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04/10/2022

Amerio (Permare): «Col ‘Green assistant’ navigazione ecosostenibile. Governo tuteli la blue economy»

(Barbara Amerio, presidente Gruppo Permare)

A colloquio con la Ceo del gruppo sanremese, premiata nel 2021 come miglior amministratore delegato dell’anno: «Il caro-energia impatterà su accessoristica e piccola nautica. Comunità energetiche buona idea, ma mancano ancora i decreti attuativi. Studiamo da tempo l’utilizzo dell’idrogeno»

Barbara Amerio a capo del Gruppo Permare e presidente provinciale di Imperia di Confindustria Nautica, insignita al “Le fonti Awards” come Ceo dell’anno nel 2021 e, notizia, premiata di recente al Monaco Energy Boat Challenge per un particolare sistema di navigazione green che aiuta i capitani degli yacht a diminuire l’impatto ambientale durante la navigazione.

La intervistiamo perché la sua idea di nautica risponde ad alcune urgenze che l’industria del diporto sembra sottovalutare.

Quello di Barbara Amerio, rispetto alle orecchie da mercante di tanti competitor, è un paradigma stoico, declinato in parole chiave come sostenibilità, riduzioni dei consumi, innovazioni e obiettivi ambiziosi che la spingono a una ricerca assidua della navigazione a “zero emissioni”.

Amerio è alla guida di un gruppo che rappresenta una delle eccellenze della nautica made in Italy e, fra l’altro, si appresta a celebrare 50 anni di attività.

Può raccontarci come funziona questo sistema di navigazione sostenibile per il mare, sviluppato in collaborazione con Simrad Yachting?

«Il progetto Green Assistant che il cantiere ha sviluppato con Simrad Yachting per le sue imbarcazioni, utilizza la sofisticata piattaforma elettronica Command per creare soluzioni integrate che aiutino il comandante ad avere una condotta in mare il più ecosostenibile possibile.

Grazie alla connettività dei dati il sistema è in grado di suggerire delle azioni necessarie, o quantomeno consigliate, in merito alle informazioni relative alla posizione, allo stato della barca e alle operazioni che vorrebbe compiere il comandante.

L’utilizzo di Green Assistant è legato alla problematica dello scarico delle acque residue dalla costa, un tema molto importante per il Principato di Monaco, ma non solo.

Il sistema, infatti, è in grado di bloccare automaticamente le pompe di scarico qualora il comandante dovesse scaricare le acque reflue dove non sia consentito».

«La cartografia C-Map, attraverso l’elettronica e la domotica, diventa quindi uno strumento fondamentale per rispettare la normative ambientali, quando, per esempio, si naviga all’interno di un’area marina protetta o in presenza di coste frastagliate, (dove è difficile avere un’idea precisa delle miglia di distanza dalla costa stessa, Ndr).

Il sistema però può fare tanto altro servendosi dell’integrazione Command con la cartografia: per esempio, ridurre la velocità automaticamente se si transita in una zona con limite identificato, come un parco marino, all’entrata di un porto o in una zona dove sono state avvistate le balene; se il sistema capisce che i generatori sono accesi e si sta navigando a motore ad alti regimi, consiglia al comandante le azioni correttive, così come le consiglia se rileva che la barca è molto rumorosa (a causa dei motori, ma anche dello stereo per esempio) in una zona protetta».

«Tutti i dati raccolti possono poi essere memorizzati e resi disponibili per aggiornare la cartografia, ma si avvale anche dei database di università e studiosi, come quelli relativi alla rotta e agli avvistamenti dei cetacei».

Veniamo all’impiego dell’idrogeno nella nautica, ci sono delle novità su questo tema?

«Noi stiamo studiando l’idrogeno da tempo e monitorando le applicazioni proposte sul mercato, stiamo raccogliendo informazioni e abbiamo anche assistito ad alcuni demo di fuel cell in funzione con bombole a idrogeno, però mancano le certificazioni relative allo stoccaggio nel diporto e mancano anche i punti di rifornimento.

Dovremo aspettare, come stiamo aspettando, l’ibrido non ancora disponibile. Nel frattempo possiamo agire sulla riduzione dei consumi e lavorare sull’alleggerimento degli scafi.

In questo siamo stati pionieri e ancor oggi deteniamo, nella categoria, il record, con 3.1 litri per miglio percorso con la Amer 94 Twin Superleggera.

