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07/11/2023

Alluvione, danni per 50 milioni nelle campagne. E molte imprese artigiane rischiano di chiudere

Prima stima delle conseguenze degli eventi sismici. Coldiretti: "Il quadro che emerge è di un territorio fragile che deve impegnarsi di più per affrontare un futuro dove gli eventi estremi saranno sempre più frequenti. Oggi non siamo preparati per questa prospettiva". Cna Toscana Centro: "Danni agli impianti che hanno bloccato interi pezzi di filiera, con immaginabili rallentamenti di tutto il ciclo produttivo"

Almeno 50 milioni di euro di danni nelle campagne a causa della tempesta Ciaran che ha ferito un migliaio di imprese agricole tra le province di Prato, Pistoia, Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Siena e Grosseto. Più della metà dei danni sono imputabili al settore vivaistico pistoiese.

E’ la prima stima di Coldiretti Toscana in seguito all’eccezionale perturbazione con terreni e vivai finiti sotto oltre un metro di acqua, stalle, fienili e serre scoperchiate, trattori nel fango, alberi da frutto e olivi spezzati ma anche strade e vie rurali colpite da frane e smottamenti.

Ulteriore colpo dopo eventi di Maggio

Si tratta di una stima ancora approssimativa ed in continuo aggiornamento che tiene conto dei danni diretti e visibili alle strutture agricole come serre, capannoni, magazzini, mezzi, attrezzature, fattori produttivi (concimi, semi etc) e produzioni perse o danneggiate.

E’ un bilancio ancora una volta pesantissimo per la nostra agricoltura che già a maggio, con l’alluvione nell’Alto Mugello, ha pagato un prezzo molto alto per i cambiamenti climatici.

Una parte degli effetti di quell’evento meteorologico che ha innescato centinaia di frane e distacchi possiamo vederli solo oggi, a distanza di molti mesi, per colture importanti per esempio come la castanicoltura. – analizza Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana – E sarà così anche per questa calamità.

Una parte dei danni dovuti agli allagamenti in seguito alle esondazioni di torrenti e corsi d’acqua che hanno portato nei terreni già seminati e nelle serre fango ed acqua potremo valutarli solo più avanti. La stima è destinata con probabilità a salire.

Il quadro che emerge è di un territorio fragile che deve impegnarsi di più per affrontare un futuro dove gli eventi estremi saranno sempre più frequenti. Oggi non siamo preparati per questa prospettiva e l’agricoltura è uno dei settori più esposti a questi rischi”. 

Coldiretti Toscana ha particolarmente apprezzato la rapidità con cui la Regione Toscana ha dichiarato lo stato di emergenza regionale e del Governo nel nominare il Governatore Giani commissario straordinario e nel mettere a disposizione le prime risorse per reagire ad una calamità naturale che ha messo in ginocchio intere città e seminato morte e distruzione.

Sono decine i trattori degli agricoltori impegnati, sin dal primo momento, per liberare le strade dai detriti e svuotare le strade dall’acqua così come gli uffici di Coldiretti nel fornire tutta l’assistenza necessaria alle imprese agricole.

Un ringraziamento davvero speciale va a tutti i soccorritori. – conclude la Presidente Cesani – La Toscana ha dimostrato ancora una volta una straordinaria solidarietà e spirito di unione che ci farà superare presto anche questo drammatico momento”.

Danni ingenti anche per le imprese toscane

Non va meno bene alle imprese artigiane. Sono centinaia, nelle stime di Cna Toscana Centro quelle invase dall’acqua tra Prato e Pistoia, con danni stimati per almeno 500 milioni di euro, impianti irrecuperabili o fuori uso, la produzione che fa i conti con uno stop di mesi per poter riportare la situazione alla normalità e un sistema economico che rischia di ritrovarsi in  ginocchio

Il presidente Bettazzi parla chiaramente di “un pauroso shock che ha colpito il territorio e che influirà molto negativamente sull’andamento economico di tutto il territorio, dove saranno migliaia le imprese che potrebbero non riaprire se non saranno supportate tempestivamente dalle misure di ristoro messe in campo dal Governo e dalle amministrazioni regionali e locali.

A preoccupare sono soprattutto i danni agli impianti che hanno bloccato interi pezzi di filiera, con immaginabili rallentamenti di tutto il ciclo produttivo, e che vanno ad aggravare una situazione economica generale già precaria per la corsa inflazionistica e l’aumento vertiginoso dei costi energetici e delle materie prime.

Ora abbiamo urgente bisogno di risorse immediate per imprese e famiglie, di uno snellimento delle procedure per accedere a queste risorse e di tempi celeri, perché il tempo può far la differenza nella ripartenza della vita economica e sociale.

In una fase come questa, ci deve essere una Toscana unita e compatta, non esistono le contrapposizioni politiche ma dobbiamo lavorare tutti insieme per far ripartire l’economia e rialzarci da questa catastrofe”.

Redazione Cuoreeconomico
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