AGROALIMENTARE. Coldiretti, clima bollente e primizie in anticipo: la primavera 2025 porta un boom di ortaggi e frutta

L’arrivo della primavera 2025 porta con sé una sorpresa: i banchi dei mercati sono già colmi di primizie, dalle fave alle fragole, dagli asparagi ai carciofi romaneschi, fino a zucchine col fiore, agretti e piselli. Il motivo? Un inizio d’anno da record dal punto di vista climatico, con temperature superiori di 1,65 gradi rispetto alla media storica, come evidenziato da un’analisi di Coldiretti su dati Isac-Cnr.
Il 2025 è iniziato con il bimestre più caldo della storia d’Italia, caratterizzato da temperature insolitamente miti che hanno anticipato la maturazione di molti prodotti agricoli. Un fenomeno che segue un trend già evidente a gennaio, quando in molte regioni d’Italia sono fioriti mimose e mandorli con settimane di anticipo.
Ma se il clima primaverile regala abbondanza sui banchi del mercato, gli agricoltori sono preoccupati: il rischio di gelate improvvise potrebbe compromettere i raccolti e mettere a rischio il lavoro di un intero anno. Le piante, infatti, con temperature troppo alte in inverno, si sviluppano prima del previsto, diventando vulnerabili a possibili sbalzi termici.
L’anticipo delle primizie ha anche conseguenze dirette sui mercati: l’arrivo massiccio di ortaggi e frutta aumenta l’offerta, ma potrebbe creare problemi di sovrapproduzione e abbassare i prezzi per gli agricoltori. Inoltre, Coldiretti mette in guardia i consumatori: "Non tutti i prodotti presenti sugli scaffali sono realmente italiani".
Per evitare di acquistare frutta e verdura importata e spacciata per Made in Italy, l’associazione consiglia di controllare sempre l’etichetta, dove è obbligatoria l’indicazione dell’origine. Meglio ancora, suggerisce Coldiretti, acquistare direttamente dagli agricoltori, nelle aziende agricole o nei mercati di Campagna Amica, dove i prodotti sono garantiti e freschi, con una durata maggiore.
L’anticipo delle coltivazioni è solo uno dei tanti effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura italiana. Il settore deve adattarsi a stagioni sempre meno prevedibili e alla necessità di nuove strategie per proteggere le coltivazioni dagli eventi climatici estremi. Nel frattempo, la primavera 2025 si apre con una ricchezza di sapori e colori, un’occasione per i consumatori di gustare il meglio delle primizie italiane, ma con un occhio attento alla provenienza.
Claudia Boccucci
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