È un superyacht che ha uno scafo del peso di circa 20 tonnellate in meno di uno scafo tradizionale, ed ha un’autonomia da Venezia a Montecarlo, ma può andare ben oltre senza rifornirsi».

In quale modo incide il caro energia su un settore come quello degli yachts e dei superyachts, come state reagendo? E a suo avviso, ci sono cantieri che sospenderanno la produzione di nuove barche?

«Il caro energia si riverbera su tutta la filiera e creerà aumenti di costi per tutte le lavorazioni energivore. È tardi, si doveva cominciare prima con la produzione delle rinnovabili in azienda, ora il surplus di energia prodotta e non stoccata non può essere immesso se non gratuitamente senza un ritorno economico.

E i decreti attuativi per le comunità energetiche sono ancora lontani. Si discute ancora il cap sui prezzi e le aziende soffrono sempre di più.

Non penso a chiusure, però è probabile che queste avverranno in altri settori della nautica: soffrirà l’accessoristica, la piccola nautica e le lavorazioni collegate alle bollette elettriche e gas».

Il conflitto ha messo in una cattiva luce i superyachts, ovviamente a causa degli oligarchi vicini a Putin. Il diporto ci perde in termini di reputazione ma anche economicamente, poiché le sanzioni continuano a colpire un paese come la Russia che investe molto nella nautica, cosa ne pensa?

«La situazione è grave, stiamo assistendo a una guerra con morti, feriti e la popolazione in fuga, d’altro canto il nostro settore ha sempre sofferto strumentalizzazione anche in altri periodi: da una parte le sanzioni sono legittime, dall’altra parte abbiamo maestranze, cantieri e indotto che saranno danneggiati per le commesse sotto sequestro.

Noi siamo imprenditori e possiamo impegnarci singolarmente a seconda della sensibilità e continuare a lavorare bene creando indotto ed esportando, salvaguardare il lavoro dei nostri dipendenti e continuare ad investire nei nostri prodotti».

«Solidarietà massima al popolo ucraino e, aggiungo, alle donne iraniane e in generale a tutti gli atti di soprusi subiti dalla popolazione civile indifesa.

È un momento molto difficile per la politica estera, malgrado i nostri risultati ottimi, siamo comunque preoccupati delle evoluzioni in corso».

Che voci corrono in Confindustria Nautica a proposito del nuovo Governo? Protezionismo e rigidità sul piano europeo convergono con il futuro del diporto?

«Parlo ovviamente a titolo personale, il dispiacere della prematura caduta del governo e dell’agenda Draghi ci ha molto colpito, ora a nuove elezioni speriamo che si comprenda l’importanza di rispettare i tempi delle riforme.

Durante il salone di Genova e prima a Cannes abbiamo ricevuto visita di responsabili della Commissione europea, che guardano al nostro settore come un’industria di pregio e in evoluzione per la transizione green».

«L’economia del mare è importante e tocca molte filiere, speriamo che il nuovo governo ne sia consapevole e ci riconosca quel ruolo di campioni di export di cui andare fieri, legiferando per farci crescere a livello internazionale e puntando su made in Italy, ovvero quel concetto di “bello e ben fatto”, leitmotiv di riconoscimento della produzione nazionale».

I charter permettono ai meno abbienti con più facilità di esaudire il sogno di una vacanza a bordo di uno yacht. Come va questo segmento e cosa chiede in questo momento il suo mercato di riferimento?

«L’acquisto il noleggio e la locazione sono diversi modi per andare per mare. Il noleggio o charter per barche di medie e grandi dimensioni è un mercato molto interessante e crea grande indotto.

La locazione natanti e scafi con patente, permette di allargare il numero dei fruitori e poter salire a bordo senza avere costi annui. Uno non esclude l’altro, si parte con il noleggio e si passa alla vendita.

Esistono anche utilizzi ibridi dove il cliente la usa per determinati periodi e per il tempo restante la barca è “charterizzata” a terzi.

Un mercato in espansione da studiare a fondo, da non contrastare anzi da incentivare, ma ci devono essere regole chiare e soprattutto rispetto delle norme di sicurezza, perché andare per mare deve essere un divertimento senza rischi».

Di Andrea G. Cammarata
(Riproduzione riservata)

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