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22/05/2023

Alluvione, il grido degli agricoltori: rivedere il Pnrr e aiuti subito

(Massimiliano Giansanti e Ettore Prandini)

Le associazioni di categoria si mobilitano dopo i gravi danni al settore causati dall'alluvione. Confagricoltura: "Le risorse ci sono, bisogna intervenire rapidamente". Coldiretti: "Strumenti ordinari non sufficienti"

Aiuti per la filiera dell'agroalimentare emiliano-romagnolo, devastato dagli alluvioni. La richiesta arriva dalle associazioni di categoria. Confagricoltura in particolare.

Secondo le stime elaborate dalla Confagricoltura regionale, i danni ammontano a non meno di 6000 euro ad ettaro per i seminativi e a 32.000 per i frutteti. Non va dimenticato che l’agricoltura emiliano-romagnola è ai primissimi posti in Italia per valore aggiunto e vendite all’estero.

Coldiretti segnala invece almeno 400 chili di grano persi nei terreni allagati, dai quali si ottiene circa un terzo della produzione nazionale, mentre il raccolto della frutta sarà compromesso per i prossimi quattro o cinque anni perché l’acqua rimasta nei frutteti ha “soffocato” le radici degli alberi fino a farle marcire con la necessità di espiantare e poi reimpiantare intere piantagioni.

Sono oltre 5000 le aziende devastate  con animali affogati in Romagna, una delle aree più agricole del Paese con una produzione lorda vendibile di circa 1,5 miliardi di euro all’anno che moltiplica lungo la filiera grazie ad un indotto di avanguardia, privato e cooperativo, nella trasformazione e distribuzione alimentare che è stato fortemente compromesso.

Gli eventi climatici eccezionali e ravvicinati vanno messi in relazione con il cambiamento climatico. C’è però da chiedersi se le conseguenze per popolazioni e imprese avrebbero potuto essere minori. 

Per quanto riguarda la siccità, da anni l’ISTAT segnala che oltre il 40% dell’acqua immessa nel sistema idrico (in tutto 8 miliardi di metri cubi) va sprecata. La cura e la manutenzione del territorio sono insufficienti a causa della pluriennale riduzione degli stanziamenti pubblici. 

I dati elaborati dal Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (indicano che, dal 2006 al 2021, l’Italia ha perso 1.153 chilometri quadrati di suolo naturale, principalmente per l’espansione urbana.

Di conseguenza, è aumentato il rischio di allagamenti, mentre sono diminuite le aree verdi e i servizi eco-sistemici. Il danno economico è stato stimato in 8 miliardi di euro l’anno.

Confagricoltura richiama il Governo

Secondo Confagricoltura "Dall’Emilia Romagna e dalle Marche arriva forte e chiaro il messaggio che occorre cambiare rotta, e con urgenza, per migliorare la condizione del territorio e delle strutture.

A differenza del passato, le risorse finanziarie non mancano: il primo segnale deve arrivare dalla revisione in corso del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza".

Coldiretti: aiuti subito

Nel ricordare che con la filiera rovinata, sono a rischio a che 50000 lavoratori, Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini sottolinea invece come  “Serve garantire l’arrivo degli aiuti nel minor tempo possibile e dare a queste zone martoriate la possibilità di riparare i danni e ripartire con la nomina di un Commissario alla ricostruzione come fatto ai tempi del terremoto.

Gli strumenti ordinari di intervento vanno attivati quanto prima, ma non sono sufficienti a garantire il salvataggio e la continuità delle filiere agricole del territorio colpito”.

Redazione Cuoreeconomico
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