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Veneto - Mobilità Green: gli investimenti e le nuove prospettive

Gli autoriparatori tra perdita di fatturato e svolta green - Mirko Antonello, Portavoce regionale Carrozzieri CNA Veneto: «Con il green dobbiamo imparare una nuova professionalità. Per guardare al cambiamento, necessari formazione e investimenti» - Massimo Fiorese, portavoce regionale Bus e CNN CNA Veneto: «I vantaggi dell’elettrico si vedono sul lungo periodo ma è una scelta che va fatta ora. Bisogna avere il coraggio di percorrere la via del cambiamento»

La transizione tra mobilità tradizionale e mobilità green corre veloce. La svolta è iniziata una decina di anni fa, ma la crisi che investe anche il settore degli autoriparatori ha costretto ad una ulteriore accelerata.

Con l’avvento delle auto elettriche cambiano le competenze e cambia anche il lavoro di assistenza nelle autofficine che devono investire, e soprattutto puntare, sulla Formazione.

«La pandemia ha rallentato anche il nostro settore – spiega Mirko Antonello, Portavoce regionale Carrozzieri CNA Veneto –. Oltre alle perdite dello scorso anno, già in questi primi mesi dell’anno il fatturato è ulteriormente calato del 25-30%.

I proprietari non fanno interventi sulle auto se non sono indispensabili e posticipano tutto, anche i tagliandi e le revisioni.

Ad esempio nell’autunno 2020 in molti non hanno nemmeno fatto il cambio stagionale delle gomme. Il ragionamento è sempre lo stesso: “Ci spostiamo poco”.

E così salta qualunque tipo di manutenzione. Ma proprio questi sono gli anni nei quali, grazie gli incentivi legati alla pandemia, la spinta verso la mobilità green è ancora più forte, e impone un cambio di mentalità e di modalità di lavoro.

Le auto elettriche richiedono conoscenze diverse e più approfondite: cambia il concetto del motore azionato da energia elettrica: per esempio, niente filtri, olio e lubrificanti.

Ecco che la formazione è la prima cosa: stiamo iniziando a riparare auto ibride e dobbiamo essere pronti per quando arrivano nelle nostre officine e carrozzerie.

Le case costruttrici e alcune reti di riparatori stanno già facendo formazione per i dipendenti: sono stati attivati vari corsi online (modalità consentita in questo momento) della durata media di una settimana. E anche tra i nostri clienti si inizia a notare interesse per la mobilità green, soprattutto in merito alla autonomia di chilometraggio.

La nostra sensazione è che il cambiamento andrà veloce, seppure rallentato dalla pandemia e dalle restrizioni che hanno fortemente impattato sull’utilizzo medio delle autovetture. Però contiamo molto sugli incentivi per risollevare il settore».

«La mobilità green è un cambiamento epocale – sottolinea Massimo Fiorese, portavoce regionale trasporto persone NCC Bus e CNA FITA Veneto –  e segna un importante cambio di passo.

E bisogna essere pronti a farlo. Per la mia azienda ho acquistato recentemente un autobus urbano totalmente elettrico (riscaldamento e raffreddamento compresi), una lunghezza di 12 metri e una capienza di 87 posti che sarà attivo su strada il mese prossimo, ad aprile.

Ha un’autonomia di 350 km, è  simile a un autobus a gasolio, con le stesse caratteristiche, ma la spesa d’acquisto è più impegnativa, (oltre 400 mila euro a vettura, il doppio del costo medio di un autobus normale).

Il vero vantaggio sta nei consumi, nella manutenzione e nel calcolo delle spese sul lungo periodo, considerando che la vita media di un autobus è di circa 15-20 anni e anche ipotizzando un cambio di batteria, alla lunga il risparmio con il mezzo elettrico è indubbio.

Ma questo tipo di investimento può essere una scelta più conveniente per una azienda di dimensioni più grandi. Ora attendiamo gli incentivi che arriveranno per l’elettrico: si parla infatti di decontribuzione per le accise sul costo dell’energia sull’autotrazione penalizzando il costo del gasolio.

Bisogna avere il coraggio dei cambiamenti – ribadisce Fiorese  – per comprendere che questa è la scelta ecologica per le generazioni che verranno.

Le batterie vengono recuperate al 100%: questo è il cambiamento.» «Anche il nostro comparto sta facendo investimenti verso l’elettrico – conclude Mirko Antonello – Portavoce Regionale Carrozzieri CNA Veneto –.

Le case automobilistiche già richiedono alcuni requisiti: colonnine di ricarica nel parcheggio clienti e in officina; ponte a due colonne senza traverso per avere lo spazio libero per togliere le batterie da sotto la vetture in riparazione. Un investimento totale di 10-15 mila euro.

Chi vuole guardare al futuro deve fare questi investimenti. Ci vorrà sempre la figura del meccanico, ma sarà un meccanico diverso.

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