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27/11/2022

Agroalimentare, Prandini (Coldiretti): "Progetti di filiera, il settore è pronto ad investire. Ma servono infrastrutture"

Il presidente della Confederazione al Forum dell'Agricoltura: "Necessario lavorare tutti insieme per recuperare la sovranità alimentare. Il primo passo però è un lavoro su invasi, burocrazia ed infrastrutture, per colmare il gap  con gli altri Paesi"

"Gli agricoltori italiani sono oggi pronti a coltivare un milione di ettari in più per garantire la sovranità alimentare del Paese, ridurre la dipendenza dall’estero e rassicurare quel 51% di cittadini che ha paura che il cibo non arrivi più sulle tavole a causa degli sconvolgimenti globali legati alla guerra secondo il Censis".

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti ha presentato al Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione a Roma il piano elaborato dalla confederazione per aumentare la superficie agricola coltivata e invertire una tendenza che nel giro degli ultimi cinquant’anni ha visto scomparire un campo agricolo su tre.

Un crollo della capacità produttiva che ha aumentato drasticamente gli arrivi di prodotti alimentari dall’estero, con un incremento - secondo il Centro Studi Divulga - del 30% dei primi otto mesi del 2022, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

Il risultato è che oggi l’Italia è dipendente ed è costretta ad importare i 3/4 (73%) della soia, il 64% della carne di pecora, il 62% del grano tenero, il 53% della carne bovina, il 46% del mais, il 38% della carne di maiale e i salumi, il 36% dell’orzo, il 35% del grano duro per la pasta e il 34% dei semi di girasole, del 16% per latte e formaggi.

Scelte strutturali per disegnare il futuro

Pandemia e guerra hanno dimostrato come sia necessario un ritorno graduale alla produzione interna, rilanciando gli strumenti europei e nazionali che assicurino la sovranità alimentare come cardine strategico per la sicurezza: "Ma ciò sarà possibile - ha aggiunto Prandini - solo attraverso interventi urgenti e scelte strutturali.

La spinta ad incrementare la produzione nazionale per garantire al Paese cibo di qualità, sostenibile e al giusto prezzo viene peraltro dagli stessi cittadini italiani con l’88% che chiede di aumentare gli investimenti pubblici in agricoltura e che il 93% che vorrebbe fosse incrementata la produzione nazionale di prodotti agricoli".

 Lavorare su infrastrutture ed invasi

"Il primo passo nella strada del recupero della capacità produttiva è - ha precisato Prandini - lavorare sulle infrastrutture e in particolare sul sistema degli invasi artificiali, con la realizzazione di oltre 220 invasi (laghetti artificiali) che darà la possibilità di rendere irrigui quasi 500.000 ettari.

I laghetti consentirebbero peraltro di produrre energia da fonti rinnovabili, sia attraverso la realizzazione di circa 350 impianti fotovoltaici galleggianti, sia attraverso il processo di produzione idroelettrico. In totale 7 milioni di megawattora all’anno.

Per recuperare terre fertili è poi necessario - ha continuato Prandini - promuovere processi innovativi di affidamento e gestione dei campi abbandonati o in fase di abbandono per altri 500.000 ettari.

Un piano combinato che porterebbe un incremento del valore aggiunto agricolo per circa 3 miliardi di euro con la creazione di 200.000 nuovi occupati in agricoltura, secondo le previsioni Coldiretti".

"Per ridurre la dipendenza energetica e alimentare dall’estero l’Italia non può fare a meno del Pnrr, dove serve il massimo impegno di tutti per non rischiare di perdere quella che è un’occasione irripetibile.

Pensiamo all’importanza dei contratti di filiera ma serve anche - ha spiegato il presidente della Coldiretti - investire sulla digitalizzazione con lo sviluppo di applicazioni di agricoltura di precisione, dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla riduzione al minimo dell’impatto ambientale con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e sul consumo di carburanti.

In tale ottica è importante anche accelerare sul riconoscimento del ruolo delle nuove tecniche di evoluzione assistita (Nbt) per investire sulla genetica green capace di tutelare l’ambiente, proteggere le produzioni agricole con meno pesticidi e difendere il patrimonio di biodiversità".

"Occorre infine agire sui ritardi strutturali della logistica e sbloccare - ha continua Prandini - tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo, superando il gap che ci separa dagli altri Paesi.

Un passo fondamentale per una ulteriore crescita delle esportazioni, necessaria a soddisfare una “fame” di italianità nel mondo che troppo spesso è oggi “coperta” dal fenomeno dell’italian sounding, i prodotti tricolori taroccati il cui valore - ha concluso il presidente di Coldiretti - ha raggiunto la cifra astronomica di 120 miliardi di euro".

Un piano di filiera per lanciare il settore

Nel frattempo Coldiretti ha annunciato, proprio al forum nazionale per l'agricoltura, di aver presentato nell'ambito del Pnrr  progetti di filiera per oltre 1 miliardo di euro di investimenti dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura con più di 50 progettualità e migliaia di agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione, università e centri di ricerca coinvolti. 

"I contratti di filiera - ha spiegato Prandini - sono importanti per raggiungere l’obiettivo della sovranità alimentare con l’aumento della produzione Made in Italy, la riduzione della dipendenza dall’estero e la fornitura di prodotti alimentari nazionali di alta qualità, sicuri e al giusto prezzo.

Il settore agricolo può contribuire positivamente alla realizzazione del Pnrr con la partecipazione alle misure parco agrisolare, agrifotovoltaico e biogas e biometano per la quale si attende il decreto attuativo e l’apertura dell’accesso agli incentivi e si chiede vengano valorizzati gli impianti agricoli per favorire una piena economia circolare.

È importante a questo proposito procedere con i nuovi bandi sulle misure del Parco agrisolare dopo l’aggiornamento dei regimi di aiuto e delle relative soglie di intervento autorizzate".

Efficientamento e meno burocrazia: le richieste di Coldiretti

"Di interesse agricolo anche le misura sulle infrastrutture irrigue, sull’innovazione e meccanizzazione agricola e sulla logistica dove è urgente intervenire – ha detto Prandini – per ridurre il gap competitivo delle nostre imprese sui mercati esteri.

Ma è necessario – ha continuato Prandini – potenziare le strutture amministrative competenti assicurando l’efficienza e l’efficacia dell’azione della pubblica amministrazione e semplificare il più possibile i decreti attuativi delle diverse misure, anche per affrontare il continuo incremento dei costi, come è pure importante poter avere delle tempistiche adeguate per la partecipazione ai bandi.

È anche strategico poter consentire il cumulo fino al 100% delle spese che rientrano nel credito d’imposta 4.0 con gli incentivi Pnrr, possibilità oggi limitata da indicazioni del Ministero dell’economia e delle finanze, ed è inoltre fondamentale estendere al 31 dicembre 2023 il termine per usufruire del credito di imposta 4.0 e contestualmente scongiurare la riduzione della percentuale del 40% per il 2023".

Redazione Cuoreeconomico
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