Alluvione in Emilia-Romagna, Cia: "Subito legislazione d'emergenza come nel 2012"

(Cristiano Fini, presidente Cia-Agricoltori Italiani)
L'appello al Governo del presidente nazionale Fini e di quello regionale Francia: "Molti agricoltori non hanno neppure acqua potabile e corrente elettrica. Sono oltre 250 i dissesti in atto nell’Appennino e 14 i fiumi e torrenti esondati che stanno letteralmente liquefacendo i terreni"
"Intervenire subito con legislazione d’emergenza come per il terremoto in Romagna del 2012, danni incalcolabili all’agricoltura regionale”.
Questa la richiesta di Cia-Agricoltori Italiani che di fronte a un tale scenario devastante ritiene ci siano le condizioni per attivare procedure urgenti.
“Devono essere svincolate dai normali iter legislativi – dichiara il presidente nazionale Cia, Cristiano Fini – al fine di intervenire immediatamente nei 23 Comuni dell’Emilia Romagna colpiti da questa eccezionale calamità”.
Centinaia di case isolate, 14 fiumi esondati e oltre 250 fra frane e smottamenti sull’Appennino che mettono in pericolo centinaia di migliaia di abitanti.
“Le esondazioni stanno letteralmente liquefacendo i terreni, già pregni di acqua – ribadisce Fini – con danni incalcolabili a colture, infrastrutture produttive e alle abitazioni civili e rurali.
Subito, dunque, una legge speciale urgente e nel frattempo si attivino interventi collaterali a supporto di famiglie e imprese, come la sospensione di mutui e bollette”.
Fini aveva già rivolto un appello, contenuto in una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in cui era stato sollecitato un Decreto legge speciale “per fronteggiare, in tempi rapidi e con strumenti eccezionali, la situazione di straordinaria difficoltà dell’Emilia Romagna”.
“Molti agricoltori non hanno neppure acqua potabile e corrente elettrica – aggiunge Fini – perché le condutture sono state tranciate dalle frane e abbiamo difficoltà ad abbeverare gli animali”.
“L’intensità della pioggia (in alcune aree sono stati superati complessivamente i 400 millimetri in 4 giornate di pioggia, a fronte di una piovosità annuale media di 700 millimentri) è stata tale “che il danno economico ed ambientale sarà molto difficile da recuperare”, conclude Fini.
Il grido d'allarme anche dall'Emilia-Romagna
Identiche parole arrivano dal presidente regionale dell'Emilia Romagna di Cia Stefano Francia: Di fronte ad uno scenario devastante per la popolazione e le aree rurali ritiene che vi siano le condizioni per attivare tutte le procedure urgenti “svincolate dai normali iter legislativi – osserva Stefano Francia, presidente di Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna - al fine di intervenire immediatamente per ripristinare un territorio mai attraversato da una simile calamità che sta interessando ben 23 Comuni dell’Emilia Romagna”.
"Decine di case isolate in montagna e in collina, frane e smottamenti che mettono in pericolo e rendono difficile il transito ad abitanti.
Sono oltre 250 i dissesti in atto nell’Appennino e 14 i fiumi e torrenti esondati “che stanno letteralmente liquefacendo i terreni, già pregni di acqua – dice Francia – con danni ingenti incalcolabili a colture ed alle infrastrutture produttive, abitazioni civili e rurali.
Subito quindi una legge speciale urgente – prosegue – e nel frattempo si attivino interventi collaterali a supporto di famiglie e imprese, come la sospensione di mutui e bollette”.
Redazione Cuoreeconomico
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