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11/10/2020

Visco sul Corriere invita tutti a cambiare passo, ma commercianti, ristoratori e buona parte delle imprese temono un nuovo lockdown governativo

L’annuncio di queste ore di un nuovo DPCM del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta mettendo la classe imprenditoriale italiana di nuovo in subbuglio.

Non tanto perché tutti noi non ci rendiamo conto che il numero dei contagi sta aumentando (a dire il vero anche a fronte di un incremento quotidiano dei tamponi), ma perché il continuo rincorrersi di annunci catastrofici non contribuisce a rendere positivo l’umore di chi intraprende. Il Presidente del Consiglio, forse, non è consapevole del fatto che le imprese, i professionisti, i commercianti e i piccoli artigiani nella primavera-estate di quest’anno per poter reggere all’onda d’urto del Covid-19 hanno stretto la cinghia e molti di loro si sono dovuti ancora una volta indebitare. Molti di loro lo erano già ed ora sono al limite! Inoltre, dal punto di vista fiscale, la tregua dei pagamenti aveva dato loro una ‘boccata di ossigeno’. Boccata che dal 15 ottobre prossimo si esaurirà: sono in arrivo circa 9 milioni di cartelle esattoriali!

E’ in arrivo, pertanto, la tempesta perfetta: fisco, debiti e nuove avvisaglie di lockdown. Ritengo, invece, che ragionevolmente la cosa migliore sarebbe stata quella di annunciare di far rispettare rigorosamente le prescrizioni che possono difenderci dal Covid-19: distanziamento, mascherine e lavaggio delle mani, pena multe salatissime. Di contro, si sta preferendo il male peggiore: il terrorismo sanitario mediatico che inciderà sul Pil nazionale (si stima una flessione aggiuntiva del 3-4%) e che produrrà una moria immemorabile di PMI. Ma non per colpa del mercato, ma per la superficialità con cui si sono trascorsi i mesi estivi durante i quali tutti abbiamo potuto osservare le scorribande festaiole.  

Chi resisterà a questa nuova ondata della pandemia senza sussidi veri da parte del Governo e dell’Europa?
Solo nei mesi prossimi riusciremo a valutare la situazione. Personalmente sono sconcertato dal fatto che si siano tollerati gli assalti ai mezzi pubblici cittadini di queste ultime settimane per mancanza di corse aggiuntive di bus e metro, mentre ora si vogliono limitare bar, ristoranti, catering, feste private, convegni ed eventi (con il loro indotto).

E che fine faranno scuola e asili? Se queste sono le premesse, presto chiuderanno ritenendo che le lezioni on-line possano sostituire formazione e socialità. Una balla clamorosa! Insomma ancora una volta stiamo cercando di chiudere il recinto quando i buoi sono già quasi tutti usciti. E’ il male di questo Paese; il male di chi irresponsabilmente può mettere in discussione la sopravvivenza di intere filiere produttive, del know how, del saper fare di centinaia di migliaia di imprenditori. Di quel ‘Made in Italy’ così tanto apprezzato nel mondo e che rischia di essere fagocitato in poche settimane dalla cattiva globalizzazione!  

#dettofatto di Giovanni Giorgetti        

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