ANALISI MODA UMBRIA. Le top 20 sfiorano 1,7 miliardi di fatturato e il 2026 si annuncia come l’anno dell’incertezza

ANNUARIO ECONOMICO ESG89: l’analisi sulla Moda umbra
Giorgetti (ESG89):’Abbiamo in regione una grande tradizione del saper fare moda e questa filiera, costituita da grandi gruppi ma anche da moltissimi artigiani, va monitorata costantemente e tutelata dalle Istituzioni’
Il posizionamento nazionale
Al momento il 2026 si annuncia come un anno caratterizzato da forte instabilità sui mercati internazionali. Si prevede, inoltre, una certa debolezza dei consumi interni, come nell’anno appena concluso che ha segnato un rallentamento per il settore moda nazionale. In particolare l’industria della moda maschile: confezione, maglieria, camicie, cravatte, abbigliamento in pelle, nel 2025 ha visto un calo di fatturato del 2,1% rispetto all’anno precedente. Il Mercosur potrebbe riservare alcune buone sorprese per l’export italiano.
UMBRIA - ANALISI E DATI DELLE MIGLIORI 10 SOCIETA’ PER FATTURATO
BRUNELLO CUCINELLI S.P.A. svetta nella classifica della moda regionale con 1.278.540.000 euro di fatturato consolidato e risultato netto positivo a 128.513.000 euro nel 2024. Nel 2023 il fatturato era di 1.139.420.000 e nel 2022 di 919.708.000 euro evidenziando una crescita costante che si è consolidata anche nel 2025 dove il Gruppo Cucinelli ha sfondato quota 1,4 miliardi.
A seguire, molto distanziati, troviamo LUISA SPAGNOLI S.P.A. con 123.401.639 euro di fatturato e una perdita d’esercizio di 5.233.401; nel 2023 la società aveva già mostrato delle difficoltà registrando un risultato negativo di 1.872.183 euro.
In terza posizione per dimensione c’è FABIANA FILIPPI S.P.A. di Giano dell’Umbria. Nel 2024 il fatturato è stato di 53.597.191 euro mentre nel 2023 era di 73.168.353 euro. Nei due esercizi la società del lusso nel cashmere ha registrato perdite d’esercizio passando dai 9.675.460 nel 2023 ai 5.025.394 nel 2024. Scendiamo dal podio: STERNE INTERNATIONAL S.P.A., proprietaria dell'affermato brand di lusso specializzato nella maglieria d'alta gamma Lorena Antoniazzi, è in quarta posizione con 35.650.878 euro di fatturato nel 2024 e utile netto a 761.749 euro. A seguire C. & S. S.R.L. di Umbertide, l’azienda del patron Corneli registra 33.955.980 euro di fatturato nel 2024 crescendo rispetto al 2023 quando era a 29.055.280 euro.
In sesta posizione UMBRIA VERDE MATTIOLI S.R.L., la società del Gruppo Pattern guidato da Luca Sburlati attuale presidente di Confindustria Moda Italia rappresenta un vero e proprio caso di successo: fatturato 2024 a 17.815.139, Ebitda a 4.688.219 euro, utile netto a 3.074.389 euro e redditività superiore al 17%.
Scendendo nel ranking troviamo CARDINALINI & C. S.P.A. di Acquasparta con 16.918.618 euro; PINTURICCHIO S.R.L. di Corciano del Gruppo Cucinelli guidata da Riccardo Stefanelli con 15.199.654 euro, TI STYLE IT S.R.L. con 11.043.740 euro e in decima posizione MANRICO S.P.A. di Corciano con 10.682.660 euro di fatturato nel 2024 e 1.998.790 di utile netto.
Il commento
‘Le top 20 aziende della moda umbra producono un fatturato che supera ampiamente il miliardo e mezzo, un EBITDA complessivo vicino ai 400 milioni di euro e una redditività generale che sfiora l’8% – registra Giovanni Giorgetti Presidente di ESG89 Group che ha realizzato con il team di ricerca l’analisi del comparto.
Il quadro però non è tutto roseo. Dal post-Covid alcuni brand regionali hanno mostrato delle criticità che si sono amplificate con il perdurare del conflitto russo-ucraino e l’instabilità del commercio mondiale. Da sottolineare inoltre che, come evidenziato dal Presidente di Confindustria Moda in un recente convegno di Deloitte presso la Camera dei Deputati, il made in Italy è attualmente sotto attacco da parte dei grandi colossi cinesi dell’ultra fast fashion, che possono permettersi prezzi stracciati in virtù dei loro bassissimi standard ambientali e sociali e dell’assenza di dazi doganali sulle piccole spedizioni.
Tornando all’Umbria – conclude Giorgetti - abbiamo in regione una grande tradizione del saper fare moda e questa filiera, costituita da grandi gruppi ma anche da moltissimi artigiani, va monitorata costantemente e tutelata dalle Istituzioni se non si vuole rischiare in futuro la perdita di tanti posti di lavoro’.
Cosa aspettarsi nel 2026 per il comparto moda
Dall’analisi dei bilanci 2023 e 2024 delle migliori società di capitali che operano nella produzione-moda in Umbria si evidenziano risultati tutti da esaminare con attenzione.
Delle 20 top aziende per fatturato analizzate, nel 2023 erano 3 le compagini che hanno chiuso in perdita. Nel 2024 sono invece risultate 4.
Lo scenario può restare moderatamente positivo se la domanda “premium/luxury” continuerà a mantenere questo equilibrio. C’è però da sottolineare che alcuni brand regionali da due anni stanno soffrendo in termini di fatturato e redditività e questo può determinare un effetto a cascata sulla filiera.
I rischi principali sono legati all’export: la forte esposizione agli USA e le crescenti difficoltà sui mercati asiatici con l’aumento di richieste su tempi, tracciabilità, sostenibilità e compliance di filiera possono contribuire a far rallentare l’export.
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Di Giovanni Giorgetti, Presidente ESG89
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