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22/11/2023

Alleruzzo (Legacoop Marche): “Pmi schiacciate da inflazione e poche banche, preoccupano i ritardi nel Pnrr”

(Gianfranco Alleruzzo, presidente di Legacoop Marche)

Il numero uno della cooperazione marchigiana: “La chiusura delle filiali favorisce sicuramente le grandi realtà a scapito delle più piccole e questo lede il tessuto imprenditoriale del territorio. La Regione sta lavorando bene sulle infrastrutture, ma occorre evitare che vada persa l’occasione di modernizzare il Paese semplificando al massimo le procedure. Pesaro 2024 sarà occasione per tutte le Marche”

La chiusura degli sportelli bancari non  rappresenta solo una trasformazione dei servizi, ma aumenta la difficoltà delle imprese accedere al credito e nelle Marche quasi 4200 imprese si trovano in comuni dove non ci sono filiali.

Ci preoccupa la riduzione degli sportelli nelle nostre comunità perché  va di pari passo con la modifica dei criteri di accesso al credito, anche per le piccole e medie imprese cooperative”, dice Gianfranco Alleruzzo, presidente di Legacoop Marche.

“La tendenza a livello europeo - continua - è quella di attuare norme per le imprese maggiormente strutturate e di grandi dimensioni. Questo problema rappresenta un punto di preoccupazione per l’Italia e per le Marche dove c’è un tessuto imprenditoriale fatto di piccole e microimprese, che hanno diffuso ricchezza e lavoro”.

Presidente, restando sul tema dei rapporti con le banche, che effetti ha dato l’aumento del costo del denaro?

L’aumento del costo del denaro ha impattato sui bilanci delle cooperative che già erano stati colpiti dalla pandemia e dall’aumento del costo dell’energia. Questi aumenti dei costi per i servizi del debito non potranno essere sopportati a lungo, tanto che già oggi si sta assistendo a una congelamento degli investimenti programmati”. 

Dopo il sì al pagamento della terza rata del Pnrr vi sentite più rassicurati?

No, ma non a causa del pessimismo, bensì perché partecipiamo attivamente ad alcuni progetti del Pnrr e non possiamo che constatare la difficoltà che questi hanno nel procedere.

Non si tratta di cattività volontà da parte delle Pubbliche Amministrazioni, ma di condizioni che determinano il continuo allungarsi dei tempi. Questo ci preoccupa perché il 2026 è dietro l’angolo”.

Che giudizio dà alla Manovra del Governo?

Sulla riduzione del cuneo fiscale per tutto il 2024 il nostro giudizio è positivo, ma evidenziamo alcuni punti critici come l’impatto negativo sulle pensioni, l’aumento dell’Iva su alcuni prodotti, la riduzione delle risorse per ricerca e sviluppo, l’assenza di misure per le imprese e l’erogazione di risorse insufficienti per il welfare, in particolare la sanità.

Ritengo però che dopo le crisi che abbiamo attraversato in questi ultimi anni serva una politica strategica verso quale futuro si sta cercando di andare, evitando così di dar l’impressione di rispondere a singoli temi senza un disegno generale”.

Pensa che la mancata entrata delle Marche nella Zes sia un’occasione persa per lo sviluppo?

Si, è un’occasione persa per il territorio. Se fosse stata istituita avremmo avuto impatti positivi su una Regione che, negli ultimi anni, ha molto sofferto le conseguenze delle crisi, a cominciare da quella finanziaria del 2007/2011”.

Vi convince il Piano delle infrastrutture della Regione?

Noi riteniamo che il progetto strategico per le infrastrutture sia un importante volano per la crescita economica e sociale della nostra regione.

Si tratta di un’occasione unica, resa possibile dalle risorse del Pnrr, che speriamo non venga mancata a causa dei rischi legati alla complessità dei processi di realizzazione che richiedono il coordinamento di amministrazioni locali, regionali e nazionali”.

A questo proposito per Pesaro 2024 capitale italiana della cultura, la Regione e i comuni si tanno muovendo nella giusta direzione?

Si, abbiamo particolarmente apprezzato la scelta del Comune di Pesaro di aprire a tutti i comuni della Provincia, trasformando questo evento in una grande opportunità per il territorio provinciale e per l’intera Regione.

Un evento straordinario per l’anno ormai alle porte e di cui dovremmo essere bravi a cogliere i frutti sul piano culturale, economico e sociale in una prospettiva di medio - lungo periodo.

Voglio sottolineare che Legacoop e tutto il movimento cooperativo che opera in quei territori parteciperà attivamente organizzando eventi per offrire l’occasione di toccare con mano la cultura cooperativa che queste comunità hanno prodotto”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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