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13/01/2023

Assopetroli-Assoenergia ai benzinai: "Governo ha scaricato su di voi la responsabilità del caro-benzina"

(Andrea Rossetti, presidente Assopetroli-Assoenergia)

Lettera del presidente Rossetti alle organizzazioni Faib, Figisc e Fegica: "Scattata la caccia agli untori e clima deprecabile, sulla pelle della categoria"

La vicenda dell'aumento esponenziale del costo dei carburanti alla pompa dopo la fine degli sconti sulle accise, scrive un nuovo capitolo.

A sostegno dei gestori - che ora sono obbligati ad esporre quotidianamente il prezzo medio nazionale al fianco di quello alla pompa e stanno respingendo le accuse di speculazione - si schiera Assopetroli-Assoenergia, con una lettera inviata dal presidente Andrea Rossetti ai tre presidenti delle associazioni di categoria, ovvero Giuseppe Sperduto (Faib), Bruno Bearzi (Figisc) e Roberto Di Vincenzo (Fegica). Ecco il testo della lettera.

Gentili Presidenti, a nome di Assopetroli-Assoenergia desidero esprimere vicinanza, comprensione e sostegno in merito alle ragioni che Vi hanno determinato a indire lo stato di agitazione per le giornate del 25 e del 26 gennaio. Il disagio che esprimete pubblicamente è condiviso dall’intera nostra categoria.

I fatti degli ultimi giorni, le molte improvvide esternazioni di autorevoli esponenti politici e di Governo, a seguito della mancata proroga dello sconto accise, hanno destato in tutti noi viva preoccupazione.

Un’aggressiva campagna di falsificazione e delegittimazione ha additato il settore distributivo quale responsabile del “caro benzina” che è tornato a mordere le tasche dei consumatori e a monopolizzare il dibattito pubblico. Sebbene fosse lampante dall’inizio che l’unico responsabile dell’improvviso aumento dei prezzi fosse il Fisco.

Ma anziché assumersi la responsabilità di aver azzerato lo sconto accise, scelta legittima e difendibile per ragioni di finanza pubblica, il Governo ha inizialmente puntato il dito contro i benzinai e la fantomatica speculazione dei distributori.

Si è instaurato un clima deprecabile, col corollario minaccioso di Authority, Procure e Guardia di Finanza sguinzagliate a caccia degli untori. Una brutta pagina di cronaca da cancellare e riscrivere rapidamente.

Nel condividere con Voi i sentimenti di frustrazione, rabbia e amarezza per quanto abbiamo visto accadere, desidero esprimerVi la nostra incondizionata solidarietà.

Ci auguriamo che la sollecitazione corale che tutte le rappresentanze del settore stanno facendo pervenire al Governo inducano l’apertura di un confronto urgente sull’emanando Decreto legge.

E che ciò sia il preludio alla riapertura un Tavolo progettuale, di legislatura, sul futuro del downstream petrolifero che, proprio in questi frangenti, si segnala essenziale e strategico per il Paese.

Redazione Cuoreeconomico
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