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14/12/2022

Arcadia A96, ecco il “wellbeing” in mare firmato da Igor Lobanov

Il cantiere partenopeo presenta alla stampa la sua ultima creazione, un super yacht in grado di ospitare dieci persone in cinque cabine, più cinque membri dell’equipaggio in altrettante tre cabine. A96 è un’imbarcazione che stupisce grazie a un design non particolarmente filante ma al contempo dotato di grande vivibilità

Arcadia A96 debutta in conferenza stampa (virtuale) con tutto il savoir faire tipico della nautica made in Italy. Grande attenzione ai dettagli e soprattutto tornano protagonisti gli spazi, in particolare quelli aperti sul mare grazie alle finestrature generose nel main deck.

Le falchette di poppa, poi, si aprono estendendo gli spazi dedicati alla spiaggetta. L’effetto finale è mutevole, pronto ad adattarsi agli svariati ambienti marini e alla sempre volubile navigazione.

L’imbarcazione sarà armata nel cantiere partenopeo di Torre Annunziata, per poi presentarsi in anteprima, fra meno di un anno, al Cannes Yachting Festival di Cannes.

In conferenza stampa il fondatore del cantiere, Ugo Pellegrino, descrive Arcadia A96 offrendone un’idea più improntata al wellbeing che ai tanti aspetti tecnici di cui il super yacht non lesina affatto.

Un discorso effettivo, quello del fondatore, che per certi versi parla più alle orecchie dell’armatore che a quelle del comandante.

Le caratteristiche dell’imbarcazione

Le caratteristiche della sala macchina presentano un nutrito sistema per la produzione di energia. Tutto è affidato a due generatori di corrente da 35 chilowatt ciascuno, e quattro motori Volvo Penta IPS 1200.

Il super yacht è dotato anche di una capacità produttiva per l’energia solare (4,5 chilowatt) attraverso pannelli solari. La stazza, a pieno carico, è di 130 tonnellate.

In dislocamento Arcadia A96 promette una velocità massima di 24 nodi. Ma l’attenzione per l’ambiente (e il cantiere) suggeriscono piuttosto una velocità di crociera di 15 nodi.

A questa andatura Arcadia A96 garantisce autonomia di navigazione per circa 600 miglia nautiche. Utile per i fondali bassi il pescaggio della chiglia, che si presenta inferiore ai due metri (per esattezza 1,76 metri).  

Persiste nel concept generale un’idea di benessere indissolubilmente legata con l’arte di andare per mare. Ovvero la capacità, confermata da altri progetti del cantiere, di interpretare i desiderata dell’armatore tramite un “layout multiflessibile”, di certo nutrito di molto lusso.

Il cantiere - spiegano dai corridoi del marketing di Arcadia - ha chiesto al designer di arredare gli spazi con materiali naturali e, ove possibile, eco-compatibili, optando per un design dalle linee morbide e accoglienti e arredi piacevoli al tatto”. 

Il richiamo ai trawler e la firma doc

Soprattutto risalta negli esterni dell’Arcadia A96 il richiamo, abbastanza evidente, alle geometrie indimenticabili dei trawler. Con la tuga schiacciata e la prua a scimitarra. Arcadia Yachts inserisce la sua opera nei “crossover”.

Ma senza insistere sulle categorie specifiche, il super yacht, una volta varato, si estenderà sul mare con una lunghezza di poco superiore ai 29 metri. Il baglio, invece, è di circa otto metri.

La firma del designer risponde al nome di Igor Lobanov. Moscovita di origine, poi trasferitosi in Spagna, Lobanov si espone al successo già in occasione del Monaco Yacht Show nel 2007.

Per l’evento il designer presentò due progetti “visionari” di yacht a motore. L’Arcadia A96 però è diverso dai super yacht dotati di linee taglienti a cui Lobanov ha lavorato in precedenza.

Basti guardare l’85 metri Amore Vero di Ocenaco, oppure il Mangusta di Overmarine. Ma con l’A96 il designer conferma il desiderio di continuità: “vedere più cose belle nel mondo”.

Di Andrea G. Cammarata
(Riproduzione riservata)

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