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09/10/2020

Turismo: la veneta Bi-Holiday fa il bilancio del 2020, stagione difesa grazie al "fattore Italia"

Da una parte il turista italiano che ha scelto la vacanza in casa, dall'altra la voglia dei lavoratori di salvare la stagione

Tempo di bilanci per la trevigiana Bi-Holiday, brand della galassia Biasuzzi Spa, che gestisce il Villaggio San Francesco a Caorle e il Bi-Village a Fasana in Croazia con il coordinamento del tour operator Bi-Booking. Una stagione 2020 difficilissima ma che alla prova dei fatti evidenzia che a salvare vacanze, posti di lavoro e parzialmente i bilanci, è stato il "fattore Italia". In primis la determinazione: "abbiamo appena chiuso una stagione, sia in Italia che in Croazia, che non esiterei definire complicata; non è stato facile decidere di gettare il cuore oltre l'ostacolo ed aprire senza sapere cosa sarebbe successo - sottolinea Ilenia Cherubin, Amministratore Delegato di Bi Booking e direttore Marketing and Sales del gruppo, al termine della riunione tenutasi oggi organizzata per stilare il bilancio del 2020 e discuter del 2021 - ma l'abbiamo fatto e siamo riusciti a difendere posti di lavoro offrendo una vacanza vera e sicura a ospiti che ci danno la loro fiducia da molti anni. Per loro la nostra gratitudine per la loro preferenza e fiducia che per il nostro Gruppo sanno diventare stimolo per migliorare stagione dopo stagione in termini di servizio e accoglienza. Abbiamo sentito molto forte il supporto, a livello locale, dell'Amministrazione comunale, meno a livello nazionale. Un esempio? Le tempistiche in relazione alle comunicazioni su cosa era possibile fare o non fare, in termini di protocolli sanitari; è stato davvero difficile fermare e riavviare le strutture in slot di tempo così brevi".

"Come italiani - prosegue Cherubin - siamo stati incredibili: come spesso accade, ci siamo salvati da soli. Due i fattori: da una parte la voglia di vacanza, che ci ha portato a gestire migliaia di prenotazioni appena terminato il lockdown; a giugno ci siamo trovati ad avere un inatteso boom di presenze, che poi si è replicato ad Agosto e a metà settembre. Dall'altra c'è stato un fortissimo fenomeno di auto responsabilizzazione dei nostri collaboratori che hanno fatto oltre l'inimmaginabile per poter aprire e gestire in sicurezza la struttura. Siamo grati a loro per questo sforzo, per la dedizione e l'impegno. Abbiamo poi investito sullo sport e su forme diverse di intrattenimento: bene il camp della Treviso Basket che ha portato i giocatori della squadra di A1 in ritiro qui da noi a Caorle; bene il weekend della Bic, l'evento di settembre dedicato ai coslpayer", bene “Straordinariamente” lo spazio dedicato alle eccellenze del Made in Italy che è diventato motivo di vacanza anzi direi contenuto della vacanza".

Sul fronte stranieri la riunione di bilancio do fine anno ha offerto spunti di riflessione sulla qualità delle strutture italiane rispetto a quello che c'è nel resto d'Europa; austriaci, tedeschi, olandesi, per una parte dell'anno hanno dovuto infatti fare le vacanze nel loro Paese ma appena hanno avuto il via libera sono tornati in Italia. Detto in parole semplici gli stranieri scelgono di mettersi in auto verso il Veneto per la tipologia evoluta delle strutture che abbiamo (oltre allo stile di vita e il clima): "si tratta di un valore sul quale dobbiamo lavorare. Se abbiamo chiuso una stagione che prima del Covid si preannunciava con presenze in crescita a due cifre ora dobbiamo imparare a prendere le misure con un mercato molto diverso; siamo passati dal 50% di stranieri e 50% di italiani all'avere l'80% di connazionali e stimiamo che questo potrebbe essere anche il mercato del 2021 sapendo che comunque il turista straniero non vede l'ora di tornare qui nel bel Veneto. Vuole tornare perché ci sono le strutture, ci sono i prezzi giusti e non ci sono i sovraffollamenti che hanno vissuto a casa loro con tutta una sequela di problematiche".

Più complessa la situazione in Croazia dove il bacino di utenza internazionale ha messo in difficoltà tutti i player "sul quel fronte dobbiamo ringraziare il nostro staff che ha fatto oltre l'impossibile per consentire l'apertura in sicurezza e offrire il massimo ma sappiamo di dover ripensare molte cose in un territorio dove è stato una anno difficile causa Covid. I numeri di presenze li sono stati minori, anche rispetto alle previsioni, ma questo in relazione all'andamento dell'epidemia e alle conseguenti azioni messe in atto a livello di Governo di quel territorio".  Anche in questo caso va sottolineato che l’interesse internazionale verso la Croazia è ancora molto alto "e di certo se tutti sapranno collaborare avrà modo di poter registrare nel prossimo biennio una grande consenso di pubblico".

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