Agroalimentare italiano: i numeri, l’incidenza sul Pil e l’export del made in Italy

Il Focus che CUOREECONOMICO ha deciso di dedicare al comparto vuole coinvolgere gli stakeholder nazionali e dei territori per conoscere meglio il futuro di un settore così strategico per il ‘brand Italia’
20 miliardi di euro per rilanciare il comparto dell’agricoltura italiana: è l’accordo che Masaf, Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e Forestale e Cassa Depositi Prestiti hanno sottoscritto, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per rendere più competitivo il comparto.
Alla base dell’accordo c’è la volontà di promuovere politiche creditizie e sinergie destinate allo sviluppo del sistema agricolo, rurale e agroalimentare, potendo anche attingere risorse al PNRR.
Ma quanto vale oggi il comparto?
In termini di fatturato, secondo la Coldiretti il settore arriva a sfiorare i 600 miliardi di euro.
Dal punto di vista occupazionale, con oltre 1,5 milioni di lavoratori impiegati nel 2022 - ultima rilevazione disponibile - il settore si colloca al 7% del totale di tutto il mondo lavorativo nazionale, in controtendenza rispetto ad altri settori.
Agroalimentare italiano: quanto vale l’export
Per quanto riguarda l’export, nel 2023 il settore agroalimentare italiano ha raggiunto la quota di circa 60 miliardi di euro, un risultato storico mai raggiunto prima, in aumento di circa il 6% rispetto all’analogo dato del 2022. Di questi, 43,3 miliardi di euro si devono a prodotti trasformati dell’industria alimentare e poi quasi 22 miliardi a prodotti agricoli.
I prodotti di esportazione di maggiore importanza sono i vini in bottiglia, le paste alimentari, i prodotti della pasticceria e panetteria, il caffè e i formaggi, che insieme rappresentano più del 26% delle vendite all’estero nel 2023.
Germania, Francia e Stati Uniti sono le tre aree principali di esportazione, con una crescita significativa registrava verso Polonia e Croazia.
Tutto bene quindi?
Il settore manifesta anche delle storiche criticità come ad esempio l’eccessiva frammentazione delle imprese agricole e la scarsa produttività delle stesse.
Il settore si trova infatti solo al 14esimo posto in Europa per ricavi medi delle imprese e al 15esimo per produttività.
Inflazione energetica, aumento dei costi delle materie prime e carenza di manodopera sono tra le zavorre che tengono il settore, cruciale per la nostra economia, sotto scacco.
Il Focus che CUOREECONOMICO ha deciso di dedicare al comparto vuole approfondire queste tematiche insieme ai tanti stakeholder nazionali e dei territori per conoscere meglio il futuro di un settore così strategico per il ‘brand Italia’.
Redazione Cuoreeconomico
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