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14/08/2023

Aumenta l'occupazione nel turismo ed è sempre più al femminile

L'analisi della Fondazione studi dei consulenti del lavoro: oltre il 10 percento in più di occupati nel settore dell'ultimo anno a fronte di un aumento medio generale del 2,3. Le donne, in particolare nell'accoglienza, sono cresciute del 15.5 percento, oltre 100.000 in più. Continuano però a mancare alcune professioni specifiche

Nell'ultimo anno il comparto dei servizi di alloggio e ristorazione è quello che ha registrato la maggior crescita occupazionale, nel nostro Paese, "segnando un +10,3 percento, a fronte di un aumento medio dei lavoratori del 2,3 percento".

E, nel paragone con l'annualità passata, "il numero di impiegati nel settore è passato da 1 milione 259.000 a 1 milione 338.000 (130.000 in più, pari al 25,3 percento dei nuovi posti di lavoro creati durante i 12 mesi)".

Lo si legge nella ricerca effettuata dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Nel documento i professionisti (che hanno elaborato i dati dell'Istat) evidenziano che, come confermato dall'ultimo Bollettino Excelsior di Unioncamere e Anpal, è proprio il turismo a offrire le maggiori opportunità di inserimento nel mercato, "con quasi 62.000 previsioni di assunzione nel mese corrente su circa 293.000 programmate dalle aziende e circa 200.000 nel trimestre.

Segnali positivi, che - si precisa - consentono al comparto uscito più martoriato dalla pandemia di recuperare e superare i livelli occupazionali pre-Covid (+0,9 percento rispetto al 2019)".  

Donne sempre più in prima linea

Proprio il servizio del turismo, è quello che vede la maggior crescita del lavoro femminile. Lo studio segnala nell'ultimo anno "un +15,5 percento (che corrisponde a quasi 100.000 addette in più), contro il +5,5 registrato dalla controparte maschile".

E, recita il dossier, emerge come la 'escalation' del comparto stia interessando soprattutto il Nord Ovest dello Stivale che, "con 56.000 lavoratori in più e un incremento occupazionale del 16,6 percento, supera di gran lunga il Nord Est (12,2) e il Mezzogiorno (9,8)", mentre il Centro è l'unica area del Belpaese ad aver registrato un aumento più esiguo (+2,2). 

Avanza il lavoro subordinato 

Per i professionisti, poi, è degno di nota come ad avanzare siano i contratti di subordinazione, giacché si legge, il lavoro dipendente "assorbe la quasi totalità della nuova occupazione (+13,8 percento), mentre quello autonomo appare meno dinamico (+1,9 percento)".

Un elemento, però, salta all'occhio: nell'indagine affiora come, "su 100 lavoratori, infatti, solo il 17,1 percento rientra tra le professionalità ad alta qualificazione, come manager, direttori, imprenditori e specialisti", laddove, invece, la stragrande maggioranza della platea degli impiegati (73,9) presenta una media qualificazione (si tratta di addetti alle vendite, ai servizi, al marketing), mentre le figure a bassa qualificazione (addetti alle pulizie, magazzinieri, fattorini) sono il 10 percento circa".

Nell'ultimo anno, in particolare, specificano i consulenti, "la crescita occupazionale ha riguardato soprattutto i livelli professionali intermedi (+17,8 percento), a scapito di quelli elevati (- 4,3) e bassi (-7,5)". 

Redazione Cuoreeconomico
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