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21/09/2022

Turismo in Emilia-Romagna, ripresa a metà: pesano energia e scarso personale

(Fabrizio Albertini, presidente di Assohotel Confesercenti E.R.)

L’analisi di Assohotel Confesercenti: il caro-bollette, i ritardi nelle forniture e l’incertezza generale hanno costretto aziende a ridurre i servizi o riformulare le offerte. Il presidente Albertini: “Complessivamente è andata bene, ma non come ci si attendeva”

Ripresa, ma lenta. Assohotel Confesercenti Emilia Romagna traccia il bilancio della stagione estiva ed i colori sono in chiaroscuro.

Dopo due difficilissimi anni dovuti alle conseguenze della pandemia, la stagione estiva ha infatti registrato una ripresa, soprattutto del flusso turistico straniero, ma ben al di sotto delle aspettative.

Il dato emerge dall’analisi del centro studi turistici di Firenze commissionata da Assohotel Confesercenti Emilia Romagna sulla percezione degli operatori del ricettivo sull’andamento della stagione estiva 2022.

A pesare sulle imprese sono stati soprattutto il costo delle fornitore e dell’energia ma anche  la mancanza di personale ha messo in difficolta grande parte del comparto.

Non hanno inoltre giovato all’aumento dei flussi turistici il prezzo della benzina, la ripresa dei contagi, il caos degli aeroporti e l’aumento dell’inflazione che, insieme alla situazione di incertezza generale, hanno contribuito  a una riduzione dei consumi preoccupante.

I costi di gestione e la mancanza di personale, inoltre, hanno contribuito ad anticipare la chiusura di molte attività stagionali e in numerosi casi, hanno costretto le imprese a ridurre i servizi, quali ad esempio la il servizio della ristorazione e a riformulare le proprie offerte.

Preoccupazione per la stagione invernale e per il futuro

Fabrizio Albertini, presidente di Assohotel - Confesercenti E.R. non nasconde la propria preoccupazione: “Certo, la stagione estiva è andata complessivamente bene, ma i margini che ci aspettavamo per poterci riprendere dagli ultimi due anni sono stati disattesi; l’aumento delle materie prime e delle bollette, in alcuni casi triplicati, ha pesato in maniera significativa sugli introiti.

Senza contare che la mancanza di personale ha modificato in molto casi il modello tradizionale di business, portando molti imprenditori ad eliminare ad esempio l’offerta all inclusive a cui si rivolgono normalmente i turisti che scelgono la nostra riviera, come nel caso delle famiglie.

E’ ovvio quanto sia urgente rivedere i contratti di lavoro stagionali e di tutto il settore, ormai diventati anacronistici.

Senza interventi immediati a sostegno delle imprese molte strutture ricettive rischiano di chiudere: luce e gas sono beni primari per le attività turistiche, quanto cibo, vestiti e casa per il singolo individuo; per questo occorrono incentivi stabili e consistenti per quanti scelgono di riconvertirsi ad impianti non energivori, semplificandone le procedure burocratiche; a ciò vanno aggiunti l’abbattimento dell’iva e l’aumento del credito d’imposta: la filiera del turismo è uno dei motori principali della nostra economia, la sua crisi rischia di diventare uno tsunami per l’intero paese”.

Redazione Cuoreeconomico
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