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10/11/2022

Assoambiente: obiettivo EU su riciclo rifiuti vale i consumi di 7 milioni di italiani

Il rapporto dell'associazione delle imprese di igiene urbana e riciclo: il traguardo fissato per il 2035 vale fino al 3 percento dei consumi energetici nazionali

Arrivare all'obiettivo europeo del 65% di riciclo dei rifiuti urbani al 2035 potrebbe valere tra il 2 e il 3% dei consumi energetici nazionali.

Grazie al riciclo si possono risparmiare consumi energetici pari a quelli di 7 milioni di famiglie; grazie al trattamento dei rifiuti organici si può ottenere l'1,5% del fabbisogno nazionale di gas; con la valorizzazione energetica dei rifiuti si può generare energia elettrica pari ai consumi medi di 2,6 milioni di famiglie.

E' questo quanto emerge da un rapporto su rifiuti ed energia presentato da Assoambiente, l'associazione delle imprese di igiene urbana e riciclo, nel corso di Ecomondo-Key Energy, la fiera della green economy in corso a Rimini.

Comportamenti giusti portano più risparmio

Oggi grazie al riciclo si genera un risparmio di energia di quasi 24 terawattora. Raggiungendo tutti gli obiettivi previsti, secondo Assoambiente, si potrebbero aggiungere altri 10 terawattora.

Un quantitativo complessivo pari al consumo medio di energia elettrica di circa 7 milioni di famiglie italiane. In Italia nel 2020 (ultimi dati Ispra) 43 impianti integrati hanno trattato 3,3 milioni di tonnellate di rifiuti organici, generando biogas, biometano, energia elettrica e termica.

Per raggiungere l'obiettivo europeo del 65% di riciclo, l'Italia dovrà raccogliere in forma differenziata circa 7 milioni di tonnellate di frazione organica, arrivando a 10 milioni di tonnellate

Secondo l'associazione, se queste 10 milioni di tonnellate fossero interamente avviate a un processo di digestione anaerobica e tutto l'output convertito in biometano, si produrrebbero circa 1,1 miliardi di metri cubi di biometano, l'1,5% del totale del gas consumato in Italia annualmente (75 miliardi di metri cubi).

In Italia nel 2020 i 37 termovalorizzatori dei rifiuti hanno trattato 6.243.000 tonnellate di rifiuti, generando 4.530.000  e 2.344.000 MWht di energia termica. 

A questi dati vanno aggiunti gli impianti di coincenerimento, che hanno trattato circa 600 mila tonnellate di rifiuti. In uno scenario ottimale, l'Italia dovrebbe disporre di un parco termovalorizzatori in grado di trattare 10 milioni di tonnellate di rifiuti (8 milioni  di urbani e 2 milioni di speciali).

Dal trattamento di questi rifiuti, si potrebbero ottenere 7 milioni di MWhe, pari ai consumi medi di 2,6 famiglie italiane (circa il 10% del totale dei consumi domestici e il 3,3% dei consumi nazionali totali), oltre a 3 milioni di MWht di energia termica. 

Redazione Cuoreeconomico
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