AGROALIMENTARE. Made in Tuscany a tavola: export da record, ma cresce la minaccia dei dazi USA

Il 2024 si chiude con un successo storico per l’agroalimentare toscano: il valore dell’export raggiunge quasi 4 miliardi di euro, segnando un +16% rispetto all’anno precedente. Lo confermano i dati Istat analizzati da Coldiretti Toscana, che evidenziano un boom di vendite negli Stati Uniti, ma con un’ombra all’orizzonte: i nuovi dazi minacciati dall’amministrazione Trump potrebbero frenare la crescita
L’Europa resta il principale mercato per i prodotti regionali, con il 50% delle esportazioni, ma sono gli USA il primo acquirente di vino e olio, che rappresentano il 90% del valore esportato oltre oceano. Il settore dell’olio ha registrato un’impennata del 42% in un solo anno, raggiungendo 1,4 miliardi di euro, mentre il vino ha toccato quota 1,2 miliardi (+8,7%).
Negli ultimi dieci anni, le esportazioni toscane negli USA sono cresciute di un incredibile +128%, un ritmo addirittura superiore a quello registrato tra i paesi UE (+88%). Tuttavia, questa corsa potrebbe essere stata accelerata dal timore dei nuovi dazi: “Gli importatori americani si stanno affrettando a rifornirsi per evitare un possibile rincaro”, spiega Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana.
Se le tariffe doganali aumentassero, a beneficiarne potrebbe essere il fake Made in Italy, già molto diffuso negli Stati Uniti. Oggi, il 90% dei formaggi di tipo italiano venduti in America è prodotto in Wisconsin, California e New York, mentre sugli scaffali si trovano imitazioni di eccellenze toscane come “Tuscany Sun” per l’olio e “Salame Tuscana” per i salumi.
Cesani lancia l’allarme: “Trump rischia un doppio autogol: far pagare di più i prodotti italiani ai consumatori americani e favorire la contraffazione”. Un fenomeno che non solo danneggia le imprese toscane, ma allontana gli americani da un modello alimentare sano e autentico.
Nonostante la crescita negli USA, l’Unione Europea rimane la destinazione principale del Made in Tuscany, con un valore di 1,9 miliardi di euro (47% del totale). Germania, Francia e Paesi Bassi assorbono metà dell’export europeo, mentre il Regno Unito e il Canada restano partner commerciali importanti, con crescite rispettivamente del +7% e +5%.
Preoccupa invece l’accordo di libero scambio tra UE e i paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), che potrebbe favorire l’ingresso di prodotti a basso costo, con standard qualitativi e di sicurezza inferiori a quelli europei. “Prima di aprire i mercati, servono garanzie su qualità e sicurezza alimentare”, avverte Cesani, pronta a difendere i 90 prodotti a indicazione geografica della Toscana in ogni sede, anche a Bruxelles.
L’export toscano è in piena crescita, ma le sfide non mancano: dalla difesa del Made in Italy autentico alla protezione dai dazi e dalla concorrenza sleale. Coldiretti Toscana chiede al Governo e all’UE misure di tutela forti, perché il successo del cibo toscano nel mondo non venga compromesso da politiche commerciali sfavorevoli.
Claudia Boccucci
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