Seguici su:

‘Vorrei che ci fosse un maggiore rispetto in termini mondiali di quelli che sono i parametri etici e morali per realizzare un prodotto’. Giovanni Inghirami traccia le linee guida dei prossimi anni

(Giovanni Inghirami, Presidente Gruppo Inghirami Company)

Il Gruppo Inghirami Company è stato fondato nel 1949 a Sansepolcro da Fabio Inghirami, che si specializzò in una prima fase nella produzione di camicie, acquisendo ben presto una posizione di leadership nazionale e di primissimo rilievo a livello europeo.

Il settore abbigliamento è la somma di numerose esperienze, è cambiamento e stabilità insieme, è in definitiva una solida garanzia per la qualità e la dinamica dei prodotti e per la clientela.

Giovanni Inghirami è attualmente a capo dell’azienda che, come tante altre, ha sofferto il “Lockdown” dovuto al Covid – 19. Abbiamo ‘conversato’ con lui in questa intervista per ‘CUOREECONOMICO’.

Come si è affrontata questa pandemia?

‘Ingram, come tante altre industrie, ha dovuto un po’ fare i conti con una situazione improvvisa che sicuramente non ha giovato al settore dell’abbigliamento dove noi siamo tradizionalmente presenti.

Tuttavia abbiamo messo in essere delle decisioni strategiche per superare un momento che, spero, presto supereremo’.

Può farci qualche esempio? Dove state investendo?

‘Stiamo investendo molto sul “retail” diretto, credendo che il “retail” unito all’ “E-commerce” possa essere una importante sfida per il futuro.

Indubbiamente avere in mano la distribuzione finale è un fattore di successo e comunque ti permette di programmare al meglio anche tutto l’aspetto industriale legato alla produzione dell’abbigliamento’.

Un tempo Ingram era un marchio conosciuto in tutto il mondo per le prestigiose camicie, ora invece Ingram produce anche molto altro nel campo dell’ abbigliamento…

‘Negli anni, attraverso anche diverse acquisizioni, abbiamo acquisito aziende storiche del settore del “capo spalla” e quindi di tutto l’abbigliamento completo sia per uomo che per donna.

Oggi siamo in grado, come filiera, di produrre un “total look”, partendo in buona parte dai nostri tessuti, sui quali stiamo facendo degli studi molto importanti, perché riteniamo che il futuro sia anche in funzione degli aspetti tecnologici legati alla qualità delle materie prime che devono rispondere ad un mondo che sta cambiando’.

Lei ha parlato di camicie BIO, può essere più preciso? Di cosa si tratta?

‘Il mondo va sicuramente verso consumi più trasparenti, produzioni più etiche. Le importazioni che abbiamo visto fino ad oggi non tutte rispondono a quei requisiti etici, anche relativi al lavoro.

Questo secondo me è molto importante: non è solo decisivo sapere dove è stato realizzato quel prodotto, ma anche come è stato fatto ed in che condizioni.

Vorrei che al di là del mio settore, quello dell’abbigliamento, ci fosse un maggiore rispetto in termini mondiali di quelli che sono i parametri etici e morali per realizzare un prodotto.

In specifico i nostri prodotti ‘BIO’ si allineano con un diverso stile ed una diversa esigenza dei nostri consumatori, che sicuramente sono portati ad acquistare prodotti meno invasivi dal punto di vista dell’inquinamento.

Secondo me ci sarà un grande futuro per il settore BIO su prodotti tessili ed anche agroalimentari. Stiamo investendo e studiando in questo settore perché l’innovazione tecnologica sarà il successo per il futuro’.

In questo terribile periodo storico, con il Covid 19 che ha messo in ginocchio l’economia mondiale, come state tutelando i vostri dipendenti?

‘Abbiamo seguito un protocollo molto scrupoloso per mettere in sicurezza sia i nostri lavoratori che anche i visitatori esterni.

Tutto questo ha richiesto sforzi anche economici, ma credo sia prioritario pensare alla tutela della salute dei nostri lavoratori, poi tutto il resto si vedrà.

Si cercheranno rimedi e  strade per sistemare una situazione che vede tutti in difficoltà’.

È facile trovare i negozi monomarca Ingram in aeroporti e in grandi città. In futuro la vostra idea di vendita resterà questa?

‘La nostra idea è quella di ampliare sempre di più la catena dei nostri negozi sia direttamente che tramite affiliazioni.

Inoltre il nostro futuro sarà sicuramente nell’e-commerce, che però purtroppo ha messo in ginocchio tanti negozi, anche tradizionali, in questo periodo, in tutto il mondo.

Credo che questo si unisca ad un messaggio di unicità e trasparenza che risponde alle esigenze di un cambiamento verso un mondo che vuole essere sempre più vero e rispondente alla realtà’.

Un grande gruppo può pensare anche alle produzioni personalizzate su misura?

‘Noi su questo stiamo investendo molto considerando che il servizio su misura non è altro che la risposta ad una intima esigenza di ogni consumatore, che alla fine desidera avere un capo eseguito esclusivamente per lui.

Insomma non un abito o una camicia fatta per tutti ma una cosa intima e propria. Anche questo risponde ad un mondo in cui la personalizzazione dell’acquisto diverrà sempre più importante poiché ognuno di noi vuole essere considerato per quello che è e vuole essere lo stilista di se stesso’.  

Di Simone Santi

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
Per Info, Contatti e Collaborazioni, scrivere a: risorse@esg89.com
OPPURE https://www.esg89.it/it/opportunities.php