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03/02/2023

Assonautica e Assonat: "Direttiva Bolkestein non si applichi ai porti turistici"

(Luciano Serra, presidente di Assonat)

Il presidente di Assonat-Confcommercio Serra: "Ricordare che la legge esclude i trasporti, ivi compresi quelli portuali. Senza distinzione, grande impatto sul settore"

In un momento delicato per il settore del mare, mentre torna in discussione l'applicazione della direttiva Ue Bolkestein sulla concorrenza per le concessioni, non c'è solo il settore degli operatori balneari e dello dei portuali a farsi sentire ma anche quello della nautica e dei porti turistici.

Assonautica italiana, in rappresentanza del sistema delle camere di commercio per l'economia del mare e Assonat-Confcommercio, associazione nazionale approdi e porti turistici, scendono infatti nuovamente in campo per ribadire che la direttiva Bolkestein non è applicabile ai porti turistici e chiedono che "il governo operi una riforma organica e sistematica del settore delle concessioni demaniali marittime, con particolare riferimento alla portualità turistica".

Disciplinare chiaramente il settore

"E' necessario che il sistema normativo che dovrà regolamentare il settore portuale - sottolinea Luciano Serra, presidente di Assonat - sia disciplinato in modo diverso rispetto a quanto verrà disposto per gli altri tipi di concessione, come espressamente previsto dalla stessa direttiva Bolkestein che esclude, dal proprio campo di applicazione, i servizi nel settore dei trasporti, ivi compresi i servizi portuali".

Una normativa diversa che dovrà tenere conto nelle gare anche dell'"interesse di natura sociale, di sviluppo del territorio, non limitandosi a quelli di natura economica" aggiunge Serra.

E dovranno essere riconosciuti "adeguati indennizzi" al concessionario uscente, sia per i beni materiali che immateriali. Primo passo la mappatura del demanio e delle coste italiane, poi "le giuste distinzioni tra concessioni turistico balneari e nautica da diporto e portualità - ripete il presidente di Assonautica Giovanni Acampora -. L'assenza di una distinzione a livello normativo tra concessionari avrebbe un forte impatto per le imprese del settore.

Per questo stiamo monitorando gli emendamenti presentati in sede di conversione del decreto Milleproroghe e partecipando al dibattito istituzionale".

Redazione Cuoreeconomico
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