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24/07/2023

Al via "AgriHub Basilicata", la filiera agricola per creare energia alternativa dai semi

Il progetto prevede la trasformazione delle sementi in olio vegetale da utilizzare a fini energetici e nasce da una intesa fra Eni e Alsia. L'assessore regionale alle politiche agricole Galella: "Daremo così un’opportunità importante ai nostri agricoltori per tornare a investire sui propri terreni affiancando un’altra produzione a quelle esistenti"

Nascerà in Basilicata uno stabilimento Eni dove produrre bioolio da semi oleoginosi coltivati nella regione. Ha preso il via nei giorni scorsi ‘Agri Hub Basilicata’, un progetto che punta alla creazione di una filiera agricola lucana per la produzione di semi da trasformare in olio vegetale a fini energetici.

Agri hub Basilicata” scaturisce da una convenzione firmata nei giorni scorsi tra l’Alsia (l'agenzia lucana per lo sviluppo in agricoltura) e la compagnia petrolifera. “Grazie ai nuovi accordi e al fondo delle compensazioni ambientali continuiamo a investire in progetti no oil.

Stiamo facendo i primi passi in una Basilicata che prima o poi sarà senza petrolio e che deve avere altri settori sui quali puntare. Uno di questi – ha spiegato l’assessore regionale alle politiche agricole, Alessandro Galella, presentando l’iniziativa alla stampa – riguarda proprio l’agricoltura.

Daremo così un’opportunità importante ai nostri agricoltori per tornare a investire sui propri terreni affiancando un’altra produzione a quelle esistenti. Non ci sarà sovrapposizione né competizione con la filiera alimentare.

Gli imprenditori agricoli non saranno costretti ad abbandonare le colture tradizionali, anzi potranno recuperare i terreni degradati, abbandonati, contaminati o più generalmente non utilizzabili per produzioni alimentari avendo un acquirente sicuro”.

Le fasi del progetto e i benefici per il territorio

Il progetto si svilupperà in due fasi. La prima servirà a valutare tramite metodologia phenotyping e nella messa a terra le sementi fornite da Eni considerate più promettenti e adatte per il territorio: girasole, cartamo, ricino, colza e camelina.

Le prove saranno effettuate su 26 varietà di queste specie in circa 10 ettari di terreno messi a disposizione nelle tre aziende sperimentali dell’Alsia: “Pantanello” di Metaponto, “Gaudiano” di Lavello e “Pantano” di Pignola.

Nella seconda, dimostrativa, i risultati ottenuti saranno trasferiti nelle aziende agricole lucane, reputate idonee per le loro caratteristiche, che avranno dato la loro disponibilità.

E’ un progetto – ha affermato il direttore generale dell’Alsia, Aniello Crescenziche può dare un input alla crescita del reddito dei nostri agricoltori, allo sviluppo delle imprese sul nostro territorio e al miglioramento della qualità dei terreni.

Una squadra di nostri tecnici seguirà l’andamento della sperimentazione e un comitato tecnico verificherà le procedure. L’investimento è importante, il finanziamento dell’Eni cuba circa 500 mila euro. Per l’agricoltura lucana è un’occasione imperdibile”.

Redazione Cuoreeconomico
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