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30/04/2021

Torna il mito del posto fisso pubblico

Da un sondaggio nazionale uscito in questi giorni, sembrerebbe che 2 italiani su 3 vorrebbero lavorare nella PA. Quel tipo di lavoro ‘sicuro’, fisso e retribuito in sicurezza. È un desiderio, a mio parere, al ribasso e pieno di insidie per il futuro di questo paese.

Se non si restituisce, infatti, rilevanza centrale al tema dell’intraprendere, della libertà di fare impresa e della capacità di attrarre collaboratori anche e soprattutto nelle aziende private, la tanto attesa crescita potrebbe davvero essere una chimera.

È chiaro che il COVID abbia privilegiato alcune categorie di lavoratori. L’incremento esponenziale del risparmio bancario non arriva di certo dai precari o cassaintegrati, dagli artigiani o dai piccoli commercianti, dai ristoratori o dai baristi... ma da coloro che hanno trascorso mesi e mesi in smart working senza dover uscire di casa e con i ‘bisogni’ limitati al massimo.

Ecco quindi la crescita esponenziale del desiderio di lavorare in questo modo: sicuro, da casa e senza troppe spese o pensieri.

Desiderare tutto questo, però, significherebbe riportare l’Italia almeno di 50 anni indietro. Il vero sforzo da fare, invece, è tornare a sostenere la possibilità di consolidare e rafforzare il tessuto imprenditoriale nazionale.

Quel tessuto che rappresenta il Made in Italy nel mondo, quel tessuto che dagli anni ‘60 ha permesso al nostro paese di diventare la seconda manifattura europea. Insomma, evitiamo di iniziare la partita giocando in difesa e facendo melina, giochiamo per tornare a vincere!  

#dettofatto di Giovanni Giorgetti

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