Exolon Group, ERG Hydro, Fucine Umbre, Sangraf International, Novamont e Tarkett.


IL PROGETTO
- Nel primo semestre 2020 presso le otto imprese è stata realizzata una ricerca finalizzata alla mappatura delle cosiddette ‘buone pratiche’ in materia di economia circolare e sostenibilità ambientale. La ricerca ha individuato, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda Onu 2020, 32 obiettivi già raggiunti e 17 progetti ulteriori che vanno nel senso di una sostenibilità non solo legata ad aspetti urbanistici ma anche alle dinamiche sociali e produttive. Fra gli obiettivi centrati si registrano: l’abbattimento nel 2019 di 25000 tonnellate di anidride carbonica (il 7% delle emissioni totali del comparto industriale); la riduzione fino al 60% dei consumi energetici grazie all’implementazione dei led; l’utilizzo per l’80% di materiali riciclati; il reimpiego totale degli scarti di produzione come materia prima o come compostaggio;  la produzione in loco di energia elettrica e termica attraverso cogenerazione (-30% del combustibile); un forte investimento in ricerca e sviluppo nel settore; l’abbattimento del consumo di acqua grazie al ricircolo ed al recupero di quella piovana;  il coinvolgimento dei fornitori in progetti per la riduzione dei rifiuti; dematerializzazione digitalizzazione; analisi del ciclo di vita dei prodotti.

TESEI E LATINI.Progetti come questo – ha spiegato la presidente della regione Donatella Tesei, che fra l’altro dovrà gestire per conto delle regioni proprio i soldi del Recovery Fund – servono a rendere l’Umbria ancora più attrattiva ed il ternano e narnese possono essere un volano". Gli fa eco il sindaco di Terni Leonardo Latini: “Inevitabilmente progetti come questi collegano la storia al futuro. La storia industriale della città, che ci ha visti pionieri ed all’avanguardia: possiamo esserlo anche su questo fronte che rappresenta il futuro. In questa sfida c’è la responsabilità di ciascuno di noi, ma anche una responsabilità collettiva, perché ciascuno deve rimboccarsi le maniche e mettersi al servizio dell’altro. Dove c’è industria, c’è innovazione, dinamicità e prospettiva di sviluppo. Possiamo fare di Terni una città bella e ancora più attrattiva

SVILUPPI FUTURI - Il primo tassello per la creazione del Distretto italiano della Sostenibilità, dell’Economia Circolare e della Rigenerazione urbana è stato gettato ed ora la fase 2 prevede l’estensione anche al resto della regione, ma non solo: “Siamo partiti da qui perché qui c’è una tradizione importante – dice Antonio Alunni, presidente di Confindustria Umbria – ma vogliamo che questo territorio e la regione possano dimostrare a tutti quanti che si possono coniugare i due aspetti, mettendo al centro il tema ambientale anche nello sviluppo economico. Vogliamo far sì che questo progetto diventi un modello in tal senso. Questa è la sfida che abbiamo lanciato”.

COVID - Con l’occasione è stato anche fatto il punto sulla gestione dell’emergenza Covid: l’impresa umbra ha fatto registrare una incidenza dei casi molto bassa, con un tasso di positività dell’1,6% rispetto ai  tamponi (sul 3,12% nazionale) e lo 0.20% rispetto alla popolazione regionale (media nazionale 0.45%). Si segnala una riduzione fino al 60% delle trasferte e l’ampio ricorso allo smart working. Lo stesso incontro di presentazione, avvenuto nel rispetto delle rigide norme su prevenzione e distanziamento inaugurava gli eventi in presenza dopo lungo tempo.

di Emanuele Lombardini



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