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16/11/2023

Alluvione Toscana lavoratori e imprese insieme in un fondo per la popolazione colpita

(Eugenio Giani, presidente Regione Toscana)

Liberamente i lavoratori potranno infatti scegliere di devolvere al fondo di intervento per la popolazione toscana un’ora del loro lavoro; e liberamente le aziende potranno aggiungere, di tasca propria, altrettanto. Giani (Regione Toscana): "Somme saranno supporto e  sostegno a famiglie ed imprese”. Recce (Cisl): "Verrà il tempo di cercare le responsabilità, ma ora dobbiamo lavorare tutti assieme: la situazione è ancora grave”

Un’ora di lavoro per gli alluvionati. E’ l’iniziativa di solidarietà, dopo gli eventi del 2, 3 e novembre che hanno colpito la Toscana, promossa dal comitato di garanzia, ovvero il gruppo di consultazione che affianca l’ufficio del commissario per l’emergenza (e presidente della Regione) Eugenio Giani e dove siedono, tra gli altri, rappresentanti dei sindacati, delle associazioni datoriali, imprenditoriali, artigianali e del mondo cooperativo, nonchè di Anci e Upi Toscana (ovvero Comuni e Province).

L’accordo è stato siglato dalle categorie economiche e sociali e si fonda sull’adesione volontaria. Liberamente i lavoratori potranno infatti scegliere di devolvere al fondo di intervento per la popolazione toscana un’ora del loro lavoro; e liberamente le aziende potranno aggiungere, di tasca propria, altrettanto.

L’iniziativa interessa non solo i lavoratori del settore privato ma anche quelli del pubblico: è esteso infatti ai dipendenti di Regione Toscana, Anci, Upi e Cispel, ovvero il consorzio delle società partecipate dei servizi pubblici.

Le parti sociali che hanno sottoscritto l’accordo hanno concordato di raccogliere i fondi tramite il conto corrente Iban IT71B0503411701000000003341 intestato a Regione Toscana, causale Emergenza alluvione, già attivato dall’ente nell’ambito della campagna “Aiutiamo la Toscana”.

Una raccolta fondi per la ripartenza

Decideremo tutti insieme come utilizzare questi fondi – spiega il presidente della Toscana e commissario per l’emergenza, Eugenio Giani – Certo non serviranno per le somme urgenze: a quelle provvederemo con gli investimenti pubblici. Queste risorse saranno invece destinate al  supporto e al sostegno a famiglie ed imprese”.

Hanno apposto la firma – oltre a Regione, Anci Toscana, Upi Toscana e  Cispel – le associazioni regionali di Confindustria, Confapi, Casa Artigiani, Confartigianato, Cna, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Associazione generale cooperative italiane,  Confcooperative, Legacoop, Confcommercio e Confesercenti, assieme ai sindacati toscani di Cgil, Cisl e Uil. 

Sono sessantadue – spiega Giani a margine della firma dell’accordo – i comuni delle cinque province inserite nella dichiarazione di emergenza, ovvero Firenze, Prato, Pistoia, Pisa e Livorno, che hanno avuto i maggiori danni. Li abbiamo identificati oggi.

Le amministrazioni comunali dovranno adesso attivare la ricognizione dei danneggiamenti subiti dalle persone, dalle imprese ma anche dai beni pubblici e le strutture idrauliche anche”. 

Ci sono territori – aggiunge – dove ci sono state piogge che capitano una volta ogni quattrocento anni. Si è trattato dunque di eventi eccezionali”.

Giani si augura che presto anche le province di Lucca e Massa Carrara vengano inserite nella dichiazione di emergenza.

Le parole di Ciro Recce (Cisl Toscana)

Bene l’accordo firmato con la Regione e le associazione datoriali. Questo è il momento della solidarietà, dell’impegno per venire incontro ai lavoratori, alle famiglie e alle aziende così gravemente colpite”.

Lo ha detto il segretario generale Cisl Toscana, Ciro Recce, stamani in Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze, insieme alle categorie economiche e sociali, per la presentazione del Fondo di intervento per le popolazioni alluvionate della Toscana.

La situazione nelle zone alluvionate – ha aggiunto Recce – è ancora grave e purtroppo in tanti sembrano più impegnati a cercare responsabilità per quanto successo che ad aiutare chi ha bisogno.

Quando questa fase sarà passata, verrà il momento di cercare e individuare eventuali responsabilità, di persone e istituzioni, per non aver fatto tutto quanto in loro potere per la messa in sicurezza del territorio; ma ora lavoriamo tutti insieme per far sì che esca da questa difficile situazione”.

Redazione Cuoreeconomico
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